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15 marzo 2006

Fatti Chiari con Andrea Camilleri a La Sapienza

Il libro Fatti Chiari
Il libro Fatti Chiari

Il libro Fatti Chiari

Si è tenuta il 13 marzo nella sala delle conferenze della Facoltà di Scienze della Comunicazione, dell’Università La Sapienza, la presentazione del libro Fatti chiari.

Giornali, Radio, Web talk show”, scritto da Giovanni Floris (giornalista Rai), Filippo Nanni (vice caporedattore della redazione cronaca del Tg3 e di Pergentina Pedaccini (docente e studiosa di letteratura e problemi del linguaggio), con una prefazione dello scrittore Andrea Camilleri. Ad aprire la conferenza il Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione Mario Morcellini: “Il libro del Centro di Documentazione giornalistica (casa editrice) è un punto di incontro e pone delle riflessioni sul giornalismo e la stessa comunicazione. Critica, dunque, e verifica tutti gli ambiti vecchi e nuovi del giornalismo”. La parola è stata quasi subito lasciata a chi ne ha scritto la prefazione: Andrea Camilleri, che ne ha letto alcune parti: Fatti Chiari è un gran bel titolo per un libro che fin dal sottotitolo dichiara come si racconta la notizia. E mi pare che mantenga pienamente fede all’intenzione di un’amicizia leale e durevole.

Perché Fatti Chiari di Floris, Nanni e Pedaccini intende soprattutto mostrare il volto pulito, la faccia onesta dell’informazione”. Camilleri si è fermato a discutere sul problema che affligge l’informazione italiana, quello del potere che mantiene la sua presenza a volte asfissiante sul giornalismo e la comunicazione, toccando soprattutto temi attuali: la guerra in Iraq, basata su di una menzogna, l’editoriale di Paolo Mieli che ha diplomaticamente affermato per chi volterà alle prossime elezioni, e la necessità di una politica che sia guidata da un’etica, che arricchisca di valori il comportamento di chi la politica la dovrebbe svolgere. Al contrario, nei giorni nostri la politica sembra che intervenga sempre più contro anche alcuni programmi e – “Ballarò il talkshow televisivo di Floris è sicuramente equilibrato nel presentare le varie parti e discuterne” -, che si pongono come servizio d’informazione per i cittadini, e che li inducono a riflettere, per non parlare dell’attacco a tutta quella stampa che non segue la politica del governo di turno.

A preso di seguito la parola il giornalista Filippo Nanni, che della parte da lui scritta nel libro Fatti Chiari, ha raccontato l’antefatto: “Una studentessa di Firenze lamentava sempre che il linguaggio di molti media fosse troppo semplice”, ciò ha innescato l’indagine su come si dovrebbe informare e sul linguaggio da usare.

Nanni ha definito il libro Fatti Chiari uno “stage di carta”, atto a “far respirare la notizia”, e a far riflettere su come si dovrebbe comunicare e scrivere sui media. L’indagine riguarda i giornali, la loro leggibilità, e in un capitolo si pone l’accento su ciò che si dovrebbe evitare in primis “Le frasi banali da evitare”. Il giornalismo invece dovrebbe essere sempre di più un “lavoro di squadra”, e la “comunicazione dovrebbe portare necessariamente alla riflessione” alla parte illuministica che ancora resiste in un mondo di scontri di religione, sulla stessa scia l’intervento di Antonio Di Bella, Rai3, che ha parlato di “comunicazione emozionale”, dell’importanza della memoria, del dibattito sul ragionamento e l’illuminismo. La Pedaccini ha posto di più l’accento sul linguaggio, partendo da come la figura del giornalista sia cambiata, l’importanza della deontologia giornalistica, reclamando un giornalista che non parli di sé, ma che invece tenga presente sempre chi ha davanti e chi lo ascolta. Inoltre, ha rivolto lo sguardo verso la semantica e l’importanza della parola, è necessario “sapere che cosa si cela dietro la parola” è compito di chi fa comunicazione a tutti i livelli. L’intervento di Floris si è spostato a tutto ciò che concerne il talkshow e “l’equilibrio tra il dibattito, l’informazione e il momento che si vive in diretta T.V., che è mutevole, cambia o potrebbe mutare in ogni situazione”. Floris ha subito riportato alla memoria il momento in cui è stato progettato il format Ballarò, non sicuramente facile “Sciuscià era stato cancellato, e Biagi licenziato”. Il giornalismo per Floris dovrebbe essere una interposizione fra “società e potere e vi è dunque la necessità di una risposta morale a questa situazione che preme sul giornalismo, che non dovrebbe essere in balia di eventi e cambiamenti, o subire il sempre mutevole clima d’opinione”.

Ha terminato l’incontro sul Fatti Chiari il preside Mario Morcellini: “questo libro parte da alcuni problemi di prospettiva e ha ambizioni da manuale, mentre l’economia delle parti è promettente”, di seguito ha previsto che “il testo avrà una pozione interessante nel mercato e sarà soprattutto di strutturazione didattica”. Il preside ha inoltre discusso sugli ultimi sette anni che hanno visto complicarsi il mondo della comunicazione giornalistica, innescando quel movimento verso il declino, che “bisogna necessariamente superare”. Come “bisognerà superare il precariato nel mondo della comunicazione, che ha spostato tutto verso un clima di incertezza, la quale ha il potere di “inibire la capacità critica dei giornalisti e complicare ulteriormente la funzione di mediazione del giornalismo”. Il testo è di Floris, Nanni e Pedaccini, il titolo: Fatti Chiari. Giornali, radio, web, talk show. Come si racconta la notizia”. La casa editrice è il Centro di Documentazione Giornalistica. Pagine: 309. Costo: 24 euro.

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