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6 marzo 2006

Televisione e minori

“Vorrei che non andasse troppo in televisione; la vita non è fatta solo di tv; vorrei dedicasse il suo tempo pure a me”.
Luana, otto anni, parl
“Vorrei che non andasse troppo in televisione; la vita non è fatta solo di tv; vorrei dedicasse il suo tempo pure a me”.
Luana, otto anni, parla del suo rapporto con la madre nella trasmissione “Il Bivio”, su Italia1. Elena, mamma di Luana, da alcuni mesi è sotto i riflettori per la sua storia particolare: quando la figlia aveva sei anni, ha deciso di sottoporsi ad un intervento per cambiare sesso e diventare un uomo. Da allora, decine di interviste, articoli, apparizioni televisive caratterizzano le giornate di Elena che ora si chiama Cristian.
Da un lato, quindi, un aspetto strettamente personale della vita di un adulto che diventa spettacolo, dall’altro, una bambina che si rapporta, involontariamente, al mezzo televisivo, un mezzo che considera invadere il suo spazio privato, che sente ledere la sua intimità, il suo desiderio di vivere fra le mura domestiche, e non sul palcoscenico mediatico, la sua famiglia.
Eppure i bimbi continuano ad essere oggetto di contenuto televisivo. Sono protagonisti, ad esempio, di quella famiglia che, con gli anni, sta subendo diverse trasformazioni, cambiamenti divenuti tangibili e soprattutto visibili grazie alle rappresentazioni pubblicitarie televisive. In particolare, lungo il continuum “famiglia in evoluzione”, si pongono agli estremi due spot pubblicitari che rappresentano l’uno la famiglia “tradizionale”, con il bambino centro-mondo per la propria madre, l’altro la famiglia “moderna”, in cui il bimbo attende, a sera, il rientro della sua mamma da un lavoro che la porta lontana da casa per tutto il giorno. Emblema di questo secondo caso è la pubblicità dello yogurt Danette della Danone: due bambini a casa con il padre, preparano “qualcosa di troppo buono” per la mamma in carriera che si vede rientrare, dopo un’intera giornata di lavoro. Nel primo caso, invece, il riferimento televisivo è allo spot delle brioche Kinder Colazione Più: il bambino protagonista si vede questa volta impegnato tra le mille attività quotidiane dalla scuola, alla palestra, ai giochi. La madre ha scelto “una merenda sana e nutriente” per il figlio che, corso a casa, trova ad aspettarlo il dolce abbraccio della sua mamma.
Due visioni, quindi, contrapposte di una famiglia che realmente sta cambiando, in cui i ruoli padre/madre si sovrappongono, i confini vanno sempre più sfumandosi, nuove priorità nascono.
Una famiglia dunque incerta, in metamorfosi.
Una sola la certezza: il bambino, spesso senza volerlo, protagonista indiscusso.

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