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16 Marzo 2019

Concorso scuola 2019 e abilitazione insegnamento: come funziona

Concorso scuola 2019
Concorso scuola 2019

Concorso scuola 2019

Tutte le novità sul concorso scuola 2019: dalle date del prossimo bando alle modalità di accesso all’abilitazione all’insegnamento, come funziona con la nuova legge di bilancio.

Grande attesa nel mondo della scuola per il concorso 2019 per nuovi e vecchi laureati che sperano di insegnare.

L’ultimo concorso per l’insegnamento vi è stato nel 2016. Da allora molti hanno dovuto fare i conti con l’impossibilità di diventare un docente a tutti gli effetti e di godere di una certa stabilità.

Ma quest’anno in tanti finalmente potranno vedere concretizzarsi la propria aspirazione. Infatti la  legge di Bilancio 2019 prevede che sia indetto un concorso per la scuola in questo stesso anno.

Non vi è ancora una data certa, alcune voci sostenevano si sarebbe tenuto prima dell’estate, ma poiché urge tempo non è escluso possa essere posteriore.

Tanti i dubbi in proposito. I cambiamenti politici d’altronde comportano sempre grandi rivolgimenti nell’Istruzione. In attesa che il Miur pubblichi il bando con le date ufficiali non si può far altro che attendere e fare chiarezza in proposito. Comprendere come funzionerà il concorso e l’abilitazione all’insegnamento, quali i requisiti necessari, cosa è cambiato dalla precedente riforma, può essere già un primo passo per prepararsi a superarlo.

Ultime news concorso scuola 2019: come funziona e quali sono le novità a oggi

Vediamo in primis la modalità di partecipazione al concorso per l’insegnamento. La legge di bilancio 2019 esplicita che << ciascun candidato può partecipare solo a un massimo di quattro procedure concorsuali, dovendo scegliere una sola classe di concorso per i posti comuni della scuola secondaria di primo, così come in quella di secondo grado>>

Ogni singolo candidato potrà partecipare a un massimo di quattro procedure. Nello specifico quindi significa che si potrà concorrere per un’ unica classe di concorso per ogni grado di scuola. Dunque gli aspiranti docenti dovranno sceglierne solo una per la scuola secondaria di primo grado e una per quella di secondo grado. Seppure in possesso di requisiti per più classi di concorso non sarà possibile candidarsi per tutte. Le altre due procedure ammesse riguardano il sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Sarà inoltre possibile presentarsi in un’unica regione.

Passiamo al modo in cui si svolgerà. I partecipanti dovranno superare tre prove, due scritte e una orale. La prima prova scritta avrà come oggetto le materie della classe di concorso per la quale ci si propone. La seconda invece sarà basata sulle discipline antro-psico-pedagogiche e sulle metodologie e tecnologie didattiche.

L’accesso alla conseguente prova è pregiudicato dal superamento della precedente. Sarà considerata superata la prova con un punteggio di sette decimi. L’ultima prova sarà quella orale. All’orale saranno ulteriormente approfondite le conoscenze relative alle discipline della propria classe di concorso. Inoltre saranno accertate le competenze d’ inglese (livello B2 del QCER) e quelle informatiche. Non è esclusa dall’orale una prova pratica qualora richiesta.

Abilitazione insegnamento: cos’à e come funziona

La grande novità del concorso riguarderà l’abilitazione. Infatti non sarà riservato agli abilitati ma sarà la vittoria allo stesso abilitante. Potranno parteciparvi sia i neolaureati che i precari storici. Per questi ultimi è prevista una riserva del 10% di posti. Il fine ultimo risulta essere proprio l’esaurimento della terza fascia d’insegnamento riservata ai precari. Nelle intenzioni future, infatti, vi è l’eliminazione perenne della suddetta.

Cambia anche la modalità di immissione in ruolo. Il nuovo concorso dice per sempre addio al FIT, il triennio formativo previsto dalla Buona Scuola (L.107/2015). Al suo posto è previsto invece il cosiddetto percorso di formazione e prova della durata di un anno. Sarà l’esito positivo dello stesso a portare all’immissione di ruolo.

Come premesso al concorso potranno accedervi precari e neolaureati. Risulta dunque fondamentale assicurarsi di essere in possesso di tutti i requisiti necessari per parteciparvi. Il primo prerequisito è avere una laurea magistrale o del vecchio ordinamento. Ciò naturalmente non esime dal possedere tutti i cfu inerenti la classe per la quale si concorre. Quelli infatti sono rimasti immutati.

Nessun cambiamento neanche per quanto riguarda i famigerati  e famosi 24 cfu. Il possesso di 24 cfu nelle discipline antro-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche rimane indispensabile. Gli unici ad esserne esentati saranno coloro in possesso di almeno 36 mesi di servizio, anche non continuativo.

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