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13 giugno 2005

Savoldelli, miracolo rosa

È nato trentadue anni fa, è risorto dopo due anni di disgrazie e infiniti infortuni, ha compiuto un miracolo e ha conquistato la tanto ambita ma

È nato trentadue anni fa, è risorto dopo due anni di disgrazie e infiniti infortuni, ha compiuto un miracolo e ha conquistato la tanto ambita maglia rosa: è Paolo Savoldelli, campione 2005 del Giro d’Italia. Una corsa davvero emozionante, combattuta tappa per tappa, sempre aperta, mai scontata e vinta con la differenza di soli 28’’ in classifica generale dal “giovane” bergamasco sul connazionale Simoni, altro lottatore bravissimo, che poteva meritare a occhi chiusi anche lui la vittoria, ma la seconda piazza ottenuta per una manciata di secondi lascia un po’ di amaro in bocca a Gilberto.
Quindi un miracolo vero e proprio quello di Savoldelli, che dopo la vittoria al Giro 2002, non ha più vinto nulla in seguito a delle annate negative interminabili: fratture nasali, rottura della mandibola, due vertebre fratturate, innumerevoli lesioni della faccia e rottura del radio, e per concludere anche due passaggi forzati dai team di appartenenza in seguito al fallimento della “Index”, e alla fuga dalla “Telekom” perché sottomesso al tedescone Ullrich. Ma la rinascita è avvenuta con il passaggio alla “Discovery Channel”, team di Armstrong. Qui ha ritrovato la gioia di pedalare, ha abbandonato la sfortuna, e soprattutto ha ritrovato la forma del Savoldelli che lotta in salita e vola in discesa, del Savoldelli che si fa valere anche nelle tappe di pianura e che gestisce il gruppo nei momenti decisivi delle tappe. Un giro quindi meritatissimo, anche se dobbiamo sottolineare le prove di Simoni e Rubano, rispettivamente 2’ e 3’ in classifica finale, e tanti complimenti anche al campione olimpico di Atene Paolo Bettini, vincitore della classifica a punti e quindi della maglia ciclamino. Maglia verde del miglior scalatore a Rubano, quella azzurra per l’intergiro invece a Zanini. Ultimo da menzionare, il grande Petacchi, che anche quest’anno ha dato spettacolo in volata, centrando il poker di vittorie proprio nella passerella finale di Milano, anticipando con un bel colpo di reni Erik Zabel e il tedesco Forster.

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