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25 marzo 2015

Test Medicina 2015: date bando Miur, domande quiz e novità sui ricorsi

Sono ufficiali le date del Test Medicina 2015 che si terranno dal 8 al 10 settembre: ecco le date e il bando per ogni corso, i consigli su come studiare, le domande dei quiz e le novità sui ricorsi ai test medicina per l’Avv. Bonetti

Ecco le news sulle date e sul bando test medicina 2015, contenuto delle prove e tutte le ultime notizie provenienti direttamente dal Ministero dell’Istruzione

Dopo gli spiacevoli eventi avvenuti durante i test medicina di specializzazione dello scorso anno, l’attenzione del Miur riguardo i test di specializzazione e i test di ingresso a medicina è nettamente aumentata.

Le novità sono moltissime ed è stato lo stesso ministro dell’istruzione Stefania Giannini ad essersene resa conto: dopo tutte le dichiarazioni rilasciate durante l’anno, è bene fare un punto della situazione.

Innanzitutto, per quanto riguarda i test medicina 2015 quelli di ingresso al corso di studi il modello francese non sarà adottato, dunque i test si svolgeranno regolarmente e le notizie che riportano la dicitura “test medicina abolito” sono da ritenersi errate. Le date dei test medicina 2015 di ingresso alle facoltà non sono state ancora rese note.

Per quanto riguarda il discorso dei test medicina di specializzazione, il percorso si sta diventando sempre più chiaro: iniziano ad esserci notizie più precise circa le date, si sa finalmente quali materie saranno oggetto delle prove quest’anno più specifiche e non di cultura generale e, soprattutto, si sa la data di uscita del bando fondamentale per poter accedere ai test medicina.

Novità sui ricorsi e test medicina 2015: date dal 8 al 10 settembre per medicina in Inglese

Prima di proseguire con le news circa i test medicina 2015 che dovranno fare gli specializzandi, è bene ricordare che le scuole di specializzazione hanno subito una riorganizzazione.

Il Miur ha ritenuto necessario ridurre il numero delle scuole di specializzazione così come la durata di questo ulteriore percorso formativo. Inoltre, un’altra novità è caratterizzata dal secondo canale delle scuole di specializzazione: chi non passa il test potrà sfruttare l’opportunità di frequentare scuole di specializzazione aperte a tutti. Nonostante non ci siano ancora date precisissime sui test medicina 2015, il ministro Stefania Giannini ha dichiarato che si sta facendo tutto il possibile per garantire il rispetto della tempistica. Dunque, per adesso, si garantiscono delle date entro le quali usciranno il bando e si svolgeranno i test.

Le date rese note per i test medicina 2015 per l’accesso al corso di studi sono fino ad ora le seguenti:

  • Test Medicina-Odontoiatria Cattolica Roma, 31 marzo;
  • Test Medicina-Odontoiatria Università pubblica e Campus Biomedico Roma, prima decade di settembre (probabilmente l’8 o il 9 settembre);
  • Test Medicina in inglese Humanitas Milano, 10 settembre;

Per quanto riguarda i test medicina 2015 di specializzazione, invece, il bando di accesso sarà certamente emanato entro il 30 aprile. Le prove, invece, si svolgeranno entro il 31 luglio.

Domande test medicina 2015: come studiare per il quiz

Su cosa verteranno le prove del test medicina 2015? Qualunque sia la specializzazione che si intende prendere in futuro, le materie da studiare per i test medicina 2015 sono le seguenti: cultura generale, ragionamento logico, matematica, fisica, biologia e chimica. Le domande saranno organizzate in 60 quesiti, tuttavia non ci sarà un numero fisso di domande per ogni materia e non tutte le materie avranno lo stesso peso ai fini della valutazione del test. 

Gli specializzandi, invece non dovranno più confrontarsi con domande su cultura generale: a differenza dell’anno scorso, quest’anno i quesiti riguarderanno materie cliniche e verranno aggiunte domande specifiche per ogni classe di concorso. Questa decisione è stata motivata con la volontà di andare incontro agli specializzandi che spesso si trovano davanti a test che poco hanno a che vedere con il percorso di studi portato avanti fino a quel momento. Basta alle domande “fuori traccia”, si ai test pertinenti al resto della formazione.

