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Frutta per diarrea: quale mangiare e frutti da evitare

Redazione Controcampus 25 Gennaio 2021
R. C.
06/12/2021

Ecco qual'è la frutta per diarrea, quale mangiare contro la dissenteria, e quale evitare: elenco completo dei frutti con proprietà astringenti.



Ci si domanda in presenza di diarrea cosa fare per farla passare, come solidificare le feci, cosa mangiare per la dissenteria. Prima di vedere insieme l’alimentazione per la diarrea di bambini e adultie quali sono cibi astringenti, occorre capire che cos’è.

Disturbo intestinale, consiste nella perdita di consistenza delle feci, che diventano piuttosto liquide. Accade quando nell’intestino si accumulano liquidi ed elettroliti in eccesso che devono essere smaltiti. È caratterizzata da un aumento del peso delle feci emesse nelle 24 ore e da una frequenza delle evacuazioni maggiore di 3 volte al dì. Prima di vedere qual è la frutta per diarrea e quale è da evitare, cerchiamo di comprendere i rimedi naturali come bloccano questo fastidioso disturbo.

Si confonde spesso con la dissenteria. Quest’ultima è una forma di diarrea più grave, in quanto prevede scariche dolorose e frequenti con perdite di muco e sangue, per eliminarla occorrono farmaci specifici. Esistono diverse tipologie di diarrea, in base alla frequenza. Se ci sono eventi frequenti ma brevi si parla di diarrea ricorrente.

Quando dura meno di 2 settimane si parla di diarrea acuta, è dovuta a batteri, virus o parassiti, contrariamente viene definita diarrea cronica, è dovuta a disturbi funzionali (intestino irritabile, infiammazione intestinale). Può essere causata da diversi fattori: infezioni da batteri o virus, cibo infetto o contaminato, intolleranze alimentari, stress, malattie o l’uso di farmaci. La diarrea può essere accompagnata da dolori e crampi addominali, da gonfiore, nausea, urgenza defecatoria, talvolta febbre e più raramente da feci con sangue.

Spesso è possibile prevenire e curare la diarrea con rimedi naturali, un’alimentazione sana e ricca di frutta e verdura astringenti.

Nel caso in cui non si dovesse risolvere le feci liquide attuando uno stile di vita più sano e una dieta astringente occorre rivolgersi al proprio medico curante.

Frutta per diarrea, quale mangiare contro la dissenteria, e con proprietà astringenti

Tra i cibi consentiti con il mal di pancia, quale frutta mangiare per la diarrea di bambini e adulti? Come detto in precedenza, la diarrea provoca squilibri elettrolitici e la perdita di molti liquidi. È fondamentale combattere la disidratazione e mantenersi idratati bevendo molta acqua (almeno 2 litri) a temperatura ambiente che può essere arricchita con succo di limone o in parte sostituita da tè deteinato.

L’alimentazione è un punto cardine, e per questo sapere quale frutta per diarrea consigliano i medici, aiuta ad evitare di andare in bagno spesso. Si devono seguire diete particolari che prevedono il consumo di alimenti, in particolare verdura e frutta astringenti. Il termine astringete fa riferimento a alimenti, cibi, erbe, frutta e verdura che possono essere d’aiuto in caso di diarrea, grazie alla loro capacità di rendere più consistenti le feci. Questa proprietà viene principalmente conferita dalla presenza di tannini e polifenoli. Si tratta per lo più di cibi di origine vegetale ed hanno molto spesso un gusto dolce o acidulo e fanno “allappare” la bocca.

Inoltre, è preferibile consumare, quindi, cibi facilmente digeribili e poveri di fibre, in un primo momento a piccole porzioni e ben distribuiti durante la giornata, preoccupandosi di mangiarli lentamente e di masticare con cura. Pertanto via libera a cibi secchi quali: biscotti e cracker, riso, pasta e pane tostato. Le proteine devono essere povere di grassi e facilmente digeribili, quindi si a carni magre come bresaola, prosciutto cotto o crudo o pesce magro al vapore. La verdura è preferibile consumarla cotta (lattuga, spinaci, patate e carote). Per quanto riguarda la frutta per diarrea la più efficace è ananas, banana, albicocche, mele, pesche, pompelmo e il limone.

