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10 novembre 2003

Il brigantaggio

Viveva nella foresta di Sherwood, rubava ai ricchi per dare ai poveri… la leggenda o la realtà di un brigante di Gran Bretagna chiamato Robin Hood?
Viveva nella foresta di Sherwood, rubava ai ricchi per dare ai poveri… la leggenda o la realtà di un brigante di Gran Bretagna chiamato Robin Hood?
Cosa facevano i briganti che popolavano le campagne dell’Italia meridionale se non rubare ai ricchi, per sopravvivere? Non erano forse essi dei poveri?
Da sempre la figura del brigante è apparsa come quella di colui che si ribella contro l’ingiusto potere di un padrone, oppure come una forma di protesta verso l’assenza dello Stato o la sua cattiva amministrazione.
Il brigantaggio fu uno degli innumerevoli problemi rimasti irrisolti all’indomani dell’unificazione italiana, anche se le sue radici possono essere ricercate molto più indietro negli anni, fino ad arrivare alla ribellione degli schiavi in Sicilia contro il governo di Roma all’epoca dello schiavo Spartaco. Favorito dall’appoggio dei Borbone e del governo pontificio, il brigantaggio mise l’accento sulle condizioni materiali e morali in cui sopravvivevano le popolazioni del Meridione.
La dissoluzione dell’esercito borbonico, che aveva reclutato truppe tra i contadini poveri; l’odio verso i ricchi e i grandi proprietari terrieri che entravano a far parte del nuovo governo unitario; la delusione dei contadini per non vedersi assegnata la terra; il prelievo fiscale introdotto dal nuovo stato unitario; l’ostilità dei contadini verso la leva obbligatoria; furono queste le ragioni che spinsero molti contadini a unirsi ai veri briganti e a insorgere. Le bande preferivano come obiettivo i piccoli centri, che a volte occupavano per più giorni, spesso massacrando i notabili e dando fuoco agli archivi comunali, per poi darsi alla macchia o rifugiarsi sulle montagne dove erano situati i loro nascondigli, con la connivenza e l’omertà dei contadini locali, caratteristica tramandatasi negli anni alle moderne forme malavitose.
Il 15 agosto del 1963 fu emanata la legge Pica, con l’istituzione di un vero e proprio regime di guerra, con tribunali militari che processavano e fucilavano sul campo gli insorti. Vennero comminate oltre 7000 condanne a morte e uccisi più di 5000 “banditi”; diversi paesi che avevano solidarizzato con i briganti furono incendiati. La dura repressione attuata dall’esercito, portò in pochi anni alla quasi scomparsa del fenomeno del brigantaggio. Repressione che per alcuni aspetti vendicava la resistenza opposta dai briganti alla spedizione garibaldina. La loro colpa, quella di non sentirsi parte di uno Stato che li aveva a sua volta dimenticati.
Dino Renna

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