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19 maggio 2006

Niente poltrona per Asor Rosa

Alla fine il professor Alberto Asor Rosa non ce l’ha fatta ad uscire indenne dal totoministri, ed è rimasto con un pugno di mosche in mano. Il Alla fine il professor Alberto Asor Rosa non ce l’ha fatta ad uscire indenne dal totoministri, ed è rimasto con un pugno di mosche in mano. Il nome di Asor Rosa – uno dei più importanti critici letterari italiani, da decenni docente di Letteratura Italiana alla Sapienza di Roma – era stato caldeggiato dal Pdci per occupare la poltrona di Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica, ma le sue posizioni sulla situazione mediorientale hanno fatto scattare il veto delle comunità ebraiche, e così quella poltrona è andata al diessino Fabio Mussi, vicepresidente della Camera durante il governo Berlusconi appena concluso e leader del “Correntone” Ds.
Nato a Roma nel 1933, Asor Rosa nei suoi numerosi scritti (contraddistinti da uno spirito spiccatamente iconoclasta ma di indubbia importanza critica) ha affrontato anche tematiche di interesse più specificamente socio – economico accanto a quelle più strettamente letterarie; autore di monografie su alcuni dei principali scrittori italiani di tutti i tempi (fra cui Calvino, Collodi e Dino Campana), ha scritto una Storia della Letteratura Italiana più volte ristampata. Era entrato nella vita politica italiana già nel 1979, quando venne eletto al Parlamento nelle liste del Pci, ma abbandonò l’incarico dopo appena un anno per dedicarsi completamente alla carriera universitaria

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