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27 Marzo 2019

Chiudere una partita Iva: come funziona, regime ordinario e forfettario

Chiudere una partita Iva
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Chiudere una partita Iva

Come fare e quanto costa chiudere una partita Iva online, chiusura gratis della partita Iva inattiva o mai usata, modelli da scaricare e  funzione per la cessazione in regime ordinario e forfettario. Istruzione su come chiudere una partita Iva e aprirne una nuova.

In caso di cessazione di ditte individuali, società e professionisti una delle prime cose da fare è presentare la domanda online di chiusura della partita Iva all’Agenzia delle Entrate. Non tutti sanno come fare la cessazione e quali costi sostenere. Istruzioni per la compilazione della domanda e moduli da scaricare con un click sono consultabili in questo articolo.

Non sempre ci sono costi di chiusura di ditta individuale, società e lavoratore autonomo. Costi zero per la partita Iva inattiva o mai usata da 3 anni. Per evitare errori e sanzioni ci si può rivolgere a professionisti del settore.

E’ meglio affidarsi ad un Dottore Commercialista per la chiusura di una partita Iva con debiti e per l’apertura di una nuova. Di seguito si forniscono tutte le informazioni utili per come fare la domanda di cessazione in regime ordinario di una impresa e la domanda in regime forfettario di un professionista. News anche sulla chiusura partita Iva retroattiva e pagamento delle tasse.

Come chiudere una partita Iva nel regime ordinario: quanto costa e come funziona

Per chiudere una partita Iva nel regime ordinario il modello da utilizzare è quello previsto per l’inizio attività. Il modello da scaricare e utilizzare per le imprese e lavoratori autonomi è l’AA9/12. Dichiarazioni di inizio attività, variazione dati e cessazione attività ai fini Iva vengono fatte con il medesimo modulo. Quando fare la domanda di cessazione non dipende dall’attività svolta. La dichiarazione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data di cessazione dell’attività. Come presentare il modello? Per l’invio basta un click. Per la ditta individuale iscritta al Registro Imprese la trasmissione viene fatta con la Comunicazione Unica. Il Dottore commercialista non iscritto al Registro Imprese può presentare il modello presso lo sportello dell’Agenzia delle Entrate, a mezzo servizio postale o per via telematica.

La dichiarazione di cessazione non sempre deve essere presentata. Non è richiesta nei casi di donazione o cessione d’azienda, trasformazione o di altre operazioni straordinarie. In caso di morte del titolare dell’attività, gli adempimenti Iva ricadono in capo agli eredi. Qualora non volessero proseguire l’attività del defunto, dovranno presentare la dichiarazione di chiusura.

Per le società come funziona? Il modello da utilizzare è l’AA7/10 e le modalità di invio sono uguali a quelle appena descritte per le persone fisiche.

In tutti i casi l’Agenzia delle Entrate può procedere alla chiusura d’ufficio della partita Iva per inattività triennale. Quanto costa chiudere una partita Iva? Non ci sono spese se non quelle dovute per la cancellazione dal Registro Imprese. In tal caso va versato il diritto camerale di 90 euro o di 120 euro a seconda delle modalità di cancellazione. Costi zero anche per la partita Iva inattiva o mai usata da 3 anni.

Come chiudere una PI nel regime forfettario: costi da sostenere

Le modalità di chiusura, costi e termini della partita Iva in regime forfettario sono uguali a quelle viste per il regime ordinario. Anche i moduli sono gli stessi: AA9/12 per le imprese individuali e lavoratori autonomi e AA7/10 per le società.

Ma come funzione la cessazione del regime forfettario? Il regime agevolato cessa di avere applicazione se viene meno una delle condizioni di accesso oppure si verifica una delle cause di esclusione. In tal caso, l’impresa o il professionista, dall’anno successivo, sarà tenuta a porre in essere tutti gli adempimenti previsti dal regime ordinario. Istituzione dei registri contabili e addebito Iva. Anche il calcolo e il versamento delle tasse sarà quello previsto dal regime ordinario. Infatti non è più prevista l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% o del 5% introdotta dal 2019.

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