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26 ottobre 2005

I soldati di Cristo: Una visione estrema del messaggio evangelico

Vogliamo qui raccontare ai nostri lettori di un modo estremo di percepire l’appartenenza religiosa. Prendendo le mosse da un incipit inconsueto: una cVogliamo qui raccontare ai nostri lettori di un modo estremo di percepire l’appartenenza religiosa. Prendendo le mosse da un incipit inconsueto: una cena tra amici. Qualcuno butta lì un’osservazione sul quesito referendario che si sarebbe svolto di lì a poco. Fecondazione artificiale: favorevoli o contrari? Pochi di noi davvero informati, alcuni assolutamente disinteressati. E’ il più giovane del gruppo a colpire per la sua convinzione. F, 20 anni compiuti da poco. Col suo stile pacato, espone le motivazioni che lo rendono un convinto anti-abortista. “E poi, sapete, io sono un soldato di Cristo, metto i miei ideali nella vita di tutti i giorni”. Stupore. Qualche secondo di silenzio prima che gli venga chiesto di spiegare, di essere più chiaro. “Si, faccio parte della Militia Christi. Alcuni ci definiscono integralisti cattolici, ma a me la definizione non piace. Siamo cattolici praticanti. Punto e basta”.
Scopro che la sede nazionale del movimento è a Roma e il loro luogo simbolo è il Ponte Milvio, una delle scene più consuete del martirio cristiano in epoca imperiale.Sede di zona invece a Pizzolano, presso l’Oratorio Cuore Immacolato di Maria, dove si incontrano gli aderenti alla Compagnia di San Michele. Le pagine del bollettino ufficiale interno, “Il Baluardo”, descrivono i campi in cui questi giovani operano e che essi stessi definiscono idee forza: difesa della verità; difesa della famiglia; difesa della vita (lotta all’aborto e all’eutanasia); difesa della Patria; difesa della società e del costume. Messa così, nulla in più o meno di qualsiasi confraternita d’ispirazione cattolica. Ciò che colpisce sono le modalità dell’attivismo: che non escludono partecipazioni di contestazione alle sfilate dell’orgoglio omosex e azioni dimostrative presso le cliniche che praticano l’aborto. Esprimono un punto di vista molto deciso su tutte le tematiche di politica e attualità. Se però l’antisionismo e il chiaro sostegno al ritorno palestinese nei Territori (così come l’anticomunismo) erano prevedibili, non lo è forse altrettanto l’antiamericanismo che straripa dalle loro pagine. “Siamo contrari” mi spiegano “al supercapitalismo e a ogni forma di massoneria. La forma d’intervento umanitario in Iraq non ci inganna: le lobby economiche che finanziano l’azione militare sono le vere fautrice del terrorismo. Terrorismo americano”. Ciò che spaventa è la loro vicinanza a movimenti d’ispirazione nazi-fascista come Forza Nuova (con cui hanno collaborato già diverse volte) che, si sa, non disdegna l’uso di metodi piuttosto spicci. Il legame tra Militia Christi e Forza Nuova? La convinzione che l’ineguaglianza razziale, sociale ed economica sia la base per una società armonica. Un messaggio, questo, che fa davvero contrasto col messaggio d’amore evangelico.

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