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15 dicembre 2005

Mary tra peccato e redenzione

Una storia corale, tre personaggi ognuno alla ricerca di un proprio equilibrio, che sia il successo, la famiglia, il piacere, la fede, al centro dell’Una storia corale, tre personaggi ognuno alla ricerca di un proprio equilibrio, che sia il successo, la famiglia, il piacere, la fede, al centro dell’ultimo, radicale film di Abel Ferrara: “Mary”. Tony Childress, regista controverso, di ritorno dal Medio-Oriente dove ha finito di girare la sua pellicola, “This is my blood”, incentrata sulla vita di Gesù Cristo e sul suo rapporto con Maria Maddalena; Marie Palesi (una delicata Juliette Binoche), attrice di gran talento, interprete della figura di Maddalena nel film di Childress, in preda a una crisi mistica che la porterà lungo le strade di una Gerusalemme in stato di guerra; Ted Younger (un intenso Forest Whitaker), giornalista televisivo di New York, conduttore di un programma sulla parabola esistenziale di Gesù e in piena crisi coniugale con la giovane moglie incinta. Insomma, tanta carne a cuocere per un film intenso e spigoloso, dove ogni tentativo di comprensione può infrangersi contro il muro dei dubbi esistenziali. Ed è su questo tappeto di incertezze che scorrono senza tregua le vicende dei tre personaggi, vittime di un mondo in sfacelo, tra ventate secolarizzanti e fumi di guerra: ottimo, a tal proposito, il sagace “parallelismo scenografico” tra una New York in balia di gang criminali, odio etnico, materialismo grezzo sintomo di una società indifferente ed egoista, ed una Gerusalemme ad alto tasso di spiritualità, pervasa da un profondo credo religioso, simboleggiato dall’incessante preghiera al cospetto del “muro del pianto”. Ma anche nella culla della fede totalizzante, movente di ogni singola azione umana, non c’è pace che tenga: è il rombo delle bombe, infatti, ad interrompere quotidianamente il quieto vivere di quella terra, sospesa tra bene e male ormai dal lontano 1948, anno di nascita dello Stato d’Israele. Ecco perché “Mary” è un film imprescindibile per chiunque voglia tentare, seppur minimamente, di dare un senso compiuto alla vita che ci circonda; è un film che lascia l’amaro in bocca, che spinge ad una riflessione, ad un’azione, ad un cambiamento; è un film che parla di peccato e redenzione, vita e morte, infedeltà e fedeltà, sopravvivenza ed esistenza, dove ogni personaggio necessita di un’espiazione, dove ognuno la cerca a suo modo, se riesce a trovarla.

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