Come affrontare e superare il test medicina 2015: consigli degli esperti

Dopo aver studiato molto, capire quali materie tenere a mente per il test medicina sembra difficile e, ovviamente, non si può studiare tutto. Come concentrare lo studio e mantenere la concentrazione facendo poco e bene? Paradossalmente il consiglio è tra quelli più ovvi eppure sensato e consigliato da molti che hanno già passato il test: studiare sui testi basati proprio sui test medicina 2015, comprendenti test medicina degli anni passati e domande sulle ultime scoperte del mondo scientifico. Infatti, le domande dei test, seppur di materie specifiche, potrebbero riferirsi a scoperte avvenute proprio nell’ultimo anno dunque bisogna far collimare preparazione sulle materie in senso più ampio ed essere anche aggiornati sull’attualità.

Dopo esservi procurati il materiale necessario, è bene iniziare a provare a fare test su test. Soltanto così ci prenderete la mano e arriverete al test medicina 2015 già “rodati” e abituati sia allo stile delle domande che agli argomenti che potrebbero essere trattati improntati in un certo modo. Inoltre, un altro consiglio da tenere a mente è quello di approfondire tutte quelle domande che avete sbagliato nei test medicina di prova: in tal modo, approfondirete in maniera mirata le lacune della vostra preparazione.

Se, nel corso dello studio dei test medicina 2015 vi siete stufati del cartaceo, esistono numerosi software online che forniscono simulazioni dei test medicina 2015 (ne trovate cliccando qui).

Novità sui ricorsi ai test medicina, intervista all’Avv. Michele Bonetti

Avvocato Bonetti Quali sono le ultime novità sui ricorsi ai test medicina degli specializzandi?

“Abbiamo già depositato i primi appelli contro le ordinanze del TAR, ovvero dei provvedimenti cautelari e provvisori, le c.d. sospensive. -dice l’avvocato Michele Bonetti-

“Le prime udienze in Consiglio di Stato cadranno tutte ad aprile. – Continua – Intanto abbiamo tutti appreso da un quotidiano nazionale che il Tribunale ha emesso una sentenza negativa sul ricorso degli aspiranti specializzandi patrocinato da un’associazione dei consumatori e, sebbene si tratti di un provvedimento definitivo, questa sentenza in molti punti non chiude completamente le porte; vi sono, infatti, dei passaggi sulla vicenda dell’inversione e sulla generica indicazione dei punteggi nei quali bisogna inserire il nostro grimaldello che scardinerà il sistema. Lo stesso dicasi sulla vicenda delle domande sbagliate e soprattutto sulla violazione dell’anonimato su cui il TAR formalmente non ha ancora preso una posizione sui nostri ricorsi. Tuttavia, se il dito indica la luna, lo sguardo non deve mai posarsi sul dito; con questo voglio dire che bisogna andare fino in fondo e la strada da percorrere in questo momento è quella del Consiglio di Stato. È mutato lo scenario, forse anche per la nuova composizione del Collegio dei Giudici laziali a seguito della compianta perdita del Presidente del Tar. Bisogna purtroppo prenderne atto e trovare processualmente strade alternative. Sono convinto delle nostre ragioni e sono abituato a non arrendermi mai.” 

Cosa ne pensa di tutte le modifiche apportate dal Miur sulle specializzazioni di medicina? Crede che queste riforme siano davvero mosse dalla volontà di andare incontro agli studenti, come sostiene la Giannini?

“Sinceramente è apprezzabile la volontà di voler diminuire le scuole e gli anni di specializzazione, ma ancora non è abbastanza se pensiamo agli altri sistemi europei come la Spagna, la Germania e la Francia, dove vi è una copertura integrale per gli aspiranti specializzandi; le innovazioni apportate sono purtroppo ancora carenti. La modifica al regolamento per il prossimo concorso, con la previsione di concorrere per sole tre scuole e con la graduazione delle stesse, appare un discutibile tentativo di far scorrere più velocemente le graduatorie ed è frutto dei nostri ricorsi accolti al TAR. In tutto questo il Ministero dimentica l’ultimo concorso ancora pendente dove alcuni cardiologi, per questi errori, sono diventati ortopedici, insomma si pensa giustamente al futuro, ma senza sistemare i “malcapitati” del passato. Anche la rielaborazione dei quesiti è, a mio avviso, priva di senso. La questione, probabilmente mal rappresentata ad arte, non è che i quesiti erano sbagliati, i test questa volta erano stranamente quasi tutti esatti, ma l’assenza di una bibliografia di riferimento per le domande del test fa sì che se un medico ha studiato su determinati libri può dare una risposta al posto dell’altra.”

