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14 aprile 2006

Scoperta l’origine dell’Australopiteco in Etiopia

Dall’Università della California arriva la notizia del ritrovamento di alcuni fossili di ominide in Etiopia, datati circa 4 milioni e 100 anni Dall’Università della California arriva la notizia del ritrovamento di alcuni fossili di ominide in Etiopia, datati circa 4 milioni e 100 anni fa, grazie ai quali è stato possibile ricostruire lo scheletro di un nostro antenato, anello mancante tra l’ominide di Australopiteco di 3 milioni e mezzo di anni fa e uno più antico, chiamato Ardipiteco, risalente ad un’epoca che spazia dai 4,4 ai 7 milioni di anni fa.
I fossili ritrovati comprendono la mandibola e alcuni denti, i quali hanno permesso agli studiosi di stabilire la dieta del nostro lontano parente. Il paleontologo che ha guidato la ricerca, Tim White, ha dichiarato che è proprio grazie ai denti più sviluppati che quest’ominide, che camminava già a due zampe, ha potuto soggiornare sulla Terra per un lungo periodo di tempo e garantirsi maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto al suo antenato, i cui denti erano invece più piccoli. Riusciva infatti a masticare piante e arbusti più duri, essenziali soprattutto durante i periodi di siccità.
I fossili appartengono alla specie Australopithecus anamensis, che si colloca tra l’Ardipithecus ramidus e l’Australopithecus farensis, quest’ultimo rappresentante la fase dell’Australopiteco pienamente evoluto, ma non si può ancora sostenere con certezza che essi discendano direttamente dall’Ardipiteco. Il Professor White si limita a dichiarare: “E’ legittimo ritenere che una specie di Ardipithecus ha dato origine all’Australopithecus.”

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