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18 novembre 2005

La società ideale in dieci regole, sì, ma senza il sociologo

LONDRA – Oggi, soprattutto nelle grandi città, non è difficile palpare una sorta di malessere generalizzato. Basta alzarsi presto la mattina e aspettaLONDRA – Oggi, soprattutto nelle grandi città, non è difficile palpare una sorta di malessere generalizzato. Basta alzarsi presto la mattina e aspettare alla fermata di un autobus. I volti delle persone sono cupi, nessuno sorride, ci si alza sopra pensiero, con l’angoscia della giornata. Non si è felici. Ridere, è solo una delle dieci buone regole per «essere felici». Alcuni esperti inglesi sostengono l’idea di un decalogo che “regalerebbe” la felicità. Tale decalogo, sarà sperimentato su 50 cittadini di Slough, un paese industriale alle porte di Londra. I 50 selezionati, dovranno poi estendere e divulgare la terapia a tutti gli abitanti della cittadina, fino a rendere Slough un luogo simile a quello dove viveva Jim Carrey nel film “The Truman Show”. La prima puntata dell’esperimento collettivo, è stata trasmessa l’altra mattina dalla Bbc, Ballare in un supermercato o abbracciare un albero. Questi i metodi che gli esperti (uno psicologo, un filosofo, uno psicoterapeuta, due studiose dei luoghi di lavoro, un imprenditore ed un economista), hanno usato per superare il giustificato scetticismo del pubblico televisivo. Certo è che al di là dell’idea folkloristica, quello che sembra emergere dall’esperimento e che la solitudine, la pigrizia e l’egoismo, sono alcuni dei fattori che impediscono di fatto l’essere felici. Oltre a ciò che abbiamo elencato, il decalogo comprende una serie di consigli che vanno dal dimezzare il tempo trascorso davanti alla TV, al trovare, almeno per un ora a settimana il tempo di parlare con qualcuno a cui si vuole bene, fino al fare quotidianamente qualcosa di buono per qualcuno che sta peggio di noi. Ovviamente la cura, prevede il non dimenticare di pensare a se stessi, facendosi ad esempio un piccolo regalo quotidiano (anche solo un cioccolatino). D’obbligo poi è un po’ di movimento, lo sport in generale, almeno mezz’ora, un giorno si ed uno no. Dulcis in fundo, e questa è senz’altro una delle cose che noi non sappiamo più fare in assoluto, “apprezzare quello che si ha”. La terapia comprende anche una “pillola” da prendere prima di addormentarsi; pensare almeno a cinque cose che si posseggono e ci fanno sentire felici. Peccato che nell’equipe di studiosi inglesi, non ci sia neanche un sociologo, forse Slough, potrebbe veramente diventare una “società ideale”. Una grande opera di ingegneria sociale.

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