• Google+
  • Commenta
17 Aprile 2019

Significato di pasqua cristiana ed ebraica: cosa significa la festa

Significato di pasqua cristiana ed ebraica
Significato di pasqua cristiana ed ebraica

Significato di pasqua cristiana ed ebraica

Ecco quali il vero significato di Pasqua cristiana ed ebraica: cosa celebrano i primi e cosa i secondi, origine e storia di tale festività nelle due religioni monoteistiche.

In attesa della Pasqua siamo tutti indaffarati nei preparativi. D’altronde risulta impossibile non notare il continuo via vai dai negozi. Da una parte ci sono coloro che cercano di accaparrarsi le uova di cioccolato più appetitose e gli ingredienti per il perfetto menù pasquale, dall’altra quelli ancora alla ricerca delle perfette decorazioni.

Seppure tali azioni mirano a rendere il giorno di festa quanto più piacevole possibile,  non di rado fanno perdere il vero significato della Pasqua. D’altronde al di là della forte deriva commerciale in cui è incappata rimane pur sempre una festa dai forti connotati religiosi.

Due sono le religioni che la contemplano, l’Ebraismo e il Cristianesimo.

Seppure stiamo parlando di due religioni monoteistiche e con molti aspetti in comune, intercorrono importanti differenze tra le due festività.

Significato di pasqua cristiana: cosa significa la parola pesah, origini e storia della festa

Secondo un’etimologia condivisa dai più il termine e significato di Pasqua deriverebbe dalla parola ebraica pesah. Quest’ultimo termine significa “passare oltre“, accezione rinvenibile sia nella Pasqua Cristiana che Ebraica con differenti riferimenti.

Le celebrazioni cristiane cominciano nella settimana precedente la Pasque, nella suddetta Settimana Santa. Quest’ultima termina con i tre giorni del triduo pasquale che ripercorrono la passione e la morte di Gesù fino ad arrivare al Sabato Santo e poi alla  Domenica di Pasqua.

I cristiani durante la Pasqua celebrano la Resurrezione di Gesù Cristo. Infatti, come narrato dai Vangeli, Gesù risorge tre giorni dopo la propria crocifissione. In tale atto vi è il mistero di Dio che si fa carne nel figlio e si sacrifica per gli uomini. Nella passione di Gesù, ossia nei suoi supplizi e nella sua agonia, si cela l’insegnamento d’amore di Dio verso gli uomini.

L’immolazione del figlio di Dio è necessaria affinché gli uomini possano avere una speranza di salvezza, assicurata dalla sua Resurrezione. Attraverso quest’ultima Dio promette ai cristiani una rinascita nel regno dei cieli dopo una vita sofferente in terra. La salvezza giungerà nel giorno del giudizio universale per coloro che si saranno fatti portatori dei valori cristiani: misericordia, amore verso il prossimo, compassione…

La festa di Pasque è dunque la celebrazione della vita e della vittoria sulla morte. Il significato di pasqua è insito etimologicamente del passare oltre, nella dottrina cristiana, sta a indicare proprio il superamento della morte attraverso la rinascita.

La Pasqua cristiana ha uno stretto legame con quella ebraica, rinvenibile anche nell’usanza di calcolarne la data attraverso le fasi lunari. Tale connessione è dovuta al fatto che l’arresto e la morte di Cristo avvennero proprio in concomitanza con la Pasqua Ebraica.

Cosa significa la festa di pasqua per gli ebrei: origini e storia

La Pasqua Ebraica ha un’origine anteriore a quella Cristiana. Come sarà noto ai più, gli Ebrei non riconoscono in Gesù il figlio di Dio, per cui risulta spontaneo pensare che non ne celebrino la Resurrezione. Infatti la loro festa ha tutt’altro significato.

Per ripercorrerne la storia è necessario far riferimento all’Antico Testamento.  Nello specifico la festività ebraica si ricollega alle vicende di Mosè in Egitto. Tale personaggio fu scelto da Dio per condurre il popolo ebraico lontano dalla tirannia d’Egitto. Poiché a nulla valsero le persuasioni di Mosè rivolte al Faraone affinché acconsentisse a far partire il proprio popolo, Dio abbatté sull’Egitto terribili calamità, le sette piaghe.

Solo l’ultima piegò finalmente il Faraone, la morte di tutti i primogeniti Egiziani. L’angelo della morte inviato da Dio evitò le case ebree contrassegnate dal sangue di agnello sulla porta. In quel caso l’angelo “passava oltre”. Ma il significato etimologico pienamente realizzato lo si trova nel prosieguo della vicenda.

Lasciato l’Egitto, gli Ebrei guidato da Mosè si trovarono dinanzi al Mar Rosso. Fu allora che il Faraone si ravvide del permesso concesso e raggiunse con le proprie truppe il popolo in fuga. Mosè posando il proprio bastone nell’acqua riuscì a dividere il Mar Rosso e a passare oltre, mentre gli Egiziani furono travolti dal richiudersi delle acque. La Pasqua Ebraica celebra appunto la liberazione degli ebrei dal giogo egiziano, e a differenza di quella cristiana il giorno di festività è il sabato.

Google+
© Riproduzione Riservata