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Sindrome di burnout: sintomi e come superare lo stress da lavoro

Redazione Controcampus 20 Maggio 2026
R. C.
22/07/2026

Cos'è la sindrome di burnout: come riconoscerla, da cosa è causata quali sono i sintomi e come superare lo stress da lavoro.

La pressione quotidiana legata all’attività professionale può trasformarsi, in certi contesti, in un carico emotivo insostenibile. Sebbene una certa dose di stress sia considerata fisiologica e talvolta persino utile per mantenere alta la concentrazione e la produttività, il superamento di una soglia critica trasforma questa tensione in un problema ben più serio. La sindrome di burnout rappresenta proprio questo punto di rottura, in cui l’individuo si sente svuotato e incapace di gestire le normali richieste lavorative.

Molti confondono il semplice affaticamento passeggero con questa condizione, ma la realtà è differente. Il burnout non è un momento di stanchezza che si risolve con un weekend di riposo, bensì un logorio profondo che incide sulla motivazione e sulle energie mentali. Riconoscere i segnali precoci è essenziale per evitare che il malessere si cronicizzi, influenzando negativamente non solo la carriera, ma anche la salute psicofisica e le relazioni personali.

Affrontare questo tema significa smettere di ignorare i campanelli d’allarme che il nostro corpo e la nostra mente ci inviano. Comprendere le dinamiche che portano allo spegnimento della propria spinta vitale è il primo passo per intraprendere un percorso di recupero efficace.

Cos’è la sindrome di burnout: origini  e significato storico della malattia e stress da lavoro

Il termine burnout evoca l’immagine di una fiamma che si esaurisce. Dal punto di vista clinico, questa condizione si articola attorno a tre pilastri fondamentali che definiscono l’esperienza di chi ne soffre. Il primo è l’esaurimento, una sensazione costante di svuotamento fisico ed emotivo che rende ogni compito, anche il più banale, un ostacolo insormontabile. Il secondo elemento è il cinismo, ovvero un distacco emotivo che la persona adotta verso il proprio lavoro e i collaboratori, spesso come difesa inconscia contro ulteriori frustrazioni. Infine, si riscontra una marcata riduzione della realizzazione personale, dove il lavoratore percepisce i propri sforzi come inutili, dubitando costantemente delle proprie competenze e capacità di incidere positivamente sul contesto lavorativo.

Storicamente, questo fenomeno è stato identificato negli anni ’70 negli Stati Uniti, inizialmente associato alle cosiddette professioni d’aiuto, come medici e infermieri. Christina Maslach, figura di riferimento in questo ambito, ha sistematizzato lo studio della sindrome, arrivando a creare nel 1981 il Maslach Burnout Inventory, uno strumento ancora oggi utilizzato per misurare i sintomi. È fondamentale notare come l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia ufficialmente inquadrato il burnout nell’ICD-11 come un fenomeno occupazionale, pur distinguendolo dai disturbi mentali primari definiti nel DSM-5. Questa distinzione chiarisce che, sebbene le ricadute sulla salute siano evidenti, la radice del problema risiede strettamente nel contesto lavorativo. Comprendere questa evoluzione storica aiuta a contestualizzare il malessere, allontanando lo stigma e favorendo una visione più oggettiva della propria condizione professionale.

Differenze tra stress, burnout e fatica da compassione

È necessario distinguere con precisione tra stress lavorativo e sindrome di burnout. Lo stress, pur essendo gravoso, mantiene ancora una prospettiva di controllo. Ci si sente sotto pressione, ma con la speranza di poter riprendere in mano la situazione. Il burnout, al contrario, segna il punto in cui quella speranza viene meno e subentra una sensazione di resa. Non si tratta più di correre affannati verso un obiettivo, ma di essersi fermati perché le risorse personali sono state completamente erose dal tempo e dall’eccessivo carico di responsabilità.

Parallelamente, nelle professioni che richiedono un alto coinvolgimento empatico, si può manifestare la cosiddetta fatica da compassione. A differenza del burnout, che può emergere in qualsiasi ambiente lavorativo stressante, la fatica da compassione è strettamente legata all’esposizione prolungata al dolore altrui.

Chi svolge ruoli di cura assorbe spesso il trauma dei pazienti, vivendo sintomi che richiamano lo stress post-traumatico secondario. Sebbene le due condizioni possano sovrapporsi, la fatica da compassione è una ferita che deriva direttamente dall’empatia verso le sofferenze di terzi. Riconoscere questa differenza è cruciale per chi lavora in ambito sanitario o sociale, poiché gli interventi necessari possono variare significativamente.

Non si tratta solo di gestire il carico di lavoro, ma di proteggere la propria integrità emotiva di fronte al trauma altrui, evitando che la dedizione verso gli altri si trasformi in una forma di autodistruzione silenziosa che logora la propria salute mentale.

Come superare la sindrome di burnout: percorsi di recupero

Il processo che porta al burnout segue solitamente quattro fasi distinte: l’entusiasmo idealistico iniziale, dove si investe ogni energia; la stagnazione, in cui la realtà disattende le aspettative; la frustrazione, che genera rabbia verso l’ambiente; e infine il disimpegno apatico, dove il lavoro perde ogni significato. Uscire da questo ciclo è possibile, ma richiede un approccio strutturato. Il primo passo è la ridefinizione dei confini tra vita privata e professionale, imparando a staccare realmente la spina attraverso hobby, esercizio fisico o tecniche di mindfulness. Quando le strategie individuali non sono sufficienti, il supporto di uno psicoterapeuta diventa indispensabile per analizzare i legami tra vissuto emotivo e contesto lavorativo.

Le aziende giocano un ruolo altrettanto importante. Intervenire a livello organizzativo significa migliorare le competenze del management, ottimizzare la distribuzione dei compiti e favorire un ambiente dove il conflitto sia gestito in modo costruttivo. Il mobbing, in particolare, rappresenta un fattore di rischio che accelera drasticamente il burnout; contrastarlo è un dovere aziendale per tutelare il benessere del personale.

Tra le categorie più esposte troviamo, oltre ai professionisti della sanità e ai caregiver, anche insegnanti, manager e psicologi stessi, spesso sottoposti a carichi emotivi elevati. Se il medico di base può certificare l’astensione dal lavoro nei casi gravi, la terapia rimane il mezzo principale per riscoprire le proprie risorse personali. Ricordare che il burnout non è un fallimento individuale, ma una risposta umana a condizioni insostenibili, è il gesto di gentilezza fondamentale per avviare la guarigione. Non è necessario affrontare questo percorso in solitudine: chiedere aiuto è un atto di coraggio che permette di ricostruire un equilibrio sano e duraturo. La consapevolezza è la chiave per tornare a vivere il lavoro non come una fonte di esaurimento, ma come un’attività sostenibile all’interno di una vita piena e appagante.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto