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12 Marzo 2020

Chi era Richard Jewell: storia che ha ispirato il film di Clint Eastwood

Chi era Richard Jewell
Chi era Richard Jewell

Chi era Richard Jewell

Ecco chi era Richard Jewell, l’addetto alla sicurezza erroneamente accusato di terrorismo che ha ispirato il film di Clint Eastwood. La vera storia di Richard Well e trama del film.

Dopo il successo di Sully e The Mule, Clint Eastwood si dedica nuovamente alla regia. Nella sua ultima pellicola, traspone sul grande schermo la storia di Richard Jewell, il poliziotto statunitense ingiustamente ritenuto responsibile dell’attentato alle Olimpiadi di Atlanta.

Il 27 luglio 1996, Jewell era in servizio presso il Centennial Olympic Park, dove si stava tenendo un concerto; durante un giro di perlustrazione, intravide uno zaino lasciato incustodito sotto una panchina. Temendo la presenza di esplosivi al suo interno, allertò il Georgia Bureau of Investigation e iniziò lo sgombero dell’area. L’ordigno scoppiò 13 minuti dopo, causando la morte di una donna, la quarantaquattrenne Alice Hawthorne, e il ferimento di 111 spettatori. 

All’indomani dei fatti di Atlanta, Jewell fu descritto dai giornali come “eroe nazionale” per aver tratto in salvo decine di presenti e aver evitato una tragedia di più vaste proporzioni grazie alla tempestività del suo intervento. Tuttavia, tre giorni dopo l’accaduto, finì ingiustamente nel mirino dell’FBI quale principale sospettato del caso. Il suo profilo sembrava rispecchiare il ritratto dell’attentatore ricostruito dai federali. 

Divenne dunque vittima di una intensa “gogna mediatica”. Giornalisti e fotografi resero la sua vita un inferno e tutti iniziarono a chiedersi chi era Richard Jewell. Per settimane si susseguirono appostamenti davanti alla sua abitazione, insinuazioni sul suo conto e verifiche minuziose dei suoi trascorsi lavorativi.

Sebbene non fosse mai stato arrestato né formalmente incriminato, il Procuratore Kent Alexander lo esonerò dalle indagini in maniera ufficiale il 26 ottobre 1996. 

Chi era Richard Jewell: breve biografia del protagonista del film di Clint Eastwood

La storia vera di Richard Jewell inizia a Danville, città autonoma della Virginia. Richard Allensworth Jewell nacque il 17 dicembre 1962. All’età di 4 anni, in seguito al divorzio dei genitori, si trasferì ad Atlanta con la madre Barbara, che convolò nuovamente a nozze con un dirigente assicurativo.

Dopo aver lavorato per un breve periodo come meccanico e ausiliario del traffico, entrò alla Small Business Administration in qualità di addetto alla posta. Qui conobbe Watson Bryant, l’avvocato che cercherà di provarne l’innocenza in seguito l’attentato alle Olimpiadi di Atlanta.

Nel 1995 accettò l’incarico di responsabile della sicurezza offertogli al Piedmont College, dove ben presto si alienò le simpatie del corpo studentesco e della Direzione, interrompendo feste e momenti di aggregazione e agendo oltre la sua giurisdizione, limitata agli spazi del campus. Decise di dimettersi nel 1996 e di tornare a vivere con la madre ad Atlanta.

La giornalista Marie Brenner, nell’articolo “American Nightmare: the Ballad of Richard Jewell”, edito da Vanity Fair, sostenne che fu proprio il Preside del College, Ray Cleere, ad indicare Jewell quale possibile artefice dell’atto terroristico; il vigilante avrebbe posizionato personalmente l’esplosivo, per poi fingere di trovarlo ed essere considerato un eroe.

La vita di Jewell dopo l’attentato, e il vero colpevole dell’attentato

Tra l’attentato e l’esclusione dalle indagini trascorsero 88 giorni, al termine dei quali Jewell cominciò a trascinare in tribunale alcune testate giornalistiche che si erano occupate della vicenda, tra cui il The Atlanta Journal-Constitution e il New York Post. Le azioni legali, che si conclusero principalmente con il patteggiamento di risarcimenti, mirarono a riabilitarne il nome.

Tornato a lavorare nelle forze dell’ordine, prima come poliziotto a Pendergrass e poi come vicesceriffo nella Contea di Meriwether, Jewell si spense a soli 44 anni il 29 agosto del 2007 per un arresto cardiaco, sopraggiunto a seguito di complicanze legate al diabete.

Il Dipartimento di Giustizia individuò il vero colpevole nel 1998. Si trattava di Eric Rudolph, un fondamentalista cattolico anti-abortista, autore di altri crimini perpetrati in Georgia e Alabama tra il 1996 e il 1998. Datosi alla fuga e nascostosi per anni sui Monti Appalachi, verrà arrestato il 31 maggio del 2003 a Murphy (Carolina del Nord), si assumerà la responsabilità dei reati commessi in entrambi gli Stati e verrà condannato a quattro ergastoli nel 2005. Attualmente si trova in stato di detenzione in un carcere di massima sicurezza in Colorado.

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