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29 marzo 2004

Ventisei anni

Societ distrutta dalla morale,
cascata a terra dai perizomi televisivi,
sfiancata dalle diete d’anoressia.
Un ragazzo è solo.Societ distrutta dalla morale,
cascata a terra dai perizomi televisivi,
sfiancata dalle diete d’anoressia.
Un ragazzo è solo.
Si vive respirando,
mangiando,
fumando,
di sesso sbagliato,
senza amore.
Dicono che siamo un generazione fortunata,
abbiamo tutto e mangiamo.
Dio falli provare tu.
Con politici buffoni,
con calciatori come miti,
con canzoni “tritate, “tritate”, senza speranze,
con sogni d’amore impossibili.
La mia è la generazione che soffre di più.
Si scalda senza calore,
ride dell’apparenza,
si veste con l’eleganza dei manichini.
Le ragazze sono inarrivabili statue di marmo,
fredde come la neve senza candore.
Dio falli provare tu.
A sperare in un lavoro che non arriva mai,
che cambia ogni giorno,
che sfuma ad ogni passo,
che inghiottito da un ricco imprenditore.
Al figlio di papà che non conosce l’amicizia vera,
al figlio di un operaio che sogna uno stipendio,
alla figlia di un povero scopata da un sogno di valletta.
La mia generazione non ha sofferto il freddo,
patito la fame,
conosciuto la guerra sulla sua pelle,
morta di una semplice malattie,
sfiancata da lavori pesanti.
Ma conosce un lager psicologico,
dove tutto è disciplina estetica.
Non “Se questo è un uomo”,
ma “Se questo lo diventerà mai”.
Mamme morbose,
figlie troie.
Brave ragazze attratte dal tipo sbagliato.
Bravi ragazzi marcire davanti alla porta dello psichiatra.
Un giorno tra molti anni rileggerò queste righe,
forse piangerò, riderò o sar indifferente,
ma nonostante tutto
penserò, ripenserò e sospirerò
dei miei unici ventisei anni.

Michele Mazza
michele594@intefree.it

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