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19 dicembre 2005

Eseguita la condanna di Stanley Williams

Spesso lo stato si impegna a salvare vite con politiche di assistenzialismo o salvaguardia dei diritti umani dei componenti della comunità, altre

Spesso lo stato si impegna a salvare vite con politiche di assistenzialismo o salvaguardia dei diritti umani dei componenti della comunità, altre volte, invece, è esso stesso a ricercare la morte per colore che hanno costituito un elemento nocivo per la collettività. Una sorta di catarsi del male che dominava comunità preistoriche, e che ancora rimane in molti stati antidemocratici o ancora incompitui, ma, come dimenticarlo?, anche nell’ evolutissima America. Già, proprio li dove il 13 dicembre scorso è stata eseguita la condanna a morte di Stanley “Tookie” Williams, reo di un’omicidio plurimo nell’ormai lontano 1979( egli aveva ucciso prima Albert Owens, per privarlo di 120 dollari, in una rapina violenta, e poi, due settimane dopo, una coppia di coniugi che gestivano un motel, e la loro figlia). Il governatore dello stato della California, Arnold Schwarzenegger, ha rifiutato di concedere la grazia, scrivendo che “Stanley Williams insiste nel dichiararsi innocente e nel dire di non dovere scuse o provare rimorso per l’uccisione delle quattro vittime del caso…Senza delle scuse o un pentimento per queste uccisioni senza senso e brutali non ci può essere redenzione”. Parole molto dure, se si considera che il condannato in questione ha scritto una serie di libri il cui scopo era sensibilizzare i giovani verso il tema delle gang, quelle stesse organizzazioni violente, ormai così diffuse in Usa, sempre in lotta tra loro, in cui egli era stato a lungo implicato. I libri, pubblicati con la collaborazione di Barbara Becnel , avevano tutti un carattere di condanna, configurandosi come valido medium per allontanare i giovani dalla strada e dall’assurda soluzione di violenza professata da questi gruppi. Williams era stato più volte candidato al premio Nobel per la pace, proprio per questa sua attitudine alla non violenza, dopo gli ormai antichi trascorsi.
Non è bastata nemmeno la voce unanime di circa 2000 manifestanti che fuori dai cancelli del carcere di San Quintino si sono riunite per esprimere il loro dissenso, guidati dal reverendo Jesse Jackson e dalla cantautrice Joan Baez, entrambi impegnati in difesa dei diritti civili, a fermare la macchina della morte azionata da Schwarzenegger: e l’ago è entrato, l’iniezione letale è stata portata a termine.
Ancora una volta l’opinione pubblica non è stata presa in considerazione, nonostante ci fosse un ampio movimento internazionale di condanna alla pena di morte non solo in generale, ma anche nello specifico caso riguardante Tookie, da molti ormai ritenuto una vera e propria guida spirituale per i giovani più a rischio: gli abitanti delle periferie e dei sobborghi, soggetti per molti versi al di fuori degli stretti gangli della pulita società americana, cosidetti outsider. Nonostante la candidatura a 5 premi Nobel per la pace, ed a 4 per la letteratura, nonostante la sua chiara redenzione, e tutte le sue parole contro la violenza, Stanley “Tookey”Williams è morto, ucciso dalla legge.

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