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11 dicembre 2003

Avellino: occasione sciupata a Verona

Ennesimo 2-2 dell’Avellino, stavolta sul campo del Verona. Ennesima dimostrazione di quanto sia anomala questa squadra, coi soliti pregi ed i soliti dEnnesimo 2-2 dell’Avellino, stavolta sul campo del Verona. Ennesima dimostrazione di quanto sia anomala questa squadra, coi soliti pregi ed i soliti difetti che ne stanno accompagnando la stagione. Domina il primo tempo, va in vantaggio, ma si ritrova incredibilmente sotto di una rete al riposo. Inizia forte la ripresa, pareggia col finalmente implacabile Kutuzov, poi si spegne e soffre fino all’ultimo secondo di gioco. Zeman ostenta tranquillità, ma la sua panchina traballa e il tecnico boemo lo sa, visto che comincia ad insorgere anche lo spogliatoio. Il collaudatissimo 4-3-3 si mostra efficace per oltre un’ora, ma i biancoverdi ne approfittano poco; sprecano palle gol su palle gol, trovando il vantaggio con l’esperto Tisci al 27’. Continuano a fare la partita, concedendosi al contropiede dei gialloblu, che dà i suoi frutti nel finale, quando prima Mirtaj pareggia su calcio di rigore, poi, al secondo minuto di recupero, Italiano completa l’opera segnando il 2-1. Sono quei cinque minuti che capovolgono la gara, l’emblema dell’Avellino 2003/2004: un team che attacca, si impegna, segna, poi si concede degli inspiegabili black-out, che arrivano senza alcuna soluzione di continuità nell’arco delle gare, in casa o in trasferta che sia. Se a ciò si aggiungono gli oggettivi limiti qualitativi di una squadra costruita male e senza una precisa logica di mercato, si ottengono i perché della situazione attuale. La ripresa comincia sulla falsa riga del primo tempo: Avellino che attacca e imbavaglia il temutissimo Papa Waigo, ma lascia spazio ai centrocampisti di casa, i quali provano più volte la conclusione da fuori area. Al 58’, però, arriva il pari di Kutuzov. Il bielorusso sembra essersi finalmente integrato nei rigidi schemi di Zeman, ma proprio sul più bello si spegne, e con lui tutta la squadra. Il Verona ci mette un po’ a capire che l’avversario non c’è più e così la gara si addormenta, scivolando verso un pari che serve poco ad entrambe le compagini. Per i Lupi era l’occasione buona per recuperare punti, visto che nel derby campano, giocato a Campobasso, Napoli e Salernitana hanno pareggiato, così come in Vicenza-Genoa, mentre Como e Bari hanno perso 1-3 in casa contro Cagliari e Messina. Il pari è utile, se non altro, ad agguantare i lariani a quota 8 punti in classifica, a meno sei dalla Salernitana.
Mario Cipriano

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