Come vede invece la diminuzione degli anni di specializzazione?

“E’ senza dubbio corretto nell’immediato muoversi verso la diminuzione degli anni di specializzazione per recuperare i fondi per gli specializzandi. Tuttavia, quando si rimette la facoltà di scelta se optare per i nuovi ordinamenti didattici con meno anni, o scegliere di rimanere nel “vecchio corso” più lungo, si limita la portata innovatrice della riforma. Forse bisognava imporre come obbligatoria la riforma sin da subito. Ciò avrebbe determinato, secondo i miei calcoli statistici, la disponibilità immediata di 2350 e passa borse. Insomma, proprio quelle che in linea di massima servono. E’ proprio su questo punto che rimbalzano altri due ordini di problemi tra loro connessi. In primis ad oggi non vi è alcuna struttura di rappresentanza che porta avanti gli interessi di coloro che sono esclusi dal sistema formativo; basti pensare che i medici esclusi hanno come unico sostegno le associazioni di coloro che già sono “dentro” e che quindi hanno un interesse opposto all’apertura. In secundis proprio la assenza di rappresentanza degli interessi di tale nuova categoria ha determinato la situazione per cui lo stesso Ministero, che aveva invertito le prove e che si è difeso in Tribunale avverso la richiesta di ammissione in sovrannumero degli aspiranti specializzandi, ha poi deciso di ridurre gli anni di specializzazione e aumentare in tal modo le borse, lasciando però di fatto tale ultima scelta agli specializzandi con la scusa che a livello legale non si può incidere sulle situazioni pendenti; ciò è paradossalmente accaduto dopo uno dei concorsi più discussi della storia del nostro Paese.La contraddittorietà di come ha agito l’Amministrazione è lampante, ma ha un unico filo conduttore e una sola spiegazione: dall’inizio di questa vicenda è mancata una struttura di rappresentanza di questi medici giovani aspiranti specializzandi che tutelasse i loro interessiVista la situazione, è altrettanto chiaro che la migliore utilizzazione delle risorse non basta; solo una svolta legislativa di un Paese democratico che decide finalmente di investire nell’istruzione e nella formazione può essere risolutiva”.

Con i ricorsi scaduti, uno specializzando che voglia avere una rivalsa sui test dell’anno scorso può fare ancora qualcosa o deve soltanto rassegnarsi a ripetere il test?

“I termini per proporre ricorso sono tutti scaduti ed è per questo che “tardivamente” è nato solo oggi il Coordinamento del Mondo Medico, i cui fondatori hanno voluto evitare che si potesse sostenere che il Coordinamento fosse nato per portare acqua al mulino dei ricorsi. Ciò vuole dimostrare la bontà di un sano progetto che faccia sì che, in caso di esito positivo dei nostri ricorsi, il risultato possa estendersi anche ai non partecipanti all’azione giudiziale. Il ricorso diventa così uno strumento di pressione politica per determinare una compiuta class action, ancora non realizzatasi in Italia.” – dice l’Avvocato Michele Bonetti –

“Nel Coordinamento coesistono realtà molto diverse, accomunate da un unico obiettivo politico: il diritto/dovere alla specializzazione per tutti. È un discorso che esula dalla programmazione degli accessi, ma che dà profondità alla lotta contro il numero chiuso, mettendo in luce un sistema incoerente costruito su falsi numeri e promesse e che ha garantito solo precariato accompagnato dallo svilimento della figura professionale del medico. L’ingresso di questo nuovo soggetto politico è molto temuto nell’ambiente poiché vi è la consapevolezza che sta nascendo qualcosa di alternativo, che veramente è in grado di ospitare realtà anche molto diverse tra loro. È ora di cambiare. È ora di uscire dall’oscurità per innovative e luminose idee che uniscano la categoria su un semplice progetto, ovvero che qualsiasi sistema concorsuale selettivo sulle specializzazioni che si metterà in campo dovrà essere a cilindro. Proprio nella situazione di stallo di questi giorni potrebbe inserirsi qualche pronuncia del Consiglio di Stato, in grado di dare più coraggio alla Politica forse anche chiusa dalle responsabilità politiche di una errata gestione concorsuale. Insomma, agli ormai dottori in medicina deve essere garantito il diritto/dovere a specializzarsi, sempre e comunque”.

Ambra Benvenuto


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