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15 gennaio 2004

Vaccini sociali per combatterle

“L’esame c’è tra una settimana e non ce la farò mai ad ultimare il programma”…”da domani sveglia presto perchè c’è il libro che mi aspetta!”…”C
“L’esame c’è tra una settimana e non ce la farò mai ad ultimare il programma”…”da domani sveglia presto perchè c’è il libro che mi aspetta!”…”Che noia e che stress, tra due o tre giorni ricomincia il via vai dei corsi, dei ricevimenti e delle aule super affollate!”…”La fila al bar centrale è angosciante, voglio scappare!” Queste, e tante altre, sono le affermazioni che portano con sè un colore diverso a seconda dello stato d’animo di chi le pronuncia! Ogni colore è abbinato alle emozioni che, all’interno dell’università, ogni anno provocano tante vittime. L’ansia, lo stress, l’insicurezza, il panico pre-esame, la solitudine, la depressione che compare ad intermittenza in vari periodi e poi, la voglia di mollare gli studi all’improvviso valutandola come soluzione migliore, la pigrizia e l’eterna stanchezza di girovagare a vuoto senza che nessuno ti dia delle giuste informazioni burocratiche, sono tutti sintomi virali che accompagnano gli studenti per tutta la loro carriera universitaria. Alcune persone sostengono che, l’unica vera “malattia” dello studente, sia lo studio, ma, evidentemente, non sanno che convivere trecentosessantacinque giorni all’anno, vacanze incluse, con la paura di non farcela è veramente inquietante. I soggetti principali che contribuiscono al contagio di questi sintomi sono i professori che spesso umiliano e ignorano le potenzialità del “paziente”. Sarebbe opportuno munirsi di vaccini adeguati per proteggersi da tali malattie in modo da combatterle, parlandone con chi ci è intorno e, non solo, debellarle per sempre, aprendoci ad altre attività che ci tengano vitali e che ci facciano acquistare molti anticorpi all’interno di questo universo psichico di studenti.
Valentina Barile

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