• Google+
  • Commenta
17 ottobre 2005

Daniel Ogier: oratorio per i napoletani

Pittore, scenografo, costumista, allestitore di mostre e disegnatore, questo versatile artista francese mette da trent’anni il suo talento al servizioPittore, scenografo, costumista, allestitore di mostre e disegnatore, questo versatile artista francese mette da trent’anni il suo talento al servizio della cultura, del teatro e dello spettacolo. Vincitore del César per la scenografia di “Molière” film di Ariane Mnouchkine al Festival di Cannes nel 1977, Ogier è stato direttore artistico e collaboratore permanente con i teatri dell’opera di Parigi, Lione, Strasburgo e Bordeaux, scenografo per importanti musei francesi, nel 1992 consulente per il parco Disneyland Paris e ha partecipato a numerose e rinomate mostre in tutta Europa. Con l’inizio del nuovo millennio l’artista si è dedicato ad un progetto articolato in tre luoghi, Lione, Napoli e Granda intitolato “Oratorio” in parallelo con la presenza attiva e sentita nell’organizzazione del “Premio Elsa Morante”. Tale adesione rientra nel programma più ampio della XVI edizione della “Mostra Internazionale del Costume” organizzata in collaborazione con la Presidenza e l’Assessorato alla Cultura della Regione Campania, con la Provincia e il Comune di Napoli, con la Soprintendenza B. A. P. P. S. A. D. di Napoli e Provincia e il San Paolo-Banco di Napoli e come già detto dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante, per la quale Ogier ha realizzato una mostra con oltre 100 tele immaginarie e un grande pannello intitolata “Oratorio dei napoletani che dormono sotto i nostri piedi”. Punto forte della serie figurativa è “Il cavallo di Masaniello”, un grande quadro convulso e vibrante che vuole essere metafora di quella Napoli spagnola, di quel barocco, quella tradizione sincera e popolare, quel tragico folklore che rendono unica la cultura partenopea. L’opera rappresenta gli eroi della rivoluzione del 1647 contro l’aristocrazia e gli spagnoli; Masaniello abbandonato dai suoi, è proteso verso il corallo, simbolo della città e dell’avvenire, e si erge al di sopra del cavallo e di una folla vitale e popolare su di uno sfondo azzurro e profondo in netto contrasto con i toni cupi e sporchi dei corpi. Questi hanno tratti anatomici marcati e muscolatura possente che, (solo ad un primo sguardo), richiamano alla memoria il tratto deciso e l’umanità di Michelangelo. L’intera galleria ruota intorno al tema della morte colto nelle sue sfumature più inquietanti e macabre: sventure, dolore, calamità e l’uomo…nudo, inerme, consumato dalla vita e le sue crudeltà. Tratto veloce e forza bruta per questi ritratti di volti scavati e vissuti che rappresentano personaggi sofferenti e anime sconosciute. Le tele prendono spunto dalle morti anonime del Cimitero delle Fontanelle e immaginano per ognuna di esse un’identità ed un destino fino all’attimo finale, proprio quell’attimo che Ogier intende dipingere. I personaggi dipinti sono in qualche modo speranzosi di un perdono, di una pace ultraterrena, dell’esistenza di un Dio magnanimo e comprensivo. La mostra, curata da Mimma Sardella, e’stata inaugurata alle ore 18:00 del 30 settembre, poco prima della cerimonia di premiazione dell’Elsa Morante presso la Sala della Fortuna di Palazzo Reale a Napoli , e resterà allestita fino al 30 ottobre in Campania. Ora è possibile visitarla presso il complesso monumentale di San Giovanni, c.so Umberto I Cava de’Tirreni, orari di apertura dal giovedì alla domenica dalle 19 alle 21.30, martedì e mercoledì solo per gruppi su prenotazione, lunedì chiuso, per info contattare 089 44 24 58—089 34 93 73.

Google+
© Riproduzione Riservata