• Google+
  • Commenta
7 febbraio 2006

Parma: scoperto come gli animali evitano la gotta

In uno studio annunciato oggi sulla rivista Nature Chemical Biology, un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma svela la via metabolica per la In uno studio annunciato oggi sulla rivista Nature Chemical Biology, un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma svela la via metabolica per la degradazione dell’acido urico, una sostanza che nell’uomo provoca gotta e calcoli renali. La scoperta ha implicazioni per la cura delle forme più gravi di iperuricemia.
L’acido urico è un composto scarsamente solubile che deriva dalle basi puriniche presenti nel DNA. Gli organismi viventi producono acido urico durante i normali processi metabolici, ma solo in pochissime specie, tra cui l’uomo e le scimmie antropomorfe, questa sostanza si accumula nel sangue. La ragione di questa particolarità è il mancato funzionamento nell’uomo della via metabolica che converte l’acido urico in un composto molto più solubile chiamato allantoina. Ma come avviene la conversione dell’acido urico ad allantoina? Nonostante le tappe iniziali e finali della via siano note da più di un secolo, nulla si sapeva prima di questa ricerca delle tappe intermedie e degli enzimi coinvolti.
La ricerca è iniziata da uno studio bioinformatico dell’unico enzima noto in questa via, l’Urato ossidasi. Analizzando le sequenze di più di duecento genomi, i ricercatori hanno notato due geni che avevano subito lo stesso percorso evolutivo dell’Urato ossidasi, ovvero risultavano inattivati nell’uomo e nelle altre specie incapaci di convertire l’acido urico. Hanno quindi ipotizzato che i due geni e i relativi enzimi costituissero gli anelli mancanti della via metabolica e hanno utilizzato un batterio dell’intestino per produrre gli enzimi corrispondenti ai due geni di topo. I saggi biochimici hanno pienamente confermato l’ipotesi, portando alla scoperta di due nuovi enzimi, chiamati HIU idrolasi e OHCU decarbossilasi, che sono necessari per la rapida conversione dell’acido urico ad allantoina.
L’iperuricemia è una condizione comune nella specie umana, caratterizzata da livelli elevati di acido urico nel sangue. I problemi derivano soprattutto dalla scarsa solubilità dell’acido urico, che tende a depositarsi nelle articolazioni dando origine a artriti gottose, o a livello renale dando origine a calcoli. Lorenzo il Magnifico, Enrico VIII, Benjamin Franklin e Thomas Jefferson sono solo alcuni dei personaggi celebri affetti da gotta, malattia già descritta da Ippocrate e un tempo considerata appannaggio delle classi sociali più elevate, tanto da essere definita “la malattia dei re”.
Oggi le forme più gravi di iperuricemia si manifestano a seguito del trattamento chemioterapico di alcuni tumori. In questi casi si può avere la rapida compromissione della funzionalità renale. Il trattamento più efficace per l’iperuricemia acuta è la somministrazione intravenosa dell’enzima Urato ossidasi. Scopo di questo trattamento è promuovere la conversione dell’acido urico ad allantoina, composto molto più solubile che può essere eliminato senza danni per l’organismo. La scoperta degli altri enzimi funzionanti in questa via, necessari per la piena conversione dell’acido urico ad allantoina, rende ora possibile lo sviluppo di farmaci più sicuri ed efficaci per il trattamento enzimatico delle forme gravi di iperuricemia.

Google+
© Riproduzione Riservata