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18 maggio 2006

Parcheggio in sosta vietata? 3 mesi e mezzo di reclusione…

E’ accaduto a Palermo, e lo ha stabilito la Corte di Cassazione rendendo definitiva la condanna per “violenza privata” nei confronti di un cittadi

E’ accaduto a Palermo, e lo ha stabilito la Corte di Cassazione rendendo definitiva la condanna per “violenza privata” nei confronti di un cittadino palermitano che, nel giugno del ’99, entro’ con l’auto nel parcheggio di un condominio impedendo l’uscita sulla pubblica via agli inquilini del palazzo.
Secondo i giudici della Suprema Corte il reato di violenza privata si configura ogni qualvolta “venga utilizzato un qualsiasi mezzo idoneo al fine di privare coattivamente la liberta di determinazione e di azione”.
C’e’ da dire che, a riguardo dell’episodio specifico, l’uomo si rifiutò di spostare la vettura una volta invitato a liberare il passaggio. Non solo: scesa dal palazzo la sorella (l’uomo stava aspettando proprio lei), i due si misero ad insultare gli altri condomini.
Sembra sia stata proprio questo l’elemento determinante che ha impostato la chiave di lettura della sentenza giudiziaria: la palese prepotenza dell’uomo e’ stata interpretata come prova del suo atto di violenza nei confronti degli altri cittadini.
La condanna per i due e’ stata rispettivamente di 300 euro di multa (per il reato di ingiuria) e di tre mesi e dieci giorni di reclusione (pena sospesa con la condizionale) per il reato, appunto, di violenza privata.
A nulla sono valsi i ricorsi tentati dai due, che ora dovranno provvedere al pagamento delle spese.

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