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20 novembre 2003

Sogno sfumato per l’Italia del Rugby

“Finalmente abbiamo dimostrato che il rugby italiano è giunto a dei buoni livelli e soprattutto che, battendoci al limite delle nostre potenzialità, o“Finalmente abbiamo dimostrato che il rugby italiano è giunto a dei buoni livelli e soprattutto che, battendoci al limite delle nostre potenzialità, ora tutti sanno che l’Italia non ha paura di nessuno> . Queste le orgogliose ed incoraggianti parole pronunciate dal coach della nazionale John Kirwan nella conferenza stampa al termine della partita Italia – Galles dove gli azzurri, nonostante una discreta gara, hanno perso l’occasione della storica qualificazione ai quarti perdendo 15 – 27.
I sogni di qualificazione sembravano improbabili dopo la prima gara mondiale dove l’Italia non aveva fatto vedere un buon rugby contro la fortissima e favorita Nuova Zelanda subendo una sonora sconfitta per 70 – 7. Poi, però, quei sogni sono maturati giocando e vincendo piuttosto agevolmente contro la nazionale delle Isole Tonga per 36 – 12, grazie alle buone prove dei due fratelli Dallan.
Il terzo incontro ha visto i nostri gladiatori battersi contro il Canada, squadra giovane e inesperta ma molto ben messa tatticamente, tanto da farci soffrire fino alla chiusura dell’incontro, quando una magistrale giocata di squadra, partita dal nostro mediano di mischia neo-zelandese naturalizzato italiano Rima Wakarua, e finalizzata in meta da Mauro Bergamasco, ci hanno permesso di concludere il match sul risultato di 19 – 14.
A questo punto, dopo aver compiuto il record di vittorie in un mondiale (2) e con l’entusiasmo alle stelle, la memorabile qualificazione ai quarti di finale sembrava vicinissima. L’ostacolo finale era rappresentato dai gallesi, avversari temibili ma alla nostra portata, che purtroppo, però, sono riusciti a battere i nostri beniamini partendo avvantaggiati da un importante fattore, ovvero che avevano riposato ben quattro giorni in più, rispetto ai nostri connazionali, prima dello scontro diretto.
Il capitano azzurro Alessandro Troncon, al ritorno dall’Australia, si è detto anche lui soddisfatto dei miglioramenti della squadra, e si è definito ottimista in prospettiva del trofeo “6 Nazioni” che inizierà a febbraio. L’Italia vi parteciperà affamata di vittoria e con una gran voglia di dimostrare che finalmente il rugby italiano può competere con chiunque.

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