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15 gennaio 2004

Facciamo la guerra

“..La guerra è già scoppiata… …chi ci aiuterà?…” cantava Fabrizio De Andrè in una delle sue più belle canzoni, intitolata Girotondo. Poi continuava.“..La guerra è già scoppiata… …chi ci aiuterà?…” cantava Fabrizio De Andrè in una delle sue più belle canzoni, intitolata Girotondo. Poi continuava.. “…La bomba è già caduta… …chi la prenderà? La prenderanno tutti siam belli, siamo brutti…Siam grandi o siam piccini li distruggerà, siam furbi o siam cretini li fulminerà… …la guerra è dappertutto… la terra è tutto un lutto chi la consolerà…”
Un ennesimo articolo contro la guerra? No, basta! Ne hanno scritto tanto e in tanti, abbiamo manifestato in milioni nelle piazze di tutto il mondo, ma la guerra non è stata fermata!
Allora viva la guerra, viva la guerra mentre andiamo a cena, viva la guerra mentre leggiamo il giornale, viva la guerra andando allo stadio, viva i morti in guerra mentre andiamo a ballare, viva la guerra mentre ci andiamo a sposare, tanto non sono i nostri morti, non li conosciamo, non li piangiamo, il dolore delle loro madri non lo avvertiamo noi. Allora viva la guerra, mentre firmiamo un altro contratto, viva la guerra mentre ci annodiamo la cravatta, viva la guerra mentre godiamo un’altra scopata, viva la guerra mentre superiamo un altro esame! Viva le bombe che ci fanno diventare più ricchi, viva i cannoni e i fucili che ammazzano uomini e ci regalano più spazio, viva l’odio che ci fa sentire più forti e potenti, viva il risentimento verso chi è diverso da noi e perciò è giusto che muoia! Viva la guerra mentre fumiamo un altro spinello, viva la guerra mentre offriamo un euro di elemosina, viva la guerra mentre diciamo: “Non è vero!” Viva la guerra mentre ci fingiamo addolorati! Smettiamola di essere ipocriti e gridiamo tutti insieme, magari senza guardarci negli occhi, che della guerra degli altri non ce ne frega un cazzo…
Io la forza di gridare non ce l’ho più, ma forse è inutile se non c’è nessuno che può sentire. Raccogliere una pietra su una spiaggia e portarsela dietro come il diamante più prezioso, giocare con i bottoni della giacca e vedere passare il mondo, vedere la gente che muore, vedere il figlio del vicino di casa che torna a casa dall’Afghanistan o dall’Iraq e dire: “Cazzo è rimasto ferito, ma allora siamo in guerra?”
Qual è la differenza fra una sola morte e tante morti?
Qual è la differenza tra la morte di dieci palestinesi e quella di tua madre?
Tra la morte di dieci israeliani e quella di tuo padre?
Tra la morte di dieci soldati americani e quella di tuo fratello?
Tra la morte di dieci iracheni e quella di tua sorella?
Quale vale più lacrime?
Quale vale più dolore?
Più sofferenza?
Dino Renna

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