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17 agosto 2005

Alga pericolosa nel Golfo di Salerno

Mediterraneo sotto stretta sorveglianza da parte dei ricercatori dell’Icram. Una nuova alga è stata infatti segnalata in alcune zone dove prima non esMediterraneo sotto stretta sorveglianza da parte dei ricercatori dell’Icram. Una nuova alga è stata infatti segnalata in alcune zone dove prima non esisteva. Si tratta della Caulerpa racemosa proveniente dalla Tunisia. Le prime piccole indicazioni risalgono ai primi anni ’90 nel sud Italia. «Ora – spiega il biologo dell’Istituto di ricerca sul mare del ministero dell’Ambiente, Leonardo Tunesi – è presente a Lampedusa e nel Golfo di Salerno». La situazione non è di allarme ma di attenzione da parte dei ricercatori che tengono sott’occhio questo nuovo arrivato.

E anche per l’estate 2005, l’Icram rilancia l’appello alla gente di mare per la seconda campagna eco-sub: «Segnalate qualsiasi cosa di strano e qualsiasi avvistamento». L’obiettivo è arrivare a una mappa precisa dei fondali nazionali. Accanto alla chiamata a raccolta dei turisti, l’Icram rende noto che sta iniziando un censimento minuto per minuto della biodiversità del mare italiano da parte dei ricercatori. Si parte da Elba, Maddalena e Torre Guaceto (Puglia), presso i tre centri di formazione istruttori della Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee (Fipsas). L’obiettivo è arrivare alla mappa di questi tre siti il prossimo marzo.

Per quanto riguarda la campagna eco-sub 2005, «l’operazione di schedatura sulla base delle segnalazioni non è così semplice. Abbiamo 8.000 chilometri di costa – ha detto Tunesi – per questo serve la collaborazione di tutti, sia dei sub esperti sia di chi semplicemente si tiene sulla superficie del mare e si diverte a usare la maschera. Ogni singolo utente può fornire segnalazioni per cogliere i fenomeni al loro inizio». Proprio come per la Caulerpa racemosa.
«Questa, come altre situazioni simili – ha detto Tunesi – va studiata. I nostri mari, il Mediterraneo in particolare, sono molto dinamici e tutto ciò che succede richiede studi ad hoc». Le nuove alghe, infatti, «entrano in competizione con altri organismi già presenti e quindi vanno tenuti sotto osservazione».

La Caulerpa racemosa ha una forma che somiglia a piccoli grappoli di uva con acini da 3 millimetri di diametro, spiegano all’Icram. Ma per ora nessuna emergenza, precisa Tunesi, solo un controllo accurato.
Il nome Caulerpa porta subito alla memoria quella famosa Caulerpa taxifolia, meglio conosciuta come alga ’killer’ per le sue doti da conquistatrice, che negli anni ’90 ha dato molto filo da torcere. L’allarme per la taxifolia fu lanciato dai francesi nell’84. Nel ’90 erano già 3 gli ettari di mare italiano e francese ricoperto da quest’alga, nel ’91 erano 30 ettari, nel ’92 400 ettari, nel ’93 1200 ettari, e nel 1994 ben 1.500 ettari. L’alga fuggì dagli acquari del museo Oceanografico di Monaco. La minaccia maggiore è per la Posidonia oceanica, la pianta che rappresenta il più grande polmone per il Mare Nostrum tanto che, secondo gli esperti, produce più ossigeno di una foresta tropicale, assorbe 500-1000 tonnellate di anidride carbonica ogni chilometro quadrato, salva le spiagge (si perdono 20 metri di spiaggia ogni metro quadrato di prateria smantellata), ed è l’habitat ideale per i pesci.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

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