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27 luglio 2005

Macaroni. Storie di meridioni e di meridionali

I fermenti socio-culturali che hanno attraversato il Mezzogiorno tra il 1950 e il 2000 condizionandone l’evoluzione saranno analizzati e interpretati I fermenti socio-culturali che hanno attraversato il Mezzogiorno tra il 1950 e il 2000 condizionandone l’evoluzione saranno analizzati e interpretati secondo un’ottica multiprospettica rivolta al mondo dell’arte in “Macaroni. Storie di meridioni e di meridionali”, la mostra che la Bimed, Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo, si accinge a inaugurare a Salerno nel mese di settembre 2006.

L’impianto espositivo – che prevede le sezioni di pittura, scultura, installazioni, fotografia, cinema, documentazione, poesia- associa un’ottica documentaristica a un attento esame di ciò che l’arte e la letteratura hanno prodotto rapportandosi in modo sempre più significativo con un ambito territoriale alla ricerca della propria identità. Dalle esperienze del Gruppo U.D.A. (Unione Distruttivisti Attivisti) al Fronte Nuovo delle Arti che aveva in Renato Guttuso il suo punto di riferimento, dall’operato dei circoli culturali femministi fino alle possibilità espressive concretizzatesi negli anni 90, la mostra ripercorrerà le tappe salienti di un universo culturale aperto alle pi svariate suggestioni. La riflessione sul ruolo degli artisti e sulla loro capacità di comprendere i mutamenti sociali o di costituire un fermo contraltare alle logiche dello status quo, spesso distante dalle reali attese di una popolazione sospesa tra rinnovamento e difesa gelosa delle proprie radici, costituisce una scelta di campo utile a far comprendere soprattutto alle nuove generazioni l’importanza di un contesto –qual è appunto il Sud Italia- da sempre destinato ad avvicinare le civiltà in affaccio sul Mediterraneo.

“Si tratta di guardare alla possibilità di una riscrittura laica degli ultimi cinquant’anni della storia del Mezzogiorno –ha affermato il Direttore artistico della Bimed Andrea Iovino- da comporsi attraverso il contributo delle case editrici del Meridione, delle Università, delle Fondazioni e delle associazioni culturali del territorio, delle entità istituzionali, artistiche e sociali che, pur operando in realtà esogene rispetto al nostro Sud, hanno fattivamente interloquito con questa parte dell’Italia. Si tratta di dar voce alle imprese e alle grandi aziende, di rileggere l’impegno delle classi dirigenti e della gente comune per la creazione di un ambito che avrà un ruolo determinante ancora nel terzo millennio. Negli auspici vi è la creazione di una vetrina in cui si evidenzi il Mezzogiorno style, un insieme di cultura, storia e tradizioni che è patrimonio essenziale per la riaffermazione nel Mediterraneo e in Europa di un quadro di pace e concordia sociale”.

Il movimento contadino e la riforma agraria, la nascita delle Regioni, il Mezzogiorno in Europa sono soltanto alcune delle tematiche che l’esposizione prenderà in esame avvalendosi del contributo di artisti di fama internazionale.

Previo accordo con il Ministero degli Affari Esteri, “Macaroni” si candida a promozionare il Sud Italia negli ambiti comunitari nel periodo compreso tra il 2006 e il 2007.

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