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1 dicembre 2005

S. O. S. “Conoscere & Sapere” TRUFFA

Dall’estate scorsa si è intrufolata sotto le mentite spoglie di promoter pubblicitario, la società “Obiettivo Europa” all’interno dell’Università deglDall’estate scorsa si è intrufolata sotto le mentite spoglie di promoter pubblicitario, la società “Obiettivo Europa” all’interno dell’Università degli studi di Salerno, meglio conosciuta sotto il nome di “Conoscere & Sapere” che in realtà è solo l’insegna della suddetta società. Così, si chiedeva agli studenti, con la sottoscrizione di un documento, il trattamento dei dati personali per l’invio di informativa pubblicitaria.
Società di persone scaltra nell’organizzare il tutto e che prima si identificava nella nota società “Euroservice”, per nomea già conosciuta per questioni analoghe. In molti avranno letto i volantini informativi che giravano nell’Ateneo di Fisciano con la formula citatamente espressa: “S. O. S. Truffa! Sei stato truffato dalla società Conoscere & Sapere? Male!!! Hai ricevuto una lettera di convocazione per presentarti davanti al Giudice di Pace a Roma? Male!!! Allora chiama e faremo il nostro BENE!”
Il target di riferimento è stato ben studiato, in quanto gli studenti che si recavano frettolosamente in segreteria venivano avvicinati da altri colleghi universitari, convinti di promuovere una sorta di volantinaggio per quel poco che basta ad uno studente universitario per tirare avanti; si sa che tra gli studenti universitari c’è molta solidarietà e quindi entrava in gioco anche l’assoggettamento psicologico, si suppone che questi mediatori fisici ne erano all’oscuro.
Chi ha sottoscritto tale promozione, si aspettava dell’informativa pubblicitaria mentre a casa sono arrivati dei buoni vacanza, dopo circa un anno e mezzo, seguiti da avvisi di mora della modica cifra di euro 780,00. Fatto sta che l’avvocato Roberto De Martino che si presumeva avesse spedito tale avviso si dichiarava ignaro per quanto riguarda la faccenda, rispondendo che molto probabilmente si trattava di un caso di omonimia. Inoltre, dopo qualche mese, a casa dei mal capitati sono pervenuti degli atti di citazione del Giudice di Pace di Roma, dove si chiedeva ai soggetti di presentarsi nelle rispettive date di conferimento. La cosa strana è stata che l’intestazione dell’atto di citazione, dove si evince il nome dell’ Avvocato M. Teresa Martini (Studio B.c.s. Italia) con il recapito telefonico presentava in maniera anomala lo stesso numero dell’ufficio dell’avvocato Roberto De Martino. Da lì è partito il sospetto che si trattasse di una vera e propria TRUFFA. Dagli accertamenti effettuati è emerso che l’atto di citazione risultava essere vero, in quanto chiunque può presentarsi a Roma e farsi notificare un atto di citazione indicando il giorno dell’udienza ma poi tale atto dovrebbe passare in cancelleria per l’assegnazione del Giudice di Pace; laddove non è mai passato.
Inoltre, è emerso che l’avvocato M. Teresa Martini non è iscritta all’albo e pertanto non può esercitare la professione, ma ancora peggio se si tratta di un avvocato fantasma e se per la truffa sono stati coinvolti gli organismi di competenza giudiziaria, ovvero i tribunali. Inoltre, sono state contattate varie strutture alberghiere indicate nel tariffario vacanze, spedito sempre dalla suddetta società, che hanno dichiarato il loro sbigottimento in quanto una fiumana di ipotetici clienti chiamava per chiarire le modalità per usufruire di questi buoni vacanza ma i gestori rispondevano di non saperne niente, a parte il titolare dell’Hotel Greta di Taormina che con coraggio ha denunciato la “C&S” che gli era stata presentata dalla società “Company Club” di Roma.
Anche l’Euroservice in passato aveva adottato una strategia simile soltanto che a loro disposizione vi erano dei veri avvocati che presentavano l’atto di citazione in cancelleria lo stesso giorno fissato per l’udienza e che quindi automaticamente veniva rimandata di 15-20 gg. a discapito del truffato pellegrino che si era recato presso il tribunale di Lecce o di Roma per tale convocazione. Ovviamente, il pellegrino, scocciato da queste impervie burocratiche, si accingeva alla rassegnazione. Ed è qui che scattava la trappola!!! Poiché nella vera udienza si stabiliva, una condizione di contumacia, per chi non lo sapesse, nel processo civile, l’assenza di una parte dal dibattimento, dall’inizio al momento della sentenza, con le relative conseguenze giudiziarie, finché il mal capitato veniva costretto a pagare, altrimenti se la sarebbe vista con l’ufficiale giudiziario in fase di pignoramento.
Per i più fortunati che ha avvertito sentore di bruciato, il proprio avvocato ha impugnato l’atto di citazione dichiarando logicamente che il foro di competenza è quello del consumatore e non di un qualsiasi tribunale, di una qualsiasi città d’Italia.
Per tutti gli studenti truffati che volessero avere delle delucidazioni in merito possono seguire la diretta di “Mi manda Rai Tre” in onda Venerdì 2 Dicembre alle ore 21.00.
Giovanni Mulè

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