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5 novembre 2003

Roma: Non si ferma l’inseguimento

All’indomani dell’ottava giornata del campionato è già tempo di bilanci. La Roma, per quanto finora espresso in campo, sembra essere l’unica compagineAll’indomani dell’ottava giornata del campionato è già tempo di bilanci. La Roma, per quanto finora espresso in campo, sembra essere l’unica compagine realmente capace di insidiare la marcia trionfale delle due corazzate Milan e Juventus, che continuano a braccetto a dettare legge. La Roma, tuttavia, nelle ultime apparizioni sembra aver perso lo smalto delle prime giornate, in cui appariva come una macchina collaudata nella quale tutti gli ingranaggi funzionavano alla perfezione. Aveva incantato, sfoderando delle prestazioni superlative, segnando a raffica e tenendo a lungo la porta inviolata. E’ confortante, però, che anche nelle ultime deludenti prestazioni la Roma sia comunque riuscita a collezionare dei risultati più che favorevoli. La squadra giallorosa è rimasta imbattuta, conserva la migliore difesa del campionato con appena tre gol al passivo e resta a soli due punti dal vertice. Dopo una stagione disastrosa, la scorsa, ricca di delusioni e di polemiche, la Roma quest’anno si è presentata ai nastri di partenza con maggior ottimismo, stimoli e ambizioni. Capello, infatti, può disporre di una rosa ampia e competitiva. Ha più alternative, più soluzioni tattiche che, di volta in volta, può sfruttare a seconda delle caratteristiche degli avversari di turno e che danno imprevedibilità al gioco e alla manovra della squadra. Alla classe sopraffina di Totti, alla fantasia del funambolo Cassano (sempre più genio, sempre meno sregolatezza), alla vivacità sotto porta di Montella, alla duttilità di Delvecchio, all’eleganza e agli inserimenti in zona gol di Samuel, al senso tattico di Emerson e alla disciplina di Dacourt si sono aggiunte l’esperienza e le prodezze balistiche di Chivu, le scorribande sulla destra di Mancini, la personalità e l’estro dell’astro nascente De Rossi e la stazza del gigante Carew. E che dire, poi, del rigenerato Pelizzoli e del redivivo Zebina, che hanno ritrovato la fiducia nei propri mezzi e l’affetto del pubblico? A remare contro la Roma sono, però, la desuetudine al primato, l’inesperienza di alcuni elementi e le crociate inutili e deleterie del presidente Sensi contro la federazione. Il problema, ultimo in ordine cronologico, delle inadempienze contrattuali, infatti, potrebbe alla lunga lenire la serenità dell’ambiente giallorosso: i giocatori, insomma, potrebbero perdere stimoli e concentrazione. Pertanto forse sarebbe il caso che Sensi cedesse il passo ad imprenditori capaci di investire denaro, oltre che entusiasmo, nel progetto della Roma e di risanare le finanze del club capitolino, che oggi languono in maniera allarmante.
Riccardo Guerra

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