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Che fine ha fatto l’effetto serra?

Redazione Controcampus 29 Marzo 2006

Ecco la domanda che nessuno di noi ha il coraggio di fare.

Timore reverenziale nei confronti di scienziati e ricercatori che da anni analizzano il

Ecco la domanda che nessuno di noi ha il coraggio di fare. Timore reverenziale nei confronti di scienziati e ricercatori che da anni analizzano il fenomeno. Uomini considerati studiosi infallibili che, supportati da tecnologie avanzatissime, dedicano la loro vita allo studio di modelli climaticiti sempre più complessi e precisi.
Ma è proprio così? Sono veramente così infallibili? E lo fanno sempre in buona fede?
No, secondo Bjorn Lomborg, studioso, docente di scienze statistiche ed ex attivista di Greenpeace, noto anche come l’Ambientalista Scettico e considerato dalla rivista Times come una tra le persone più preparate in materia.
Tutto iniziò quando Lomborg lesse il libro scandalo di Julian Simon, “The Ultimate Resource” (disponibile online sul sito http://www.juliansimon.com/writings/Ultimate_Resource), nel quale venivano messi in discussione molti dati riguardanti le precarie condizioni di salute della nostra cara vecchia Terra. La lettura adirò Bjorn tanto da convincerlo a lavorare per confutare, punto per punto, tutte le argomentazioni di Julian Simon. Nel corso della sua lunga analisi, però, Lomborg cominciò a rendersi conto che i dati forniti da Julian Simon erano corretti e che a essere ingiustificati, invece, erano i continui allarmi che secondo ambientalisti, centri di ricerca e mass-media vedevano le condizioni ambientali in costante peggioramento.
Fu allora che Bjorn Lomborg scrisse e pubblicò “The Skeptical Environmentalist” (l’Ambientalista Scettico – edito in Italia da Mondadori).
Nel suo libro, Bjorn Lomborg afferma che gli scenari futuri, presentati all’opinione pubblica come inevitabile conseguenza del “cattivo stile di vita” dell’umanità, sono distorti perchè frutto di analisi basate su ipotesi spesso false o con altissima probabilità di errore.
I metodi utilizzati dai ricercatori del IPCC (Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite) per determinare la temperatura del globo nei periodi antecedenti l’invenzione del termometro, tra i quali lo studio di ghiacci, coralli e degli anelli di accrescimento degli alberi, sarebbero, secondo lo scettico Bjorn, tecniche assolutamente aleatorie e quindi troppo incerte per poter essere considerate attendibili. L’analisi del tronco di alberi presenti solo in particolari zone nel nord America e la mancata campionatura spaziale, efficace e veramente rappresentativa del territorio, spiega Bjorn Lomborg, è solo una delle tecniche “dubbie” utilizzate nei laboratori del IPCC. Con tale metodo, inoltre, si presuppone che la formazione degli “anelli” avvenga senza ulteriori interferenze che, in natura, sono assai probabili.
Altro dato su cui riflettere prima di considerare attendibili i risultanti dei moderni sistemi di previsione climatica, spiega Bjorn Lomborg, è che per quanto complessi non riusciranno mai a considerate tutte le variabili che madre natura modifica continuamente. Come il sole. Recenti studi hanno dimostrato come l’energia solare sia aumentata negli ultimi 15 anni trascinando con se anche le temperature (aumentate di circa 0.4 °C). Molti sottovalutano questo aspetto attribuendo l’aumento delle temperature alla sola anidride carbonica prodotta dall’innovazione tecnologica dell’uomo.

Bjorn Lomborg non fu l’unico “anti-cristo della religione verde” (come venne definito da GreenPeace). Altri tre nomi si schierarono accando a B. Lomborg ribadendo e in molti casi estremizzando ulteriormente le sue ragioni.
Labohm, Rozendaal e Thoenes, i cosiddetti Scettici del Clima, definirono, nel loro “Man-Made Global Warming: Unravelling a Dogma”, le variazioni climatiche come un dogma da sciogliere. Assai più rigidi di Bjorn Lomborg, i tre misero in discussione l’intera teoria del riscaldamento globale dubitando perfino dell’effettiva esistenza del fenomeno. I tre scrittori, supportati da elaborati scientifici, sostengono che l’indiscusso aumento dei livelli di CO2 registrati negli ultimi 100 anni sia da attribuirsi solo in minima parte all’operato dell’uomo.
Labohm, Rozendaal e Thoenes affermano comunque che il CO2, molecola così importante e largamente diffusa in natura, non può causare variazioni climatiche così repentine. Il fenomeno, sempre secondo i tre, è stato ingrandito e manipolato per garantire fondi, donazioni e potere alle associazioni ambientaliste e di ricerca.
Il riscaldamento globale, così “grave” minaccia degli ultimi 5000 anni, non ha mai causato gravi impatti nel passato del nostro pianeta. Secondo i tre autori, alcuni scienziati vorrebbero spiegare il collasso della società moderna con il riscaldamento globale: ipotesi non plausibile perchè l’aumento delle temperature, dovuto all’effetto serra, causa il solo incremento delle temperature minime, invernali e notturne (cosa che pare più positiva che negativa).
I tre studiosi affermano poi che i climatoligi non attribuiscono il giusto valore all’influenza del vapore acqueo causa, a loro dire, dell’80% dell’effetto serra. Come mai? Forse perchè è più facile individuare l’origine delle emissioni di anidride carbonica e combustibili fossili per poi imporre tasse o altre penalità monetarie?

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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto