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2 maggio 2006

Letizia Moratti contestata: il 25 aprile a Milano

Con molta probabilità è stata l’ultima volta che si è sentito parlare dei fischi e contestazioni contro la Moratti e la sua rif
Con molta probabilità è stata l’ultima volta che si è sentito parlare dei fischi e contestazioni contro la Moratti e la sua riforma della scuola. Anche a Milano, per la manifestazione del 25 aprile, con una Moratti non in veste ufficiale, stava portando suo padre al corteo per festeggiare la liberazione dal nazifascismo, fischi e parole forti contro quella che è stata e lo sarà sempre la riforma più discussa in Italia da anni.
Se una riforma scolastica andava effettuata, e sicuramente i cambiamenti mettono paura a tutti, non doveva esserlo sicuramente nei modi e nei termini che la Moratti ed i suoi collaboratori hanno portato avanti fino a qualche mese fa. La oramai ex-ministro della Pubblica Istruzione, che per lei tanto pubblica non doveva essere visti i finanziamenti alle scuole private, si è sentita in dovere di affermare che era lì per “ribadire – ha detto il candidato sindaco – che il nostro Paese deve continuare a credere nella democrazia e continuare a lottare per costruire un futuro fatto anche di tolleranza e comprensione”.
Ricordiamo il comportamento di molte persone della Cdl di fronte alle migliaia di giovani studenti che stavano da ore a Montecitorio, contestando a loro volta un decreto Moratti che non avrebbero mai voluto veder passare alla Camera, una su tutti la Santanché, che non ha rappresentato certo un modello di tolleranza e comprensione verso le persone che erano lì, tra cui anche professori di rilievo.
La Cgil-Flc, in questi giorni, ha stilato un documento approvato dalla Segreteria Generale, in cui afferma la sua disponibilità a porre profonde modifiche alla Riforma Moratti, mentre prima ne chiedeva l’abrogazione anche contestandola con cortei e quant’altro. La Cgil ha avuto sempre proposte che andavano contro la Riforma ricordiamo che vi era la volontà “ di cancellare i provvedimenti del Ministro Moratti su Scuola, Università e Ricerca, affermando nel contempo l’esigenza di scelte che realizzino pienamente il diritto al sapere come un fattore di uguaglianza e di sviluppo sostenibile, attraverso i necessari interventi di ridefinizione normativa sui terreni oggetto delle controriforme Moratti”. Vedremo come si comporterà il nuovo governo, se vi sarà una controriforma o una netta abrogazione dei decreti legge morattiani.
Si dice che bisogna ora guardare al futuro e non al passato, sperando che la persona che andrà a ricoprire ora la figura di ministro della Pubblica Istruzione si comporti meglio e stia a sentire di più chi il mondo della Scuola e dell’Università la vive ogni giorno, sia gli studenti, il corpus docente e i genitori.

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