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14 Ottobre 2019

Cessione Milan: risposte shock di Berlusconi e Galliani ad Elliott

Cessione Milan
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Negli ultimi giorni serie di risposte shock dal duo Berlusconi-Galliani alle dichiarazioni di Gazidis portavoce di Elliott sulla cessione del Milan.

Durante la presentazione del neo tecnico rossonero Stefano Pioli, Ivan Gazidis, a.d. del Milan, aveva infatti rivelato di un possibile fallimento della società che ha rischiato la D.

Parole forti, quelle dell’Amministratore Delegato, a cui non si sono fatte attendere le risposte piccate della vecchia proprietà rossonera. Quest’ultima attraverso le figure dell’ex presidente Silvio Berlusconi e dell’ex a.d. Adriano Galliani, ha replicato alle affermazioni del portavoce di Elliott. Al centro del botta e risposta tra vecchia e nuova gestione la cessione dell’A.C. Milan, che in due anni e mezzo ha visto alternarsi ben tre proprietà. Prima l’avvicendarsi di Yonghong Li a Berlusconi, e poi il nuovo cambio dal patron asiatico alla cordata americana del fondo d’investimento Elliott.

Botta e risposta acceso tra Galliani Berlusconi ed Elliott sulla cessione del Milan

Un via vai di proprietà, quello vissuto dal Milan, che ha inficiato sulle prestazioni di club e squadra conducendo un team glorioso alla situazione negativa in cui versa oggi. Proprio la cessione del club ha rappresentato il focus della discussione mediatica fatta di dichiarazioni ed interviste che ha avuto come soggetti Gazidis, Berlusconi e Galliani.

Il primo, l’attuale a.d. rossonero, ha acceso a sua insaputa la miccia, parlando di fallimento societario e conseguente possibile discesa in D del club evitata da Elliott. A ciò sono seguite le repliche dell’ex presidente Berlusconi, il quale ha definito tali parole delle sciocchezze da poter pronunciare solo “recandosi in una toilette”.

Parole che sicuramente hanno destato clamore a cui hanno fatto eco le non meno pesanti dichiarazioni di Adriano Galliani. Quest ultimo ha sottolineato come la cessione del Milan non sia stata fatta ad Elliott ma bensì a Yonghong Li.

Il “signore cinese”, così definito da Galliani, aveva versato la caparra di 100 milioni di euro per l’acquisizione del club. A tale caparra ha fatto seguito un’insolvenza da parte del patron asiatico a cui è subentrato il fondo d’investimento che ha escusso il pegno diventando proprietario della società.

Insomma, una faccenda ingarbugliata, quella riguardante la cessione del Milan che ha fin dall’inizio destato perplessità ed alimentato polemiche.

Ora è addirittura sfociata in una serie di frecciatine generando ulteriore clima negativo intorno ad un ambiente non sereno da tempo ormai. Tuttavia, nonostante una divergenza di vedute sulla cessione del club, vecchi e nuovi proprietari sono allineati sulla questione “nuovo stadio” per le due squadre milanesi.

Divergenze dirigenziali ma allineamento di vedute sul nuovo stadio

A tal proposito Adriano Galliani ha evidenziato come un’eventuale ristrutturazione di San Siro sia impossibile per una questione strutturale ed economica.

Strutturale perchè a detta dell’ex a.d. del Milan il secondo anello che si andrebbe a costruire ostacolerebbe per visibilità il primo causando un deficit per i tifosi. Inoltre è da considerare il fatto che le due rose dovrebbero giocare le gare casalinghe altrove, con annessa problematica di ricerca di uno stadio temporaneo.

L’attuale amministratore delegato del Monza ha proseguito aggiungendo come l’arrivo di un nuovo impianto possa comportare una possibilità di crescita della società. Un’evoluzione del club che sarebbe significativa sia in termini di appeal (per gli sponsor) che di fatturato.

Un nuovo San Siro al posto del vecchio che accontenterebbe tutti, rossoneri e nerazzurri, diventando di fatto un unicum nel panorama calcistico mondiale. Considerazioni, queste, che erano state condivise anche da altri esponenti dei due club coinvolti per il progetto stadio quali Scaroni ed Antonello.

Tutti d’accordo, quindi, sull’esigenza di un nuovo palcoscenico che nell’era moderna sarebbe il primo ad ospitare due squadre di assoluto livello. Per blasone Inter e Milan rientrano nell’élite del calcio internazionale e non è un caso in tal senso la scelta de “La Cattedrale” ideata da Populous ispirata al simbolo del Duomo di Milano.

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