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18 Marzo 2019

Solange Knowles: When i get home, nuovo album 2019

Solange Knowles: When i get home
Solange Knowles: When i get home

Solange Knowles: When i get home

Le novità di Solange Knowles: in When i get home il suo nuovo album pubblicato a sorpresa nel 2019: di cosa parla e quali sono le canzoni che contiene.

In quest’articolo analizziamo quali sono le tematiche affrontate nel nuovo album di Solange Knowles, con chi ha collaborato, sottolineando le differenze tra questo lavoro e A Seat at the Table, pubblicato nel 2016When i get home, è il titolo che l’artista texana ha scelto per il suo lavoro.

Una sorpresa tanto aspettata dai fan dell’eroina dell’R&B che ha pubblicato il suo ultimo album allo scatto della mezzanotte, tra il 28 febbraio e il primo marzo, tra la conclusione del black history month e l’inizio del woman history month.  When i get home, album della sorella minore di Beyoncé, contiene 19 tracce e numerose collaborazioni con artisti di eccellenza come Tyler, The Cretor, The Dream, Gucci Mane, Earl Sweatshirt.

L’uscita è stata accompagnata da un film di 33 minuti in collaborazione con Apple Music.

La cantante di Cranes in the Sky, che l’ha resa vincitrice del Grammy per miglior perfomance R&B, celebra il Texas, il paese di origine delle sorelle Knwoles, promuove il Black Lives Matter, inneggia le donne, il corpo, l’identità e l’appartenza.

Se A seat at the table era una ribellione e smuoveva le coscienze, When i get home si concentra sui sentimenti, parla di ciò che prova l’umanità quando abbraccia il suo passato. Nell’intervista al NYFT, la cantante di Cranes in the sky, afferma che mentre con l’album precedente aveva tante cose da dire, con quest’ultimo lavoro ha voluto far provare tanti sentimenti.

Ecco quali sono le caratteristiche di When I get home, pura forma di arte di una delle più artiste più poliedriche della nostra era.

Torna Solange Knowles con il nuovo album: When i get home pubblicato a sorpresa

Con When i get home, Solange è ritornata sotto i riflettori del music business.

Il 15 Ottobre del 2018, in un’intervista per il New York Times,  ha anticipato la dietrologia del suo quarto album, atteso dai suoi fan, accolto dalla critica e immaginato dagli esperti. Per l’uscita di When i get home, la home page del sito web della Knowles si è trasformata, ha assunto una nuova dicitura- blackplanet.com/solange/-, dove Solo ha pubblicato i visual teaser del suo lavoro, con foto, stralci di canzoni, costellazioni e geometrie su uno sfondo black.

28 Febbraio 2019, il profilo Instagram della cantante pubblica un post, la cui didascalia invitava a chiamare il numero 281-330-8004, una hotline con il numero di telefono della canzone del rapper texano Mike Jones “Back Then” per condividere frammenti e informazioni sull’album. Un’esperienza face to face, punto a punto con chi chiamava, perché curioso, perché passionale e amante dell’arte e della scoperta del nuovo.

Un album interamente prodotto, scritto, ideato tra New Orleans, Jamaica, Houstoun e California, in cui il jazz incontra l’hip hop slow texano, in un gioco che alterna il calore dell’ R&B alla rudezza del rap. “There is a lot of jazz at the core…But with electronic and hip-hop drum and bass because I want it to bang and make your trunk rattle”.

Ciò che accompagna il viaggio tra le 19 tracce è la memoria delle origini di una giovane ed emancipata donna di colore che conferma la sua autonomia,  e analizza il suo ego nella storia della sua razza. Quindi inutile stupirsi del flusso di coscienza delle canzoni, con ripetizioni insistenti, ritornelli sballati, allitterazioni e rime incastonate quasi ad ipnotizzare l’ascoltatore per trasportarlo nel black planet dell’anima afro.

Novità del nuovo album di Solange Knowles: di cosa parla

When i get home, quando torno a casa è un album così introspettivo, personale e profondo che ti lascia senza fiato e ti permette di riflettere sull’ intimità dell’io, soprattutto quando dimentichiamo di essere ciò che siamo e ciò che potremmo essere.

Una celebrazione delle donne di colore, in quanto donne e in quanto afroamericane, capaci di subire, di affrontare, superare e trionfare sulle impervie difficoltà di una società patriarcale, totalmente maschilista e maledettamente caucasica-nazionalistica.

Le donne rivendicano il proprio corpo, devono raccontarsi da sole nella loro unicità, perché nessun uomo sarà mai in grado di parlare di donne e di emanciparle. La femminilità diventa auto-coscienza esclusivamente attraverso la voce della donna.

Con Binz Abbatte gli stereotipi della società che vede le persone di colore povere, spogliate del potere, del denaro e dei piaceri. My skin, my logo una track-ode al modo di vivere black, referenziando sui gusti di Gucci Mane e Solange stessa. Almeda, titolo omonimo di una zona del Texas del sud, elenca i tratti esclusivi della black culture, stigmatizzando la fede afroamericana.

Solange crea, canta le cose che immagina e le cose che vede in un inno al suo quartiere il Third Ward Di Houston. Ritorna per esperire ciò che prova, ciò che sente con l’anima; ritorna per guarire, curarsi e vivere la rinascita del suo corpo e del suo spirito.

Inoltre esplora la sua fisicità in un nuova dimensione nata dalla malattia che l’ha costretta ad annullare le date del suo tour precedente. La cantante di Don’t touch my hair, soffre di una malattia particolare: la  disautonomia neurovegetativa. Su id-magazine, Solange ha spiegato come questa patologia l’ha introdotta in nuovo modo di vivere il suo corpo, i suoi sensi, la sua femminilità e il sesso.

Guarda da qui il video ufficiale di Almeda di Solange Knowles

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