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2 maggio 2006

Trieste: “Il genoma del caffè” & “l’educazione spezzata”: due importanti eventi internazionali

La città di Trieste è sempre in prima linea nelle questioni che riguardano la ricerca scientifica e la cultura internazionale. Il primoLa città di Trieste è sempre in prima linea nelle questioni che riguardano la ricerca scientifica e la cultura internazionale. Il primo evento: un workshop sulla natura del caffè. Per gettare le basi per la nascita di una rete in grado di raggruppare i ricercatori che si occupano in tutto il mondo della natura del chicco di caffè, il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Trieste ha organizzato, il 28 e 29 aprile, un workshop internazionale presso l’Aula magna della Facoltà di Economia, sul tema “il genoma del caffè”. A Trieste ha anche sede il quartier generale del marchio illy, azienda ormai sviluppata in tutto il mondo, all’avanguardia nella produzione e commercializzazione del chicco marrone. Per l’occasione sono stati invitati a Trieste i ricercatori attivi nei paesi produttori di caffè come India, Etiopia, Kenia, Costa d’Avorio e Brasile, i rappresentanti di grandi aziende nazionali ed internazionali che lavorano nel settore, come illycaffè, Lavazza e Kraft ed alcune organizzazioni internazionali come la World Bank e il Common Found for Commodities. Tra i partecipanti al workshop, sostenuto dal Consorzio per lo Sviluppo Internazionale dell’Università di Trieste, anche il dr. Jayarama, direttore della ricerca del Coffee Board indiano. Sono intervenuti il rettore Domenico Romeo, il prof A. Charrier, Ernesto Illy, il dr. P. Agostini, il dr. M. Fabian, il dr. Andrade, il dr. Suggi-Liverani, il ministro E. Campo, il prof. Bekele, il dr. Leroy, il dr. Dulloo, il dr. Lashermes, il prof. Vieira, il prof. Pallavicini, il dr. Sreenah, il dr. Agwanda e il dr. Ming.
Un altro importante evento promosso dall’Università di Trieste riguarda la storia e la cultura ebraica. “L’educazione spezzata: scuole ebraiche e leggi razziali” è il titolo della mostra curata da Tullia Catalan, docente di Storia dell’ebraismo al Dipartimento di Storia e Storia dell’Arte dell’Università di Trieste. La mostra, ospitata fino allo scorso 30 aprile dalla Comunità Ebraica di Trieste, è il frutto di un lungo lavoro di ricerca che ha coinvolto, per la parte italiana, Annalisa Di Fant e Sara Bergamasco, in stretta collaborazione con gli storici croati Sanja Dukic, Peter Strcic e Andrea Rocknic. L’allestimento e la parte grafica sono stati curati da Fabrizio Somma e Giulia Zolia. Il catalogo, in italiano, croato e inglese, è stato realizzato con una prefazione di Andrea Mariani, presidente della Comunità Ebraica di Trieste.

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