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19 aprile 2006

Ávila

Passeggiare senza fretta tra le serpeggianti strade dell’ammuragliata città di Ávila è uno dei pochi piaceri turistici alla portata di
Passeggiare senza fretta tra le serpeggianti strade dell’ammuragliata città di Ávila è uno dei pochi piaceri turistici alla portata di chiunque non sia caduto sotto il peso dell’era tecnologica. La UNESCO dichiarò questo posto Patrimonio dell’Umanità, “terra di canti e di santi”, come piattaforma internazionale per preservare un perimetro unico al cui interno il tempo si ferma da quattro secoli in favore della Storia, della religiosità, dell’arte . . . ed anche dei viaggiatori capaci di godere del rumore delle pietre. È il capoluogo di provincia spagnolo situato a maggior altitudine, 1130 metri sul livello del mare, conservando intatti i suoi scenari medioevali (templi e conventi costruiti in epoca romanica) ed i suoi emblemi rinascentisti (palazzi appartenuti alla nobiltà castigliana), mentre l’attualità si esprime con barrios che già non si posson definire “storici”, ma in cui è proibito cambiare ciò che è sempre stato.
Tra i monumenti più significativi c’è da segnalare, ovviamente, la Cattedrale che, iniziata nel XII secolo secondo uno stile tardo-romanico, fu terminata nel XVI con tratti della prima cattedrale gotica spagnola. Da non dimenticare i vari edifici storici come la Dimora de los Velada, la Dimora de los Verdugo, la Dimora de los Águila ed il Palazzo di Benavites, oltre al Museo Provincial (ex Dimora de los Deanes).
Tra le feste più tradizionaliste, c’è il giorno dedicato a San Segundo (2 di Maggio), quello dedicato a Nuestra Señora de las Vacas (la seconda Domenica di Maggio) ed alla Virgen de los Sonsoles (pima Domenica di Luglio), oltre alle festività estive della seconda metà di Luglio ed alle Fiestas de la Santa (8 e 15 di Ottobre).
Infine, a livello culinario spiccano le “yemas de Santa Teresa” (“gemme di Santa Teresa”, tipico dolcetto abulense composto solo di uova e zucchero), mentre per il resto la cucina si basa su prodotti provinciali quali i fragioli del “Barco de Ávila” e le costolette di vitello alla avileña.

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