• Google+
  • Commenta
24 ottobre 2005

Una proposta per un’Università equa

Una questione apparentemente di scarsa entità, ma in realtà determinante per i nostri portafogli, è quella del “cosa mangi oggi all’università?”
Una questione apparentemente di scarsa entità, ma in realtà determinante per i nostri portafogli, è quella del “cosa mangi oggi all’università?”
E’ questa la domanda che ¾ delle nostre mammine ci fanno quando stiamo per chiudere la porta di casa per recarci all’università.

Nella nostra risposta tipica rientrano spesso frasi incerte contornate SEMPRE dalla richiesta di un “finanziamento economico”.
I poveri genitori non possono rifiutare, specie se il rischio è quello di farci digiunare.

Ma dove finiscono i nostri/ loro soldi?
All’ interno dei distributori automatici.
…Le mense di molte università sono assenti o non funzionanti (vedi il caos all’orientale di Napoli per la mensa da poco chiusa…) e un po’ tutti preferiamo fare due passi, due e non di più, per recarci al più vicino distributore automatico.
Circa gli acquisti, i più gettonati sono gli snacks: gustosi, più o meno economici, e di “marca”.
Beh, se eliminassimo quest’ ultima caratteristica forse qualcosa cambierebbe.
Mi rivolgo allora a chi ha il potere per farlo:
Perché non sostituire i classici distributori automatici con quelli del commercio equo e solidale?
Sarebbe un modo per promuovere questo commercio alternativo e soprattutto giusto, equo.
…Per tutti. Produttori e consumatori.

Cosa cambia per noi studenti?
Il prezzo? No.
Il gusto? No.
La marca? Si, e allora? Non è un cambiamento negativo, bensì rappresenta la possibilità di scoprire prodotti nuovi e spesso più gustosi dei “soliti” snacks commerciali.
Chi può, dovrebbe proporre.
…Per un mondo migliore.

Per maggiori info.
http://www.chicomendes.it/diffondi/distributori.php

Google+
© Riproduzione Riservata