Tra le ricette disintossicanti che si possono preparare facilmente a casa segnaliamo le acque detox. Ovvero delle bevande naturali preparate lasciando infondere per qualche ora frutta e verdura a pezzi in acqua minerale calda. Per la diarrea si può preparare un acqua detox a base di: limone, mela, finocchio e carote.

Quali sono i frutti da evitare per la diarrea: elenco completo

La dieta per la diarrea di bambini e adulti deve essere povera di fibre quindi i cibi da evitare in caso di diarrea e dissenteria sono cereali integrali, verdure crude, cibi molto grassi, fritti o troppo speziati o piccanti. Inoltre, andrebbero consumati moderatamente gli alimenti che favoriscono la produzione di gas intestinale, per esempio tutti i legumi. È sconsigliato consumare: aglio, broccoli, carciofi, cavolfiori, cavoli, cime di rapa, cipolla, ravanelli, mais e sedano.

Astenersi dal consumo di latticini (latte, formaggi freschi, gelato). La diarrea e la dissenteria possono causare una carenza di lattasi con conseguente difficoltà di digestione del lattosio, e portare ad un peggioramento dei sintomi.

Vanno evitate bevande zuccherine come acqua tonica, tè forte, ma anche succhi di frutta, perché contengono naturalmente zucchero (fruttosio). No al cacao che risulta irritante sulle mucose intestinali, alle bevande alcoliche, gassate o che contengo caffeina (cola, caffè). Il mannitolo e sorbitolo, usati come dolcificanti, producono un effetto lassativo quindi per evitare che accentuino i sintomi della diarrea, devono essere evitati.

Per quanto riguarda la frutta per diarrea da evitare, c’è quella sciroppata, disidratata e secca a guscio come: noci, mandorle, datteri, nocciole, pinoli, pistacchi, anacardi e arachidi. Per la frutta fresca vanno evitati frutti con un alto contenuto di fibre e semi. Quindi no a lamponi, more, prugne, uva, kiwi, pere, fichi, melone, arance, ciliegie, cachi, cocco, fragole, ribes e avocado.

Elenco frutta per diarrea: quali sono i frutti che fanno bene

Vediamo insieme qual è la frutta per diarrea efficace anche per la dissenteria:

  • MELE: ricche di vitamina C e antiossidanti, contengono pectina (una fibra solubile) che contribuisce a eliminare le scorie nocive dal organismo e grazie alle proprietà assorbenti riesce ad aumentare la consistenza delle feci. La pectina contenuta al loro interno agisce anche da prebiotico, ovvero come nutrimento per quei batteri intestinali considerati buoni. Inoltre, aiutano a ridurre il fabbisogno di insulina dei diabetici. Importanti anche nella prevenzione di infarti, riduce il rischio dei tumori. Le mele sono da evitare se la diarrea è dovuta a problemi più ampi, per esempio in caso di sindrome del colon irritabile.
  • LIMONE: il limone è il frutto più astringente conosciuto. Utilizzato sin dall’antichità per la diarrea sia per il suo effetto astringente, ma anche perché è considerato un buon idratante, grazie all’elevata quantità di Sali minerali che contiene. In grado, inoltre, di svolgere una potente azione antibatterica, utile per l’appunto in caso di diarrea causata da batteri. Può essere utilizzato come succo diluendolo in acqua a temperatura ambiente, senza l’aggiunta di zucchero, da bere all’occorrenza, oppure può essere utilizzato per condire insalate o insaporire varie pietanze.
  • BANANE: quelle poco mature sono molto utilizzate nella dieta astringente, quindi ottime in caso di diarrea o dissenteria. Oltre ad avere proprietà astringenti, formano una barriera protettiva sulle pareti dello stomaco e favoriscono il benessere intestinale, aiutando a lenire le infiammazioni. Sono ricche di amido, il quale viene fermentato dalla flora batterica intestinale e produce acidi grassi a corta catena importantissimi per la buona salute della mucosa intestinale. Oltre a solidificare le feci, sono un’ottima fonte di sali minerali quali il potassio e vitamine. Da evitare invece le banane mature poiché, al contrario, hanno un effetto lassativo e accentuano i sintomi dalla diarrea.
© Riproduzione Riservata
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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto