Ricorso al TAR contro la chiusura delle scuole: cosa succede

Mario Ragone 16 Novembre 2020

Come funziona il ricorso al TAR contro la chiusura delle scuole: motivi, tempi, dove è stato accolto o respinto, il punto con l'avvocato Francesco Leone.

La chiusura delle scuole rappresenta una diretta conseguenza dell’emergenza Covid, che ha spinto il settore educativo a fermarsi.

Uno stop parziale per ogni ordine e grado, dove in alcuni casi ha sopperito la modalità da remoto (dad) in altri no. In questo marasma generale si è inserito poi il ricorso al TAR contro le scuole chiuse per Covid-19. Un provvedimento che si è articolato con tempi e motivi differenti da regione a regione.

Per capire meglio perché è stato fatto ricorso contro la chiusura delle scuole, come e dove è stato accolto o respinto, abbiamo coinvolto il parere di un esperto, l’avvocato Francesco Leone.

Con l’aiuto della suddetta figura professionale abbiamo approfondito dunque i motivi del procedimento giudiziario contro la chiusura delle scuole. Specie di quelle dell’infanzia o primaria, al centro più di altre delle rivolte di genitori e famiglie italiane. Un dibattito sul tema che ha visto in prima linea il Tar della Campania.

Il governatore Vincenzo De Luca della regione Campania è stato inizialmente particolarmente restrittivo nelle misure riguardanti l’ambito educativo. Ma anche il Tar della Puglia ha accolto la richiesta di sospensione dell’ordinanza del presidente della Regione, Michele Emiliano, che da fine ottobre ha disposto la chiusura di tutte le scuole ad esclusione di quelle dell’infanzia.

Perchè è stato presentato ricorso al TAR contro la chiusura delle scuole: motivi ammissibili

Muoviamo nella nostra analisi dal perché è stato presentato ricorso contro le scuole chiuse, i motivi che hanno animato genitori e docenti che si sono rivolti al TAR Campania e TaAR della Puglia.

Alla base del provvedimento di carattere normativo c’è stata la ferma volontà di genitori e famiglie italiane di ribellarsi a misure considerate troppo restringenti.

Specie quelle che hanno interessato da vicino la primaria e l’infanzia. Per esplorare meglio però la questione sotto l’aspetto giuridico abbiamo coinvolto la figura dell’avvocato Francesco Leone:

“In molte Regioni, per contenere i contagi da Coronavirus, i presidenti hanno adottato alcune misure più restrittive. Non contenute nel Dpcm del Premier Conte, tra cui anche la chiusura delle scuole primarie e dell’infanzia.

“Contro tali misure i diversi ricorsi ai vari tribunali regionali hanno avuto esito negativo. I giudici del Consiglio di Stato hanno confermato ad esempio il decreto monocratico del giudice di primo grado del Tar Campania. Che non ha accolto l’istanza di sospensione dell’ordinanza n. 89 del 5 novembre 2020 del Presidente della Regione Campania nella parte in cui dispone, “la sospensione delle attività didattiche in presenza per la scuola primaria” – spiega l’avvocato Leone –

“Ciò – prosegue – in quanto non sono stati forniti elementi decisivi in favore della irragionevolezza della misura contestata. Volta alla più rigorosa prevenzione della salute pubblica nell’ambito territoriale di competenza. Inoltre non è in discussione, in presenza di istruttoria conforme ai principi di attualità e completezza, il potere di ciascun presidente regionale di adottare provvedimenti più restrittivi. Rispetto a quanto il Dpcm 4 novembre 2020 prevede per la “zona di rischio” in cui la Regione Campania è inserita. Né gli appellanti hanno fornito elementi decisivi in favore della irragionevolezza della misura contestata. Volta alla più rigorosa prevenzione della salute pubblica nell’ambito territoriale di competenza”.

Dove sono stati respinti i ricorsi al TAR per chiusura scuole

Vediamo ora nello specifico dove è stato respinto il ricorso al TAR contro le scuole chiuse. Seguiamo ancora una volta le indicazioni dell’avvocato Leone:

“In alcuni casi, come a Bari, hanno sospeso l’esecutività dell’ordinanza del Presidente della Regione Puglia n. 407 del 28.10.2020. Essa disponeva la didattica integrata per tutte le scuole di ogni ordine e grado sul territorio regionale. Ciò ad eccezione dei servizi per l’infanzia, poiché tale misura non è coerente con l’organizzazione differenziata dei servizi scolastici.”

“Questi colloca la Puglia tra le aree a media criticità e persino per le aree ad alta criticità prevede la didattica in presenza nelle scuole elementari. Dalla motivazione del provvedimento impugnato, peraltro, non emergono ragioni particolari per le quali la Regione Puglia non debba allinearsi alle decisioni nazionali in materia di istruzione” – spiega il legale Francesco Leone –

“A Lecce – continua – Il Tar non sospende l’ordinanza del Presidente della Regione Puglia, attesa la necessità di contenere il rischio del diffondersi del virus. Pertanto, dato che il provvedimento impugnato ha una efficacia temporale limitata, i giudici hanno ritenuto più opportuno rigettare l’istanza di misure cautelari provvisorie”.

Dove potrebbe essere accolto il ricorso al TAR contro chiusura scuole

Spostiamo ora il focus su dove potrebbe essere accolto il ricorso al TAR contro la chiusura delle scuole e perchè. In Italia, abbiamo avuto conferma anche attraverso le parole dell’avvocato Leone, che tali procedimenti in Campania e Puglia hanno avuto esiti differenti. In un caso negativo e dunque respinto, nell’altro positivo con l’accoglimento dell’istanza in città come Bari o Lecce per esempio.

Per ciò che concerne il resto del Paese la situazione è in costante divenire poichè legata all’andamento della curva epidemiologica. In aggiunta alla quale vi è poi l’indice rt di contagio che determina la direzione delle misure restrittive assunte dal governo. Anche l’ambito scolastico è soggetto alle oscillazioni di questa condizione esistente. Motivo per cui le regioni in modo autonomo possono rigettare o meno i procedimenti di contestazione alle restrizioni. Tutto insomma è vincolato all’evoluzione del fenomeno virale.

© Riproduzione Riservata
avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto