Rapporto Almalaurea 2005: la condizione occupazionale dei laureati dell’Università di Trento

Redazione Controcampus 28 Luglio 2005

Trento, 28 luglio 2005 - Arrivati al traguardo degli studi universitari la domanda per i dottori dell’Università di Trento è inevitabile: e doTrento, 28 luglio 2005 - Arrivati al traguardo degli studi universitari la domanda per i dottori dell’Università di Trento è inevitabile: e dopo la laurea? Dopo la presentazione dei dati sulla condizione occupazionale dei laureati, il consorzio AlmaLaurea commenta i risultati delle rilevazioni per singoli atenei, analizzando la situazione occupazionale dei laureati a distanza di uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo, quanti lavorano e dove, il tempo impiegato per trovare lavoro e il tipo di occupazione trovata, quanto guadagnano, le differenze tra uomini e donne.

Emerge un quadro più approfondito e di interesse locale rispetto all’indagine nazionale che ha coinvolto 56mila laureati appartenenti a 27 università delle 43 aderenti ad AlmaLaurea.
I laureati dell’Università di Trento coinvolti nell’indagine sono 1.185. In particolare si tratta dei laureati del vecchio ordinamento delle sessioni estive 2003, 2001 e 1999 intervistati nel 2004 a un anno dalla laurea (408), tre anni (369) e a cinque anni dal conseguimento del titolo (408). I laureati di primo livello (triennali) saranno rilevati per la prima volta con la nuova indagine che partirà a settembre e i cui risultati saranno illustrati a febbraio 2006.
La condizione occupazionale dopo la laurea per i dottori dell’Università di Trento risulta essere molto buona, superiore alla media nazionale. Con un balzo in avanti, rispetto alla precedente indagine, dei neodottori occupati di sei punti percentuali. In cinque anni, inoltre, i laureati raggiungono di fatto la piena stabilità. Rapida è la ricerca del lavoro e la prima busta paga è più alta della media nazionale.
“È un dato molto positivo per il nostro ateneo” ha commentato soddisfatto il Rettore Davide Bassi “che conferma la validità delle linee di sviluppo attuate in piena sintonia con il territorio. L’offerta formativa va disegnata e costantemente aggiornata con coerenza prestando attenzione anche alle esigenze e alle richieste di profili professionali che provengono dal mercato del lavoro. Soltanto così – ha aggiunto – possiamo continuare a garantire ai nostri studenti una formazione di qualità e una buona prospettiva di passaggio dallo studio all’impiego in grado di dar loro soddisfazione sia sul piano professionale sia su quello personale”.

I laureati e il lavoro
Lavorano 67 neolaureati su cento
Il 67% dei laureati lavora a un anno dalla laurea (era il 61% nella precedente indagine), ben 12 punti in più rispetto alla media nazionale. Un quinto dei giovani continua il percorso di formazione (20%). Chi cerca lavoro è il 13%, un dato sensibilmente inferiore alla media nazionale (25%).
È la fotografia della condizione occupazionale dei neolaureati dell’ateneo di Trento. Una buona situazione dal punto di vista occupazionale che migliora ancora di più a tre anni dalla laurea (lavora il 79% dei laureati, solo il 7% cerca lavoro) e a cinque anni (lavora il 94,5% dei laureati, solo due laureati su cento cercano lavoro).
Le donne hanno meno chance degli uomini di trovare lavoro, un dato che rispecchia le differenze di genere riscontrate a livello nazionale anche se il differenziale tra i neolaureati occupati (68,5%) e le neolaureate (66%) è di gran lunga inferiore al totale degli atenei: appena 2,5 contro 7. Un divario che si conferma più o meno nel tempo: a tre anni dalla laurea lavora l’82% degli uomini e il 77% delle donne. A cinque anni dalla laurea lavora il 94% delle donne contro il 95,5% degli uomini.
Occupazione: facoltà a confronto
I neolaureati di Ingegneria sono i primi nella classifica degli occupati: lavora l’84%. A un anno dalla laurea lavora il 76% dei laureati in Sociologia, il 73% dei laureati in Lettere e il 62% dei laureati in Economia. Sulle Facoltà di Giurisprudenza (47%) e Scienze (54,5%), che hanno i valori più bassi, pesa la percentuale di chi continua negli studi per tirocini e specializzazioni obbligatori per l’accesso alle rispettive professioni: a un anno dalla laurea sono in formazione 36,5 giuristi su cento e più di un quarto dei laureati in Scienze. A cinque anni dalla laurea tutte le facoltà raggiungono di fatto la piena occupazione (dal 97% di laureati occupati in Economia e Giurisprudenza all’84% di Scienze).
Due mesi e mezzo di ricerca e il lavoro arriva
Ai neolaureati occupati dell’Università di Trento è stato chiesto di raccontare in quanto tempo hanno trovato lavoro e come. Due mesi e mezzo, in media, è la risposta dei laureati a un anno dal conseguimento del titolo (contro i tre mesi a livello nazionale). La maggior parte dei giovani dichiara di aver trovato lavoro attraverso un contatto cercato su iniziativa personale (il 44% dei neolaureati) o attraverso un contatto avuto su segnalazione di altre persone (16%): sono questi i due canali principali di accesso al lavoro.
La maggior parte dei neolaureati occupati sono assorbiti nei servizi (77%), soprattutto nei settori dell’istruzione e ricerca (19%) e della pubblica amministrazione (l’11% , il doppio della media nazionale). In questo contesto si può segnalare il peso che l’amministrazione trentina può avere come provincia autonoma.
Neolaureati tra lavoro stabile e atipico
A un anno dalla laurea prevale il lavoro stabile che aumenta rispetto alla precedente indagine dal 39 al 47% (un dato, inoltre, superiore alla media nazionale di 6 punti percentuali). La stabilità aumenta nel tempo: a tre anni è al 64%, a cinque anni al 74,5%. I laureati atipici diminuiscono: 46% ad un anno, 30% a tre anni dal conseguimento del titolo, 21% a cinque anni. Chi è stabile ha soprattutto contratti a tempo indeterminato (32%), mentre il lavoro autonomo coinvolge 16 giovani su cento.
Il primo stipendio a 1.119 al mese
Il guadagno mensile netto a un anno dalla laurea è di 1.119 euro: i neolaureati trentini guadagnano 138 euro in più dei colleghi italiani. Il primo stipendio è più leggero per le donne: 1.023 euro contro i 1.233 euro degli uomini. Il guadagno dei laureati dell’Università di Trento aumenta a tre anni (1.236 euro) e a cinque anni (1.404 euro) dalla laurea. Le differenze di genere continuano a farsi sentire in busta paga: a tre anni dalla laurea le donne guadagnano 1.137 euro mensili, gli uomini 1.354. A cinque anni dalla laurea le donne guadagnano 1.276 euro, gli uomini 1.545.
Una laurea efficace.
Quanto conta la laurea sul mercato del lavoro? Il giudizio sull’efficacia del titolo di studio rispetto al lavoro svolto è positivo: a un anno dalla laurea l’86% considera la laurea almeno “abbastanza efficace”, la percentuale sale, a cinque anni dall’acquisizione del titolo, al 93%.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto