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31 marzo 2006

“Contrade” con l’Università scopre il Taurasi biondo

Nome in codice: Taurasi bianco. È la novità in Campania. Un vitigno scoperto grazie alle nuove realtà che stanno nascendo intorno al VinNome in codice: Taurasi bianco. È la novità in Campania. Un vitigno scoperto grazie alle nuove realtà che stanno nascendo intorno al Vino. Lo studio del DNA. La genetica applicata all’enologia darà prestigio e fortuna economica. L’anteprima del Vinitaly, organizzata dall’ERSAC di Ravello, ha diffuso una notizia coperta da geloso riserbo dagli studiosi. Il DNA dimostra che quel “grecomuschio”, erroneamente imbottigliato da “Contrade” come Greco di Tufo nel 2001 è un vitigno unico, né greco, né fiano, ma un bianco senza precedenti.
Sarà iscritto tra i 500 vitigni autoctoni italiani, bisogna aspettare qualche anno, sono intanto da collezionare le 5mila bottiglie prodotte. Bianco, agrumato, nocciola tostata, gradevole finale affumicato, 14 gradi.
È di ENZA LONARDO, 25enne ricercatrice di Biotecnologie Agrarie, l’azienda “Contrade”. Complimenti.
L’enologo è Maurizio De Simone. Preziosi interventi di Antonella Monaco, studiosa di Arboricoltura, e di Giancarlo Moschetti, docente di Microbiologie alla Federico II di Napoli. Una scoperta che premia un giovane team di lavoro e dimostra che la Campania potrebbe accorgersi di possedere nel suo tesoro enologico almeno altri 15 vitigni unici.
Molto contribuisce l’ ERSAC in questa svolta. Onore anche a questa azienda irpina guidata da Napoli, “Contrade”, già segnalata per il superbo Taurasi. Trascinante nella sua poderosa eleganza, il Taurasi offre gusto netto di marasca, tra pepe nero e tabacco. Gran rosso che sta per essere affiancato da un bel fratellino biondo.

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