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24 aprile 2006

Roma: affitti sempre più cari per i fuorisede

La situazione degli affitti per gli studenti fuorisede è sempre di più un disastro. Per una camera singola si spende in media dai 450 aiLa situazione degli affitti per gli studenti fuorisede è sempre di più un disastro. Per una camera singola si spende in media dai 450 ai 500 o in alcuni casi incomprensibili anche 600 o 800 euro. Il tutto continua ancora a pesare, nella stragrande maggioranza dei casi, alle tasche di chi vorrebbe laureare i propri figli. A peggiorare questa condizione svantaggiosa anche le case in affitto che in molti casi sono decadenti. Crepe sui muri, bagni inagibili per sanitari o altro che non funziona, impianti e prese della corrente non a norma di legge, in effetti, molte volte le case non sono neppure ristrutturate, come se gli studenti fuorisede fossero sapessero fare solo danni e casino. Durante gli incontri con gli studenti che a Roma hanno preso casa in affitto, ho anche visto una camera grande divisa solo da un armadio magicamente diventare due camere singole da pagare, quando pochi anni fa c’erano le lire 600 mila al mese, anche sulla Tiburtina una ragazza si è sentita chiedere 500 euro per una camera divisa in tal modo, diventata due singole, che stavolta erano divise solo da un telo; i mobili sono sempre vecchissimi, comodini degli anni 40, armadi presi anche dalle case in montagna, di cui le ante cadono a pezzi, sporchi e pieni di polvere e tarme. Accanto a “La Sapienza” gli affitti crescono sempre di più, a piazza Bologna per un posto letto si spendono in media dai 310 ai 375 euro al mese, per una camera singola si arriva anche a 550. Il prezzo degli stessi immobili non accenna a diminuire, anche se come sottolineato, pochissime volte ci si trova davanti un appartamento ristrutturato, per un monolocale si arriva a spendere dai 900 ai 1300 euro. In uno stabile accanto all’università “La Sapienza” anche una cameretta di 3 metri quadrati costa 450 euro. Per la piaga sociale degli affitti in nero “La Sapienza” sta portando avanti dei controlli attraverso la Guardia di Finanza, i cui funzionari si aggirano nelle zone in cui gli studenti trovano alloggi e chiede se il padrone o la padrona di casa hanno registrato il contratto da un notaio secondo la normativa vigente. In molti casi i locatari hanno registrato per forza maggiore temendo sanzioni pecuniarie, se trovati nella condizione di affitto a nero. Ma essendo furbi se registrano il contratto mettono sempre meno soldi di quanto prendono. E non esiste sorta di controllo per questo se non rilasciano ricevute con il totale dei soldi stipulati con gli studenti. Le cifre che abbiamo riportato sono quelle del giornale Portaportese, sito www.portaportese.it, che sono sempre più allarmanti. La condizione non cambia nemmeno sul sito “Bacheca Universitaria”, www.110elode.it/bacheca, in cui in questi giorni campeggia anche l’affitto di un monolocale con tre posti letto a 300 euro cada uno. Tutto ciò dovrebbe cambiare, e dovrebbe essere diritto di tutti abitare in un appartamento il cui prezzo non sia esoso, i cui mobili e impianti elettrico siano a norma di legge, e il cui impianto idraulico non faccia acqua da tutte le parti.

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