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1 febbraio 2016

Origini del Carnevale: significato e storia maschere di carnevale

Origini del Carnevale

Le origini del Carnevale, dal medioevo all’antica Roma: ecco quando nasce il carnevale, significato del martedi grasso e storia delle maschere di Carnevale in Italia.

Origini del Carnevale

Origini del Carnevale

Sulle origini del Carnevale vi sono diverse interpretazioni. Il significato del Carnevale e la nascita della festa si fa risalire agli Antichi Romani, quando durante i Saturnali vi erano alcune usanze che si ripetono ancora oggi, come l’uso delle maschere.

Della storia di questa festa popolare vi è testimonianza anche nel Medioevo, quando i riti propiziatori prevedevano il rogo di un fantoccio di cartapesta.

Le origini del Carnevale si fanno risalire molto indietro nel tempo, quando nell’Antica Roma venivano praticati i riti pagani in onore al dio Saturno. Il significato del Carnevale nella cultura cristiana coincide con il periodo che precede la Quaresima. Infatti il significato etimologico della parola deriva dall’espressione latina carnem levare, che significa astenersi dalla carne, proprio come avviene nel periodo che precede la Pasqua.

Sulla storia del Carnevale gli studiosi sono concordi nell’affermare che le sue origini risalgono alle feste dei Saturnali, che si tenevano durante il solstizio d’inverno. Sempre a questo periodo risalgono alcune delle maschere più famose, come Colombina, Meneghino e Pulcinella. Le altre maschere tradizionali italiane sono nate invece nel Seicento, con la Commedia dell’Arte, come Pantalone, Gianduja e Arlecchino, e ciascun personaggio ha una propria storia e significato.

Oggi la data della feste è mobile, in quanto il Martedì Grasso dipende da un’altra festa mobile che è la Pasqua. Nel corso degli anni

Origini del Carnevale italiano: storia in breve del carnevale dall’Antica Roma al Medioevo

Una delle teorie più diffuse è quella che fa coincidere la nascita del Carnevale al tempo degli Antichi Romani. In particolare a Roma, come pure nelle altre province dell’Impero Romano, durante i festeggiamenti dei Saturnali era previsto l’utilizzo di maschere. Infatti queste feste popolari celebrate in onore del dio Saturno prevedevano lauti banchetti a cui prendevano parte tutti, sia nobili che poveri. Vi era un vero e proprio rovesciamento delle classi sociali, favorito anche da maschere che impedivano il riconoscimento delle persone, che quindi si lasciavano andare a qualsiasi genere di sfrenatezza.

Maschere e origini del carnevale

Maschere e origini del carnevale

Secondo queste teorie le origini del Carnevale italiano risalirebbero proprio a questo periodo, e questi riti sarebbero sopravvissuti fino al Medioevo. La Chiesa però pose un forte limite a queste usanze, ed il culmine della festa veniva raggiunto con il rogo di un fantoccio che rappresentava i mali dell’anno appena trascorso. La storia del Carnevale rivela dunque che il Martedì Grasso avesse un significato ben diverso da quello che gli attribuiamo oggi, che lo associamo ad una festività religiosa.

Origini del carnevale e delle maschere in Italia: ecco quali sono

Il freno ed i divieti che la Chiesa impose sui festeggiamenti goliardici e folcloristici, indussero molte maschere che nacquero all’interno della cultura popolare ad essere tenute in vita per mezzo di rappresentazioni teatrali. Secondo la storia del Carnevale le maschere italiane rappresentano vizi e virtù del popolo, ma anche della classe borghese e nobile. Il significato delle maschere tradizionali varia per ciascun personaggio: ecco quali sono le maschere italiane più famose che ci sono state tramandate dalla lunga tradizione teatrale e letteraria delle Commedia dell’Arte.

  • Arlecchino è la celebre maschera lombarda, la cui madre, poverissima, gli cucì il tradizionale costume con scampoli di vari colori. Le sue doti caratteristiche sono l’agilità, la vivacità e la battuta pronta.
  • Pulcinella è la maschera più antica della tradizione italiana, e la sua nascita coincide con le origini del Carnevale. Questa maschera era già conosciuta ai tempi dei Romani, ma sparì con l’arrivo del Cristianesimo. La maschera di Pulcinella è risorta nel ‘500 con la Commedia dell’Arte, e le sue caratteristiche principali sono la sobrietà dei movimenti, e l’arguzia delle battute, sempre secche e mordenti.
  • Anche la maschera di Colombina è molto antica, come testimoniano le commedie di Plauto, dove non manca mai l’ancella furba e maliziosa pronta ad aiutare la sua padrona.
  • Gianduja è la maschera piemontese che incarna il galantuomo di spirito buono, cui piace il vino, l’allegria e di cui è proverbiale la distrazione. Questa maschera nasce nel 1700 con la Commedia dell’Arte.
  • Tra le maschere di Carnevale veneziane, quella di Pantalone è famosa: è un uomo avanti con l’età, avaro e diffidente, sempre pronto a giudicare ed incurante degli affari degli altri.
  • Incerte sono le origini della maschera milanese di Meneghino: secondo alcuni risalente agli Antichi Romani, come Colombina, secondo altri alla Commedia dell’Arte del ‘600. Meneghino rappresenta il servitore rozzo ma di animo buono, pronto ad aiutare chi si trova in difficoltà, come pure a deridere i difetti dei nobili.

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