• Google+
  • Commenta
5 dicembre 2005

Non sottomessa

È stato con emozione sempre più crescente che ho letto il piccolo libro di Ayaan Hirsi Ali , “ NON SOTTOMESSA” – Einaudi 2005 (11.50 €).
Il testÈ stato con emozione sempre più crescente che ho letto il piccolo libro di Ayaan Hirsi Ali , “ NON SOTTOMESSA” – Einaudi 2005 (11.50 €).
Il testo, impreziosito da una squisita introduzione di Adriano Sofri – adoro letteralmente il suo modo di scrivere: la fluida resa stilistica, la partecipazione emotiva e al contempo la distanza critica dagli eventi –, raccoglie alcuni scritti dell’intrepida deputata olandese di origini somale. Molti di essi sono sotto forma di conversazione, rivolti soprattutto ai musulmani che vivono in Occidente ed a noi occidentali .
A.H.Ali è nota per aver sceneggiato il film SUBMISSION PART I, la cui realizzazione è costata la vita al regista Theo Van Gogh ( sì, il pronipote del pittore dei girasoli), trucidato nel 2004 da un fanatico jihadista.
Travolta dalla curiosità ho scaricato on line il film “incriminato”. È di breve durata, è un lungometraggio incentrato sugli abusi nei confronti delle donne: stupro, incesto, percosse, sevizie,morte, tutto accettato per “sottomissione” ad Allah. Versetti del Corano tatuati sulla pelle accanto alle ferite inferte dalla frusta.
Quattro donne che recitano il sacro Libro ed in inglese narrano quattro storie di donne vessate, senza diritti, segregate perché donne: esseri inferiori secondo Allah. Unico loro bene? La verginità.
Il proposito di A.H.Ali è l’accettazione da parte degli stessi musulmani di un’analisi critica dell’Islam, che consenta lo svincolarsi da retaggi culturali anacronistici dovuti ad un’erronea interpretazione dei testi sacri. La studiosa somala, dichiaratamente atea, ricorda a tutti noi che le libertà di cui godiamo sono frutto dell’Illuminismo, della separazione della sfera civile da quella religiosa, del pensiero laico aborrito dai bigotti di ogni risma. E invoca un Voltaire anche per l’Islam, qualcuno che sappia fustigare l’intolleranza musulmana come il filosofo francese flagellò quella cattolica. Perché “il sonno della ragione genera mostri”.
La causa principale della violenza ammessa e codificata nei riguardi delle donne islamiche è una morale sessuale repressiva nella religione d’origine. Il libro è un crescendo emotivo. L’autrice ci rende partecipi delle proprie vicissitudini: dall’infanzia senza padre, fautore della Somalia moderna, alla fuga nei Paesi Bassi per evitare un matrimonio combinato; dall’esperienza traumatica dell’infibulazione agli studi universitari; dal suicidio dell’amata sorella alla scelta di cambiare partito politico.
V’è addirittura un paragrafo completamente dedicato ai consigli pratici per quelle donne che volessero “scappare di casa”.
A.H.Ali vive ora protetta in un luogo segreto: sulla sua testa pende una condanna a morte , a causa delle sue blasfeme dichiarazioni; l’esecutore può essere qualsiasi musulmano al quale spetterà come premio l’ingresso in Paradiso!
Le parole di Ayaan Hirsi Ali mi hanno portato a pormi interrogativi sulle ragioni di una così pervasiva oppressione delle donne nella storia umana. Anche nell’osannato modello occidentale è possibile smascherare il subdolo meccanismo di riduzione ad un Maschile universale, dove le donne, se non inchiodate al loro sesso come destino biologico, lo annullano, definendolo esse stesse irrilevante.
Però A.H.Ali ha ragione. Io occidentale mi posso permettere il lusso di disprezzare intellettualmente quel “mondo libero” in cui vivo. Come una privilegiata, non sottomessa.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy