Come essere Meghan Markle: diventare come la duchessa di Sussex

Redazione Controcampus 9 Aprile 2019

Consigli per come essere Meghan Markle: galateo, capelli e pettinatura, make up e look per diventare come lei e somigliare alla duchessa, studiando quale stile e portamento avere.

Meghan, la duchessa di Sussex è una seconda Grace Kelly, lascia il cinema per la corona. Se sei una sua fan ecco tutti i consigli per come essere Meghan Markle imitandone i capelli, make up e galateo per diventare come lei. Ecco quale trucco, pettinatura e look sceglie la moglie del principe Harry.

Ecco alcune curiosità per somigliare e diventare come Meghan, per trasformarti in una lady reale.

Una breve guida per capire come si veste e come si trucca Meghan, per avvicinarsi al suo stile e alla sua bellezza, elencando una serie di step da seguire per copiare stile, pettinatura, abitudini, modi di fare e galateo della duchessa di Sussex.

Piccoli consigli da seguire  per diventare come la moglie del principe Harry,  amata dai sudditi inglesi, celebrata dai media, imitata dalle bambine che sognano di diventare una principessa controcorrente. Milioni di ragazze vogliono imitane il look, l’hairstyle e il make up.

Rachel Meghan Markle, classe 81, nasce nella città degli angeli, Los Angeles. Sua madre afroamericana, divorziata e istruttrice di yoga, suo padre produttore di basso successo. Si laurea nel 2003 presso la Northwestern University,  in teatro e relazioni internazionali. Durante la sua carriera universitaria ha svolto uno stage presso l’ambasciata di Buenos Aires.

Dopo una breve carriera da modella, diventerà attrice e parteciperà a diverse serie tv e film, ma la sua consacrazione arriva con la serie americana Suits, che le permetterà di ottenere il ruolo da protagonista per 3 anni consecutivi.

Femminista, anti trump, progressista e democratic (negli States), ha sempre espresso la sua opinione, si è sempre schierata a favore dei più deboli. Con un divorzio alle spalle, Meghan Markle è diventata la sposa del secondogenito di Lady D: Henry del Galles.

Dopo due anni di fidanzamento, ufficializzato nel 2017, il 19 Maggio 2018 convogliano a nozze e oggi sono in attesa del loro primo royal baby.

Come essere Meghan Markle: come si veste e si trucca la duchessa di Sussex, cosa fare

Abbigliamento per come essere Meghan Markle

Abbigliamento

Oggi Meghan è diventata un’icona di stile. Purtroppo è bersaglio di tante critiche e tanti finti pettegolezzi come la rivalità tra lei e Kate Middleton– ai quali risponde con colpi glamour e sorrisi.

Per essere come lei bisogna seguire il suo stile che è una botta rivoluzionaria al famoso protocollo reale imposto ai reali Windsor. Meghan sconfina nel suo american style, e moderna il british bon ton con tocchi couture.

Innanzitutto ricordiamo alcuni strappi alla regola del british fashion protocl della corona attuati dalla duchessa di Sussex prima del matrimonio:

  1. Ha indossato pantaloni in uscite pubbliche ed eventi, vietati alle donne, come accadde alla sua prima uscita pubblica con Harry, dove indossò giacca e pantaloni di McQueen. ù
  2. Ha indossato jeans strappati agli Invictus Games a Toronto nel settembre 2017, non rispettando il divieto assoluto di jeans…figuriamoci se strappati!
  3. Non ha mai detto no ad una it-bag: le donne reali devono abbinare all’outfit esclusivamente le clutch. Meghan, ha detto no. Indossando borse di ogni brand.
  4. All’ufficializzazione del suo fidanzamento con Harry, Meghan non indossò le calze, abbattendo già una imposizione del protocollo in un evento di importanza mondiale.
  5. Sempre all’ufficializzazione del suo fidanzamento, la duchessa di Sussex scelse un paio di tacchi, precisamente le nude Matilde 105 di  Acquazzura.

Tuttavia, ora da moglie del principe e da duchessa, componente della più grande famiglia reale di tutti i tempi deve necessariamente rispettare le imposizioni della corona.

Oggi lo stile di Meghan ha subito delle correzioni, rinunciando alle it bag, ai pantaloni, ai jeans. Tuttavia alle uscite ufficiali, soprattutto ora da pregant woman, non ha indossato calze, ha osato con le lunghezze delle gonne e ha continuato ad amare scarpe sofisticate- rispetto alla tradizione inglese. Un altro aspetto a cui non ha rinunciato è l’amore per l’alta moda, in particolare per Givenchy, Oscar De La Renta e Elie Saab.

Ha indossato un tuexedo dress, camicie bianche con gonne lunghe, vestiti volant, cappellini. Insomma segue il bon ton inglese ma lo americanizza superando alcuni standard. Il make up è sempre natural, e sottolinea i suo lineamenti afroamericani.

Look e galateo per diventare come la duchessa di Sussex: cosa fare

Make Up per come essere Meghan Markle

Trucco e viso

I capelli di Meghan sono neri, lunghi, folti. I suoi raccolti sono dimessi e semi spettinati, sempre controcorrente rispetto ai rigidi raccolti imposti dal galateo.

La chioma fluente è lasciata libera, con fila centrale o al lato. Anche lei come Kate opta per una leggera ondulazione.

Il galateo da seguire per diventare come Meghan Markle è lo stesso che segue Kate Middleton.

Tuttavia Meghan, da attrice hollywoodiana qual’era, da donna social e di successo, da impiegata e attivista ha dovuto modificare alcuni aspetti della sua vita.

Ecco alcune regole che Meghan Markle segue. Cosa fare per essere sua sosia.

  1. Chiudere tutti i profili social. Meghan era molto attiva, essendo un’attrice che sponsorizzava la sua serie Suit, su Instagram. Oggi i suoi profili Twitter, Facebook e Instagram sono chiusi e sostituiti dall’account ufficiale dei duchi di Sussex, @SussexRoyal.
  2. Non dovrà lavorare. Non potrà mai più recitare e non potrà gestire il suo blog- tra l’altro, chiuso- su moda, lifestyle, cibo e politica The Tig.
  3. Vietati gli schieramenti politici. La politica non appartiene alla famiglia reale, che sta al di sopra e degli schieramenti e delle lotte. L’unico scopo del lavoro della famiglia reale è la beneficenza apolitica e apartitica. Non può schierarsi a favore di manifestazioni civil rights e rimanere nel silenzio storico. Dura per un’attivista, femminista come Meghan Markle che si schierò contro Donald Trump definendolo misogino e controverso, a favore della Clinton prima di abbracciare la famiglia reale.

Come essere Meghan Markle signifca rinunciare a tanti aspetti della tua vita. Per amore, saresti disposta a queste grandi rinunce?

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto