• Google+
  • Commenta
26 novembre 2003

Roma forza quattro

E’ bastata mezz’ora alla Roma per incanalare la partita sui binari del successo e archiviare i tre punti contro il Bologna, senza, peraltro, particolaE’ bastata mezz’ora alla Roma per incanalare la partita sui binari del successo e archiviare i tre punti contro il Bologna, senza, peraltro, particolari affanni. Non c’è stata praticamente mai partita. Già in settimana Mazzone, il tecnico dei rossoblu, aveva lamentato l’abissale divario che divide la sua formazione da quella romanista,tanto da pensare sarcasticamente di darsi malato. E il campo, purtroppo per lui, gli ha dato ragione. Il Bologna è apparso troppo arrendevole, passivo, remissivo. Alla compagine emiliana, già falcidiata dagli infortuni e priva di elementi fondamentali del calibro di Nervo, Locatelli, Signori, sono mancati anche l’impeto, l’agonismo, la volontà, caratteristiche che contraddistinguono le squadre e che spesso le consentono di sopperire alle evidenti lacune di tasso tecnico di fronte alle formazioni di vertice. La Roma ha potuto così tessere la manovra a meraviglia, come sa fare, e ha sistematicamente schiacciato il Bologna nella propria metà-campo. L’equilibrio è stato spezzato al sedicesimo da una perla balistica di Totti: un micidiale sinistro al volo, su un corner dalla destra di Montella, che non ha lasciato scampo a Pagliuca. Per Totti un ulteriore passo verso il Pallone d’oro. Al trentesimo è stato il turno di Montella che si è liberato di Juarez e si è fiondato come un avvoltoio su una corta respinta di Pagliuca, su conclusione di Cassano, appoggiando in rete. Al trentottesimo, gloria anche per Panucci, che ha scaraventato rabbiosamente la palla in gol dopo la respinta di Pagliuca su un suo precedente colpo di testa, quasi volesse allontanare l’ombra del rivale Chivu, che da inizio campionato aleggia su di lui. A completare il festival del gol, al quarto della ripresa, è stato il furetto Cassano che, dopo aver messo a sedere Pagliuca, lo ha superato con un pallonetto. Quanto al gioiello barese, pazienza se durante la settimana abbandona l’allenamento, quando poi alla domenica sa farsi perdonare come soltanto lui sa fare. Da segnalare, infine, un pallonetto da metà-campo di Tommasi, nel finale, che si è spento di poco a lato: sarebbe stato un gol epico, d’altri tempi, alla Maradona, tanto per intenderci. La partita è finita quattro a zero per i giallorossi, ma il risultato avrebbe potuto assumere proporzioni ancora più rotonde. Così non è stato sia per merito di Pagliuca, miracoloso in diverse circostanze, sia per demerito degli avanti della Roma, che, a vittoria acquisita, sono apparsi troppo leziosi sotto porta e hanno sprecato alcune ghiotte occasioni. Forse non avranno voluto infierire. Pelizzoli ha potuto conservare ancora una volta la sua “saracinesca” inviolata e mantiene intatta la speranza di superare il record d’imbattibilità di Rossi. La Roma, alla luce di quanto espresso finora, sembra la più seria candidata al titolo, considerando, peraltro, che, a differenza delle altre contendenti, non è impegnata in un campionato parallelo e altrettanto dispendioso, qual è la massima rassegna europea. Vantaggio che alla lunga si farà sentire. Ma guai a distrarsi e ad abbassare la guardia! Giovedì, infatti, c’è l’insidiosa trasferta di Coppa Uefa a Spalato e, dopo l’uno a zero dell’andata, il passaggio del turno è tutto da giocare.Riccardo Guerra

Google+
© Riproduzione Riservata