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13 aprile 2006

I Master universitari

Un investimento sul medio/lungo periodo da scegliere con cura

I Master universitari, che ad oggi sono qualche migliaio, rivelano un
Un investimento sul medio/lungo periodo da scegliere con cura

I Master universitari, che ad oggi sono qualche migliaio, rivelano un’impostazione molto accademica, improntata prevalentemente sulle conoscenze e poco operativa. Per orientarsi nell’ambito dei Master non universitari invece la cosa più semplice e sicura è quella di far riferimento a quelli che godono dell’accreditamento Asfor , che ne ha già verificato la qualità attraverso un giudizio rigoroso e severo. Giudizio che tiene in considerazione la qualità e la solidità dell’ente formativo e le modalità del processo didattico, ma anche la capacità di un master di concorrere nel mercato. Infatti, per poter essere accreditato un master deve vantare già tre edizioni, deve quindi avere una storia. Alcune scuole, come il Mib di Trieste, danno la possibilità di contattare gli studenti delle edizioni precedenti e quindi di sentire il parere di chi ha già affrontato questo percorso. Considerando che l’investimento non è indifferente, un giudizio positivo degli ex alunni equivale ad un certificato di qualità. Certo, i master universitari costano molto meno di quelli offerti dalle varie Scuole.
Il master è un investimento che conviene nel medio/lungo termine. Chi pensa di diventare amministratore delegato o direttore generale immediatamente dopo il master è fuori strada. Un master di qualità, oltre alle competenze e agli strumenti professionali, dà una flessibilità mentale che permette di affrontare meglio le situazioni aziendali e i cambiamenti nell’ambito professionale. Conviene perché utilizza tecniche evolute anche per lo sviluppo di qualità personali oltrechè professionali, che vertono ad esempio sulla gestione delle relazioni, sulla capacità di parlare in pubblico, sulla leadership. Cose che in ambito universitario sono di lì da venire.
Le aziende di punta oggi chiedono sempre, oltre alla laurea, un master; anche perché non hanno tempo di formare in modo adeguato al loro interno. Le aziende stilano una propria “classifica”: sanno quali sono i master più validi e da lì attingono.
Un master deve chiedere talento, attitudine e voglia di lavorare. Non a caso il colloquio è un momento fondamentale per verificare l’attitudine a fare il manager, i test hanno un peso relativo in questo senso. In cambio il master deve offrire un percorso dal quale si esce più ricchi, migliori, non solo come professionisti, ma anche come persone in senso lato.
I migliori master italiani sono equiparabili a quelli del resto d’Europa; la massa è invece mediamente più scarsa, anche perché in Italia il master è comunque di recente istituzione, mentre negli altri paesi ha una storia più lunga. Inoltre, mentre noi improvvisiamo un po’ dal punto di vista organizzativo, all’estero il processo è molto più rigoroso, anche perché c’è una cultura manageriale più solida.

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