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20 Giugno 2019

Omicidio Vannini: nuovo indagato, ultime notizie e novità a oggi

Omicidio Vannini
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Omicidio Vannini

News omicidio Vannini: compare un nuovo indagato per favoreggiamento e falsa testimonianza nel caso, aggiornamenti, ultime notizie e novità a oggi.

Sotto la lente degli inquirenti, nelle ultime ore, è l’ex comandante dei carabinieri della stazione di Ladispoli, Roberto Izzo. Quest’ultimo avrebbe dato dei consigli alla famiglia Ciontoli in relazione alla gestione dell’omicidio dove perse la vita Marco Vannini.

E’ il 17 Maggio 2015. Marco, 20 anni, è a cena dalla sua fidanzata. In serata da casa Ciontoli parte una chiamata al 118 per riferire di un incidente in doccia. In realtà Marco è stato attinto da un proiettile sparato dall’arma di Antonio Ciontoli.

La vicenda diviene surreale quando si inizia a mentire sulla reale dinamica dell’accaduto e si minimizza la gravità della ferita riportata dal ragazzo nelle chiamate ai soccorsi.

Forse si stava cercando di nascondere qualcosa? Alla luce delle nuove indagini si comincia a comprendere la motivazione per la quale quella sera si è cercato di prendere tempo. Il capo famiglia Ciontoli ha pensato prima di tutto della protezione del suo nucleo familiare a scapito della vita di Marco. Il ragazzo è rimasto in vita per molto tempo. Se i soccorsi fossero stati allertati subito oggi probabilmente non si parlerebbe dell’omicidio Vannini.

Omicidio Vannini: nuovo indagato Roberto Izzo per favoreggiamento e falsa testimonianza

L’ex comandate della stazione dei carabinieri di Ladispoli, Roberto Izzo, si ritrova a doversi difendere dalle accuse di favoreggiamento e falsa testimonianza.

Ad aprire un nuovo scenario sull’omicidio Vannini è la testimonianza di Davide Vannicola, un commerciante di armi e amico di Izzo. Secondo questo testimone l’indagato avrebbe appreso del ferimento di Marco nell’immediatezza dei fatti. Ad informarlo sarebbe stato lo stesso Antonio Ciontoli che lo avrebbe contattato per chiedere consigli sulla gestione del drammatico evento. Suo figlio Federico ha sparato al fidanzato di sua figlia che adesso si trova agonizzante nella vasca da bagno.

A questo punto Izzo avrebbe consigliato al Ciontoli di caricarsi il reato confessando che a sparare sarebbe stato lui. Antonio Ciontoli è un sottoufficiale della Marina con un ruolo nei servizi segreti. Il consiglio di assumersi la responsabilità dello sparo nasce, secondo il testimone, proprio dal ruolo da lui ricoperto.

Vannicola ha riferito la sua versione per la prima volta nel programma televisivo Le Iene e successivamente ha riconfermato il tutto alla procura di Civitavecchia, che lo ha interrogato come persone informata sui fatti.

In casa, la sera dell’omicidio Vannini, erano presenti Federico Cintoli con la fidanzata Viola Giorgini, la madre Maria Pezzillo e la sorella Martina, nonchè fidanzata della vittima. Ad essere condannata è stata l’intera famiglia Ciontoli.   

La vicenda giudiziaria: storia e ricostruzione del caso Vannini

Per l’omicidio Vannini sono stati condannati in secondo grado tutti i membri della famiglia Ciontoli. Il capofamiglia a 5 anni e la moglie e i due figli a 3 anni. L’unica ad essere stata assolta è la Viola Giorgini, la fidanzata di Federico.

Questa sentenza ha provocato non poche reazioni negative nell’opinione pubblica. Il reato, infatti, in secondo grado è stato derubricato da omicidio volontario a omicidio colposo. Questo ha permesso delle importanti riduzioni di pena, soprattutto per l’ex 007 che da una condanna a 14 anni in primo grado si ritrova a doverne scontare solo 5.

La famiglia di Marco non si arrende e decide di ricorrere in Cassazione contestando proprio l’entità delle pene inflitte. Bisognerà ora attendere la nuova sentenza anche alla luce delle nuove indagini.

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