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3 agosto 2004

Rugby: La vittoria italiana

Termina con un obbligato giro d’onore accompagnato dalla “ola” dei 30mila del Flamino,
il primo match vinto dagli azzurri. Un successo meritato dai Termina con un obbligato giro d’onore accompagnato dalla “ola” dei 30mila del Flamino,
il primo match vinto dagli azzurri. Un successo meritato dai nostri ragazzoni che hanno lottato per 80 minuti ininterrottamente, conquistando metri su metri, palloni su palloni, fino all’ultima goccia di sudore, fino all’ultima goccia di sangue.
Ma andiamo con ordine nel racconto di quest’esperienza fantastica vissuta in prima persona direttamente dalle tribune.
La giornata inizia con sveglia alle 6 in punto per giungere nella capitale alle ore 10:30. In compagnia di due grandi amici, ci ritroviamo a gironzolare per una Roma invasa dagli scozzesi rigorosamente in Kilt, in attesa dell’inizio dell’incontro. Il prepartita è consumato nei dintorni dello stadio tra una foto di gruppo con i simpaticissimi scozzesi, un giro tra gli stand, un’occhiata alle numerose bancarelle, un gran bel panino e tantissima birra; finchè non è tempo di accomodarci in curva sud.
Giusto il tempo per una inaspettata foto con Enrico Silvestrin di Mtv, che entrano in campo la banda musicale dell’esercito italiano, e la Royal Scottish Band munita di 50 fragorosissime cornamuse. La festa comincia con l’alternarsi delle due fanfare, mentre dall’alto atterrano i parà della folgore a rendere ancor più spettacolare questa interminabile attesa.
Ma finalmente alle 14:30 spaccate fanno ingresso sul terreno di gioco le due formazioni supportate da un boato del pubblico presente. Da qui, la routine emozionante degli inni nazionali cantati a squarciagola dagli allegri e variopinti scozzesi prima, e dal caricatissimo pubblico italiano poi.
Il “quindici” nostrano parte a razzo e dopo due minuti ci troviamo in vantaggio 3-0 grazie ad un calcio del mediano De Marigny. La risposta scozzese giunge all’ottavo minuto di gioco, con una medesima trasformazione di Paterson. La prima frazione di gioco è un’autentica lotta, un continuo scontro tra i due pacchetti di mischia, ma soprattutto un accesissimo testa a testa De Marigny – Paterson che realizzeranno tre calci piazzati ciascuno entro i primi quaranta giri di lancette. L’Italia non mostra un buon gioco alla mano, ma si riscatta nei raggruppamenti con Griffen, Stoica e De Rossi; così come spesso inchioda gli avversari con placcaggi decisivi dei nostri piloni Lo Cicero e Castrogiovanni. La scozia si vede poco, perde molte palle e passa in vantaggio (6-9) solo una volta, poco prima che mettesse i conti in parità il nostro solito e bravissimo numero dieci (De Marigny).
Il secondo tempo inizia nuovamente con un Italia decisa a vincere a tutti i costi, e lo dimostra realizzando una meta al 2’: touche per la Scozia a dieci metri dalla linea di meta, la palla viene messa in gioco molto male, e così Fabio Ongaro ne approfitta per conquistarla proprio mentre stava per andare oltre l’out, e riesce a schiacciarla in meta mandando in delirio gli spettatori italiani.
L’Italia prende il largo, ma attorno alla mezz’ora la stanchezza si fa sentire, dando spazio al confuso gioco degli Scozzesi che insistono per una meta e ci vanno molto vicino, ma un portentoso recupero in extremis di Castrogiovanni che sradica la palla (e anche un giocatore scozzese) dalla mischia, fa respirare tutti. Di qui in poi il protagonista del match diviene il pubblico del Flaminio che continua a sostenere i gladiatori in campo cantando l’Inno di Mameli, facendo festa e attendendo con ansia il fischio di chiusura. Il punteggio finale è accorciato all’ultimo minuto dalla Scozia con una meta di Webster, ma nessuno quasi se ne accorge perché lo speaker ha appena annunciato che Martin Castrogiovanni è stato eletto migliore in campo. Alla fine Italia 20 – Scozia 14.
Ma non finisce qui. Nel Rugby è di rito il “terzo tempo”, ovvero la rivincita della partita svolta in…birreria ove tutti assieme, vincitori e vinti si fa baldoria con tanta buona musica e con l’immancabile birra; e tutto ciò è stato reso possibile, grazie alla magnifica organizzazione del comune di Roma, nel piazzale antistante lo stadio dove è stato installato un palco con tanto di speaker e dj, che hanno collaborato a concludere una sana festa di sport.
La mia missione termina all’ingresso della stazione Termini alle 19:15, quando salgo sul treno del ritorno stanco, senza voce ma terribilmente soddisfatto e contento di aver partecipato ad una giornata di sport mai vista, dove due tifoserie ipoteticamente rivali si abbracciano, cantano e ballano assieme prima, durante, ma soprattutto dopo una partita.
Tutto questo esiste (purtroppo!) solo nel meraviglioso mondo del Rugby…

Da segnalare, inoltre, l’inaspettata sconfitta interna dell’Inghilterra contro l’Irlanda per 13-19, che con questa disfatta agevola il cammino verso la vittoria di questa quinta edizione del “Sei nazioni” alla Francia che battendo in trasferta il Galles 29-22, si porta al comando solitario del torneo.
Dal nostro inviato

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