• Google+
  • Commenta
23 maggio 2006

‘Il Caimano’ di Nanni Moretti. Un film sul cinema dalla doppia metafora

Chi si aspettava un film su Berlusconi è rimasto deluso: il cavaliere rimane sullo sfondo, relegato in un ruolo minore. Ecco la prima sorpresa Chi si aspettava un film su Berlusconi è rimasto deluso: il cavaliere rimane sullo sfondo, relegato in un ruolo minore. Ecco la prima sorpresa de ‘Il Caimano’ (2006) di Nanni Moretti, commedia con andamento vivace, allegro, sentimentale, drammatico. L’altra sorpresa è in chiusura della storia ed è duplice: chi interpreta Berlusconi (non lo vuole fare nessuno) e come e dove finiranno società e istituzioni. Moretti corona un sogno e ne infrange un altro, quello dei militanti che volevano una presa di posizione, un’opera su e contro Berlusconi.
Come ‘Il regista di matrimoni’ di Marco Bellocchio, ‘Il Caimano’ è un film sul cinema. Dalle comparse ai protagonisti, tanti i volti noti, soprattutto per gli addetti ai lavori, che il pubblico percepirà in parte. Così il gioco di citazioni, di frecciate divertite, sarcastiche, di veri ritratti d’autore: Michele Placido che reinterpreta se stesso, il quasi ottuagenario Giuliano Montaldo, regista di vecchie glorie come ‘Sacco e Vanzetti’ e ‘Tiro al piccione’, che Silvio Orlando, di mestiere produttore, rimprovera aspramente quando lo molla all’improvviso perché Aurelio De Laurentiis ha deciso di finanziare il suo copione su ‘Cristoforo Colombo’: “Se non era per me, gli dice, non avresti lavorato. Nessuno ti voleva, ti chiamava più da anni”.
Il secondo livello, il sottoplot, è sentimentale e drammatico. Moretti (che compare due volte) mette in scena l’Italia di oggi: la crisi sociale, etica, morale, le nuove tipologie di povertà, le rovine della famiglia, la crudeltà della separazione dopo decenni di fiducia nell’istituzione del matrimonio, i figli a metà, le coppie di fatto, l’omosessualità, l’incapacità di accettare il cambiamento.
Berlusconi compare qua e là nelle prime inquadrature, interpretato dal semisosia Elio De Capitani, nella sceneggiatura ‘sognata’ da Silvio Orlando. Niente di nuovo? Sì, la disperazione di un Paese, di un popolo, ripiegato su se stesso, diventato villano, violento, indifferente. Sospeso “tra l’orrore e il folklore”, come dice Jerzy Stuhr (grande attore e regista nella vita, qui nei panni del produttore che finanzia ‘Il Caimano’): “La vostra è un’Italietta, quando pensiamo che siete arrivati al fondo e vi solleverete, ci stupite ancora. Continuate a scavare”.
Il terzo livello è la storia, il film nel film. Orlando è il produttore fallimentare di lavori di serie B (‘Mocassini assassini’, ‘Maciste contro Freud’, ‘Stivaloni porcelloni’) che viene contattato da una giovane regista, Jasmine Trinca. Lei non ha mai girato un lungometraggio, ha 24 anni e un copione in mano: ‘Il Caimano’, molto ispirato alle vicende del Presidente del Consiglio in carica. Orlando si sta separando dalla moglie, Margherita Buy, e non ha nulla da perdere.
Inserti veri (il famoso discorso di insediamento all’Europarlamento del 2 luglio 2003, quando Berlusconi dà del “kapò” al capo della delegazione tedesca Schultz) si mescolano a quelli di finzione, in un’escalation raggelante che raggiunge il culmine, il paradosso, alla fine del film.
La duplice metafora del titolo del film è calzante. Si allude al pericoloso alligatore che popola i fiumi e le paludi dell’America centro-meridionale, che nuota senza farsi vedere, rasentando il livello dell’acqua e facendovi fuoriuscire solo i due grandi occhi, che si mimetizzano con l’ambiente: il caimano nuota scrutando con estrema calma la sua preda senza farsi notare, per coglierla di sorpresa e sbranarla all’improvviso. L’altro riferimento metaforico va sicuramente anche alle Cayman, isole dell’arcipelago delle Antille britanniche, nel mar caraibico, paradiso fiscale e ottimo rifugio di imprenditori di mezzo mondo.
Un bravo regista sa dirigere gli attori: è un piacere vedere recitare Silvio Orlando, bravissimo anche nella disperazione, e Margherita Buy nella parte anche quando urla e piange. Buono il risultato della giovane Jasmine Trinca, nettamente superiore a tutti i ruoli da lei finora interpretati.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy