Come disinfettare mascherine di stoffa e con filtro da igienizzare

Carmela Sansone 7 Aprile 2020

Consigli per sapere come disinfettare mascherine di stoffa o con il filtro per igienizzarla: ecco come fare sterilizzare bene le mascherine protettive, in cotone, TNT senza valvola, e quanto tempo durano.

Tra i dispositivi individuali più venduti, sia sul lavoro che per esigenze sanitarie, ci sono proprio le protezioni per bocca e naso.  E’ importante, però, capire come igienizzare le mascherine di stoffa o in altri tessuti, con il filtro o senza, e sapere quanto tempo si possono usare, precisando subito che i modelli di mascherine più utili sono FFP2 o FFP3.

Ma, innanzitutto, che differenza c’è tra disinfettare e igienizzare? Igienizzare la mascherina in modo corretto, anche se monouso, consente di riutilizzarla? I dispositivi di protezione e sicurezza sono spesso monouso, e quindi usa e getta. Sono  utilizzati allo scopo di proteggere, ad esempio, le vie aeree da qualsiasi tipo di batterio, virus, e sostanza potenzialmente pericolosa.

E’ importante, però, oltre a indossare i DPI, come gli occhiali protettivi, seguire le comuni norme igieniche e mantenere la distanza sociale per evitare alcuni tipi di contagio.

Bisogna, infatti, lavare spesso le mani, con acqua e sapone o con sostanze idroalcoliche, evitando di toccarsi il viso. Occorre, poi, mantenere una distanza di almeno un metro da altre persone, ed evitare gli assebramenti. Per quanto riguarda le mascherine, ne esistono di tipi diversi: ci sono quelle in stoffa o in altri tessuti, che non sono propriamente adatte a impedire il contagio da virus. Le più adatte, invece, sono quelle dei modelli FFP2 ed FFP3. Queste sono spesso dotate di valvola e sono regolamentate a livello europeo.

Offrono una garanzia filtrante più alta e, sono, dunque, quelle più efficaci. Ogni dispositivo ha una sua durata, ed ha bisogno di un alcune accortezze per essere ben igienizzate.

Lo abbiamo chiesto all’esperta farmacista Roberta Carpinelli, titolare di una rinomata farmacia a Montella, in provincia di Avellino. Come disinfettare la mascherina chirurgica, di stoffa o con il filtro? Qual è la differenza con l’igienizzarla?

Come disinfettare le mascherine di stoffa per igienizzarla in modo sicuro: consigli degli esperti

Prima di capire come disinfettare la mascherina di stoffa per igienizzarla nel modo giusto, bisogna sottolineare che ne esistono di vari materiali. Sul mercato circolano quelle in Tessuto non tessuto (TNT), in cotone e in stoffe miste. Si tratta di mascherine simili a quelle chirurgiche, dette “maschere altruiste”, in quanto proteggono gli altri da chi le indossa, ma non proteggono direttamente chi la indossa. Sarebbero preferibili quelle con il filtro, perchè più efficaci, ma, se non si hanno alternative migliori, è sempre meglio che non indossarla. Prima di capire come pulirla, va sottolineato che disinfettare è diverso da igienizzare e la dottoressa Carpinelli ci illumina a riguardo. “Igienizzare significa rendere pulita una superficie sporca, la rimozione meccanica e con detergenti dello sporco rimuove sicuramente anche parte dei germi ma la disinfezione va oltre: essa, infatti, li elimina pressoché completamente!

Come fare, dunque, per igienizzare la mascherina di stoffa? “La stoffa la lavi, può essere lavata tranquillamente in lavatrice. Non c’è motivo di disinfettarla con alcool“. Inoltre, un accorgimento da seguire riguarda la loro manipolazione: “Molta attenzione poi va fatta nel manipolare la mascherina, che va sempre toccata il meno possibile, togliendola tramite gli elastici. Al momento di indossarla bisogna sanificare accuratamente  le mani.”

  • La mascherina di stoffa, che è dotata di valvola, può essere lavata in lavatrice.
  • E’ importante che, nella manipolazione, sia toccata poco e tolta tramite gli elastici, avendo cura che le mani siano completamente sanificate.

Come igienizzare una mascherina con filtro per usarla di nuovo

Come disinfettare, invece, la mascherina con filtro per igienizzarla? Prima di tutto, capiamo la differenza tra le mascherine FFP3 ed FFP2 (sigle che indicano la capacità di filtraggio delle particelle), disponibili con valvola e senza. Quelle con la valvola hanno la capacità di proteggere chi la indossa, ma non gli altri: le particelle non entrano nella valvola, ma vi escono. Quelle, invece, senza la valvola hanno offrono protezione in entrambe le direzioni, garantendo sia chi la indossa, sia gli interlocutori.

Per il processo di disinfezione e pulizia, ovviamente, la parola spetta all’esperta. “È possibile disinfettare le  mascherine con filtro spruzzando sulla loro superficie, sia interna che esterna. Va usata una soluzione alcolica, almeno al 65%, lasciandola agire per 30 minuti prima di indossarla di nuovo.” Anche se in alcune zone sono diventate obbligatorie, quindi, c’è sicuramente la necessità di usarla più volte, c’è un limite. “È sconsigliato fare questa operazione per più di tre volte. Assolutamente da non fare quando la mascherina è destinata a personale sanitario in prima linea negli ospedali”

  • La mascherina con il filtro va disinfettata grazie ad una soluzione alcolica (almeno 65%), che va spruzzata su tutte e due le superfici, esterna ed interna.
  • Dopo questa operazione, è necessario che la soluzione agisca per trenta minuti, prima di poterla indossare di nuovo.
  • Il processo può essere ripetuto per un massimo di tre volte ed è assolutamente da non fare se la mascherina appartiene a medici e infermieri.
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avatar Carmela Sansone Laureata con lode in Lettere moderne e Filologia moderna presso l'Università degli studi di Salerno. Sono appassionata di letteratura, storia e giornalismo e molto dedita alla lettura. Mi piacciono le opere tradizionali della letteratura italiana, ma non rifuggo dai grandi classici (e non) del canone straniero. Sono un'aspirante docente, ma protendo anche verso il mondo delle Risorse Umane, da cui sono molto affascinata e in cui mi piacerebbe fare qualche esperienza. Sono molto creativa, ottimista e ligia ai miei doveri, ma non sopporto la slealtà e le omissioni. Tra le mie passioni, sicuramente rientra la tecnologia, ecco perché amo trattare di questa tematica all'interno dei miei articoli: tutto ciò che è progresso e avanguardia ben fatta mi attira. Allo stesso modo, sono appassionata di cucina ed è perciò che, nei miei scritti, amo affrontare le sfumature del settore, gli abbinamenti possibili e quelli più insoliti, ma anche vini, dessert e golosità di ogni genere. Ultima nota: amo i bambini, l'essenza sana di questo mondo, cui sono molto legata. Leggi tutto