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15 gennaio 2004

Il dopo Philip Morris

Dall’America passando per la Spagna è il tragitto che la sigaretta ha compiuto prima di arrivare a noi. I primi documenti che provano l’utilizzo di
Dall’America passando per la Spagna è il tragitto che la sigaretta ha compiuto prima di arrivare a noi. I primi documenti che provano l’utilizzo di sigarette risalgono alla seconda metà del XVI secolo.
Oggi le vendite di tabacco nel mondo sono dominate da sei multinazionali e da alcuni monopoli di stato; in Italia nel 1998 nasce l’ETI, Ente Tabacchi Italiani. Tutte le compagnie attuano una commercializzazione irresponsabile, poiché promuovono un prodotto che, secondo l’OMS, è collegato a 2,5 milioni di morti all’anno nel mondo. La maggior parte delle industrie del tabacco ora ammette che fumare è un fattore di rischio, perché favorisce il cancro al polmone e altre malattie, e quindi fa male alla salute. A prima vista, potrebbe sembrare un “pentimento”. Ma dietro questa nuova strategia di marketing c’è un motivo molto concreto: subissate dalle cause giudiziarie (e miliardarie) di singoli, associazioni, perfino di intere comunità, le società cercano di correre parzialmente ai ripari. Così facendo vogliono dimostrare a chi le accusa di non mettere in guardia i consumatori, che, da adesso in poi, non è più così. I soggetti più vulnerabili sono i giovani, sedotti da pubblicità che dipingono il fumo come adulto e alla moda.
Il 2003 può dirsi l’anno della lotta contro il fumo. E’ stato approvato, infatti, il 18 aprile 2003 il regolamento attuativo della legge antifumo (legge n.3 del 16 gennaio 2003), che vieterà le sigarette nei locali pubblici (salvo nelle aree fumatori) e negli uffici. I trasgressori della legge oseranno grosso. Chi sarà sorpreso a fumare sotto un cartello di divieto rischia una multa da 25 a 250 euro. Ma la sanzione sarà raddoppiata se nei dintorni ci sono donne incinte o bambini sotto i 12 anni. Le multe più salate sono previste per i proprietari dei locali dove il divieto non viene fatto rispettare: per loro la multa andrà dai 200 ai 2000 euro. Sono, inoltre, da poco comparse sui pacchetti di sigarette scritte cubitali e decisamente preoccupanti alle quali dal 1 ottobre 2004, come autorizzato da Bruxelles, gli stati membri potranno aggiungere foto e immagini sconvolgenti sui danni del fumo. Il tutto per convincere anche i fumatori più assidui che il fumo fa male. Chi ama «le bionde» dovrà rinunciare a quei piccoli riti quotidiani, a quelle scontate abitudini di cui si sentirà lo spessore soltanto a rinuncia avvenuta. Le multinazionali del tabacco a riguardo non si pronunciano, continuano a uscire pressoché indenni dai processi legali, pagano ingenti somme di denaro per risarcimento danni verso le vittime da fumo passivo e si lasciano cullare dal rincaro dei prezzi sui pacchetti di sigarette e dai mercati dell’est europeo e asiatico attualmente in forte espansione. Il fumo è una delle più rilevanti malattie sociali. La sanità europea lamenta il decesso di 1,6 milioni di individui l’anno a causa del tabacco. Secondo l’Istat, nel nostro Paese i fumatori passivi sono oltre 15 milioni, dei quali uno su quattro ha meno di 14 anni. La lotta al fumo che si sta perpetrando è veramente intensa. Non solo da parte del Ministero della salute, che da tempo tenta di sensibilizzare la popolazione con campagne pubblicitarie andate in onda negli spot televisivi, ma anche da parte di Enti ed Amministrazioni, che cercano di ottenere il medesimo risultato con le più disparate manifestazioni su tutto il territorio nazionale.
Degna di nota l’iniziativa della LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, che ha attivato un servizio telefonico (numero verde 800-998877), di assistenza, a disposizione di tutti i cittadini che vogliano denunciare irregolarità o casi di mancata applicazione delle normative antifumo nei locali pubblici da parte di proprietari o gestori. Tutti i casi di irregolarità segnalati saranno tempestivamente comunicati ai NAS per consentire verifiche in loco. Ma anche a livello mondiale, per quanto riguarda i Paesi aderenti all’OMS, si sta facendo qualcosa. Come previsto dalla Convenzione Quadro di Ginevra del 21 maggio 2003, entro il 2004 avverrà l’eliminazione delle diciture ingannevoli, quali mild, light o extralight, dai pacchetti di sigarette. Inoltre entro i prossimi 5 anni dovranno essere eliminate anche le sponsorizzazioni di eventi da parte di aziende produttrici di sigari o sigarette. Per l’Italia non cambierà molto, in quanto le norme previste sono tutte già in vigore. La vera svolta avverrà per i Paesi in via di sviluppo.

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