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Ricorso al TAR contro la chiusura delle scuole: cosa succede

Redazione Controcampus 16 Novembre 2020
R. C.
16/05/2021

Come funziona il ricorso al TAR contro la chiusura delle scuole: motivi, tempi, dove è stato accolto o respinto, il punto con l'avvocato Francesco Leone.

La chiusura delle scuole rappresenta una diretta conseguenza dell’emergenza Covid, che ha spinto il settore educativo a fermarsi.

Uno stop parziale per ogni ordine e grado, dove in alcuni casi ha sopperito la modalità da remoto (dad) in altri no. In questo marasma generale si è inserito poi il ricorso al TAR contro le scuole chiuse per Covid-19. Un provvedimento che si è articolato con tempi e motivi differenti da regione a regione.

Per capire meglio perché è stato fatto ricorso contro la chiusura delle scuole, come e dove è stato accolto o respinto, abbiamo coinvolto il parere di un esperto, l’avvocato Francesco Leone.

Con l’aiuto della suddetta figura professionale abbiamo approfondito dunque i motivi del procedimento giudiziario contro la chiusura delle scuole. Specie di quelle dell’infanzia o primaria, al centro più di altre delle rivolte di genitori e famiglie italiane. Un dibattito sul tema che ha visto in prima linea il Tar della Campania.

Il governatore Vincenzo De Luca della regione Campania è stato inizialmente particolarmente restrittivo nelle misure riguardanti l’ambito educativo. Ma anche il Tar della Puglia ha accolto la richiesta di sospensione dell’ordinanza del presidente della Regione, Michele Emiliano, che da fine ottobre ha disposto la chiusura di tutte le scuole ad esclusione di quelle dell’infanzia.

Perchè è stato presentato ricorso al TAR contro la chiusura delle scuole: motivi ammissibili

Muoviamo nella nostra analisi dal perché è stato presentato ricorso contro le scuole chiuse, i motivi che hanno animato genitori e docenti che si sono rivolti al TAR Campania e TaAR della Puglia.

Alla base del provvedimento di carattere normativo c’è stata la ferma volontà di genitori e famiglie italiane di ribellarsi a misure considerate troppo restringenti.

Specie quelle che hanno interessato da vicino la primaria e l’infanzia. Per esplorare meglio però la questione sotto l’aspetto giuridico abbiamo coinvolto la figura dell’avvocato Francesco Leone:

“In molte Regioni, per contenere i contagi da Coronavirus, i presidenti hanno adottato alcune misure più restrittive. Non contenute nel Dpcm del Premier Conte, tra cui anche la chiusura delle scuole primarie e dell’infanzia.

“Contro tali misure i diversi ricorsi ai vari tribunali regionali hanno avuto esito negativo. I giudici del Consiglio di Stato hanno confermato ad esempio il decreto monocratico del giudice di primo grado del Tar Campania. Che non ha accolto l’istanza di sospensione dell’ordinanza n. 89 del 5 novembre 2020 del Presidente della Regione Campania nella parte in cui dispone, “la sospensione delle attività didattiche in presenza per la scuola primaria” – spiega l’avvocato Leone –

“Ciò – prosegue – in quanto non sono stati forniti elementi decisivi in favore della irragionevolezza della misura contestata. Volta alla più rigorosa prevenzione della salute pubblica nell’ambito territoriale di competenza. Inoltre non è in discussione, in presenza di istruttoria conforme ai principi di attualità e completezza, il potere di ciascun presidente regionale di adottare provvedimenti più restrittivi. Rispetto a quanto il Dpcm 4 novembre 2020 prevede per la “zona di rischio” in cui la Regione Campania è inserita. Né gli appellanti hanno fornito elementi decisivi in favore della irragionevolezza della misura contestata. Volta alla più rigorosa prevenzione della salute pubblica nell’ambito territoriale di competenza”.

Dove sono stati respinti i ricorsi al TAR per chiusura scuole

Vediamo ora nello specifico dove è stato respinto il ricorso al TAR contro le scuole chiuse. Seguiamo ancora una volta le indicazioni dell’avvocato Leone:

“In alcuni casi, come a Bari, hanno sospeso l’esecutività dell’ordinanza del Presidente della Regione Puglia n. 407 del 28.10.2020. Essa disponeva la didattica integrata per tutte le scuole di ogni ordine e grado sul territorio regionale. Ciò ad eccezione dei servizi per l’infanzia, poiché tale misura non è coerente con l’organizzazione differenziata dei servizi scolastici.”

“Questi colloca la Puglia tra le aree a media criticità e persino per le aree ad alta criticità prevede la didattica in presenza nelle scuole elementari. Dalla motivazione del provvedimento impugnato, peraltro, non emergono ragioni particolari per le quali la Regione Puglia non debba allinearsi alle decisioni nazionali in materia di istruzione” – spiega il legale Francesco Leone –

“A Lecce – continua – Il Tar non sospende l’ordinanza del Presidente della Regione Puglia, attesa la necessità di contenere il rischio del diffondersi del virus. Pertanto, dato che il provvedimento impugnato ha una efficacia temporale limitata, i giudici hanno ritenuto più opportuno rigettare l’istanza di misure cautelari provvisorie”.

Dove potrebbe essere accolto il ricorso al TAR contro chiusura scuole

Spostiamo ora il focus su dove potrebbe essere accolto il ricorso al TAR contro la chiusura delle scuole e perchè. In Italia, abbiamo avuto conferma anche attraverso le parole dell’avvocato Leone, che tali procedimenti in Campania e Puglia hanno avuto esiti differenti. In un caso negativo e dunque respinto, nell’altro positivo con l’accoglimento dell’istanza in città come Bari o Lecce per esempio.

Per ciò che concerne il resto del Paese la situazione è in costante divenire poichè legata all’andamento della curva epidemiologica. In aggiunta alla quale vi è poi l’indice rt di contagio che determina la direzione delle misure restrittive assunte dal governo. Anche l’ambito scolastico è soggetto alle oscillazioni di questa condizione esistente. Motivo per cui le regioni in modo autonomo possono rigettare o meno i procedimenti di contestazione alle restrizioni. Tutto insomma è vincolato all’evoluzione del fenomeno virale.

© Riproduzione Riservata
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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto